Il Toyota Production System e il lean manufacturing ai tempi del 4.0

In una bellissima intervista rilasciata da Maurizio Mazzieri, Deputy Managing Director di Toyota Material Handling Italia, a Osvaldo Danzi per il quindicinale Senza Filtro (di cui consiglio la lettura integrale), si torna a parlare di Industria 4.0, dei suoi effettivi benefici e di come cambierà il lavoro.

Mazzieri non è uomo delle mezze misure e, interrogato sui benefici di Industria 4.0, risponde tranchant: “Io non ho potuto leggere alcuna case history che mi illustri queste cose né tantomeno analisi su quali benefici si possano avere nel turn over, nell’EBIT o nella soddisfazione del cliente. Quindi al momento possiamo dire che ci stiamo solo innamorando di una parola d’ordine di cui non si è visto ancora niente di concreto”.

Il Toyota Production System, come è noto, è probabilmente il modello di organizzazione del lavoro in fabbrica più studiato in assoluto. Il messaggio cardine di questo modello è l’analisi continua dei processi e degli errori e il miglioramento continuo; è un sistema basato sui processi più che sulle tecnologie, al punto che Mazzieri ricorda: “Ci sono stabilimenti in Giappone che lavorano senza ERP poiché l’armonizzazione dei processi è talmente perfetta che non hanno bisogno di un supporto informatico. Rispetto all’automazione spinta, crediamo in un concetto diverso: quello dell’autonomazione dell’individuo (Jidoka). Alla fine è cruciale lo sviluppo delle risorse umane e rispetto a grossi investimenti che si fanno, mi chiedo quanto le risorse umane delle aziende siano preparate all’utilizzo di questi sistemi”.

E sempre sulle competenze Mazzieri, che ritiene che l’Hitozukuri (l’arte di formare le persone) venga prima del Monozukuri (l’arte di fare bene le cose), spiega: “Credo dunque che da una parte ci sia bisogno di ingegneri e lauree tecniche, ma credo che nelle azienda vadano rafforzati gli uffici HR. Non parlo di uffici paghe e stipendi, ma un ufficio presidiato anche da psicologi e filosofi (ho amici che portano in azienda ogni mese filosofi e psicologi per parlare con i dipendenti e col management) in cui la Risorsa Umana resta all’interno di ogni processo”.

Nell’intervista, di cui raccomando ancora una volta la lettura integrale, si tocca infine il tema della relazione uomo-robot. Mazzieri non crede che i robot potranno sostituire l’uomo in funzioni come le vendite. “Io credo che i ricercatori più attenti traducano il TPS non solo come Toyota Production System ma anche come Thinking People System, ovvero il sistema delle persone che pensano. Per questo non credo assolutamente che la robotica possa sostituire un vero e proprio sistema cognitivo”.

 

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media.
Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.
E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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