La ‘rivoluzione delle rivoluzioni’: intervista a Marco Taisch

Pubblichiamo qui di seguito un estratto dell’intervista di Franco Canna a Marco Taisch per il sito Automazione Plus, pubblicato originariamente il 23 settembre 2016. L’intervista completa è disponibile a questo link.

Nella prossima Legge di Bilancio entreranno per la prima volta delle misure atte a supportare la trasformazione digitale del settore manifatturiero: iper-ammortamento per gli investimenti in beni funzionali alla digitalizzazione, incentivi per la spesa in R&D, agevolazioni per le start-up e le PMI innovative. Il tutto con un focus di medio termine. Sono le misure giuste per rilanciare il nostro manifatturiero in chiave digitale?

Taisch: Sono convinto di sì, il piano è ambizioso già a partire dai volumi degli investimenti. Germania, Francia e Stati Uniti hanno fatto degli investimenti meno importanti di quello che il nostro Paese si accinge a fare. Certo, siamo partiti in ritardo, ma almeno l’attesa è ripagata dalla qualità di un piano davvero ben articolato.
Una delle cose più interessanti del Piano è che non si dice alle imprese in che cosa investire. È un piano neutrale, asettico sui settori e sulle tecnologie più indicate. Spetta all’imprenditore decidere che cosa è giusto fare e come farlo. Un’altra cosa che va sottolineata è che il controllo sull’attuazione delle misure spetta a una cabina di regia che non sarà solo politica: oltre ai Ministeri ci sono dentro tutti gli stakeholder del piano, tra cui università, industria e parti sociali.

Si è anche parlato di un modello tedesco, incentrato sulla fabbrica efficiente, e un modello americano, focalizzato sul prodotto intelligente. Quale sarà secondo lei il ‘modello italiano’?

Taisch: Non credo che seguiremo precisamente le orme di questo o quel modello. L’Italia è un Paese con le sue peculiarità. In alcuni settori sarà centrale il prodotto, in altri i servizi, in altri ancora la produzione. Come dicevo prima, il bello del Piano è la sua flessibilità, che lascia all’impresa la scelta su dove e come investire. Si potranno scegliere tecnologie che migliorano il prodotto e la sua progettazione oppure altre che rendano più efficiente la produzione.

Vedremo anche in Italia la cosiddetta ‘servitizzatione’ del business, la capacità cioè di generare profitti da servizi continui più che dalla vendita ‘one shot’?

Taisch: Non ci sono dubbi che le tecnologie digitali sono un fattore abilitante per la servitizzazione, che comporta anche una modifica sostanziale del business model delle aziende. Quanto questo accadrà dipende naturalmente da settore a settore.

La manifattura digitale aiuta anche le aziende a essere più sostenibili?

Taisch: Certamente. Grazie alle tecnologie digitali è possibile conoscere in tempo reale ogni aspetto del processo produttivo. E conoscere meglio il processo è la base per poterlo migliorare scegliendo processi più verdi o più efficienti. La scelta ovviamente spetterà all’impresa.

Cloud, big data, analisi predittiva, simulazione e virtualizzazione, IoT e additive manufacturing. Sono tutte tecnologie che originano in ambiti diversi dal settore manifatturiero che però proprio qui stanno trovando un enorme potenziale applicativo. Qual è l’approccio da seguire perché il ‘porting’ di queste tecnologie in ambiente industriale sia efficace?

Taisch: Il nostro Osservatorio sullo Smart Manufacturing ha messo a punto uno strumento di analisi della maturità delle imprese sui temi di Industria 4.0. Grazie a questo strumento le imprese possono effettuare un check-up che permetta loro di capire su quali aree è pronta a ricevere supporto e anche quali sono le aree di maggiore impatto per il suo business.

Leggi qui l’intervista integrale


Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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