Il ruolo degli ITS per la formazione dei lavoratori 4.0

Si è svolta il 30 maggio al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) l’ITS Day, una giornata di lavori sulla formazione tecnica dedicata quest’anno al tema delle “Competenze per l’Italia 4.0”. Esperti e rappresentanti del mondo delle imprese si sono confrontati sul tema delle prospettive e dei cambiamenti del mondo produttivo, alla luce del nuovo Piano nazionale per l’Industria 4.0. Sono intervenuti il Sottosegretario Gabriele Toccafondi, il consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Leonardi, il vice presidente di Confindustria Giovanni Brugnoli e il direttore delle politiche sindacali e del lavoro di Confartigianato Riccardo Giovani.

Occupazione e soft skills

L’80% delle diplomate e dei diplomati negli Istituti Tecnici Superiori trova un’occupazione entro 12 mesi, nell’88% dei casi in un’area coerente con il proprio percorso formativo. Merito – spiegano al Ministero – di un sistema di formazione in continua evoluzione per rispondere alle nuove esigenze del mondo del lavoro; di profili altamente specializzati negli ambiti strategici prioritari per lo sviluppo economico del Paese; curricoli sviluppati in sinergia con le imprese, per rispondere all’effettiva domanda di formazione; attenzione allo sviluppo delle soft skills (spirito critico, problem solving, lavoro di gruppo e abilità interpersonali e comunicative in primis).

Inoltre il 50% dei docenti proviene dal mondo del lavoro e il tirocinio formativo nelle imprese è obbligatorio per almeno il 30% del monte ore complessivo.

Il commento

“I numeri degli ITS ci dicono che il sistema funziona – ha dichiarato il Sottosegretario Toccafondi -. Quando c’è integrazione tra le aziende e il mondo della scuola i risultati si vedono: 93 fondazioni, 8.589 attualmente iscritti, 370 percorsi attivati, 2.034 sono i soggetti partner di cui 681 sono imprese, dei 6.304 diplomati nel triennio l’80% è occupato a 12 mesi dal diploma. Adesso occorre dirigersi verso un obiettivo chiaro, quello di aumentare questi numeri in quantità e qualità. Il sistema ITS ha questi risultati perché risponde al fabbisogno delle aziende, formando quelle figure professionali, altamente qualificate e caratterizzate da flessibilità ed innovazione, come il sistema produttivo richiede.  C’è un Paese che deve dare risposte e la risposta deve  essere corale. Come sistema d’istruzione – ha concluso Toccafondi – dobbiamo essere pronti e veloci a rispondere ai cambiamenti del mondo del lavoro; dobbiamo lavorare sulle competenze, sul loro sviluppo, sul senso critico, il problem-solving, il lavoro di gruppo e le abilità interpersonali e comunicative, per dare quindi ai ragazzi strumenti che permettano loro di essere pronti al cambiamento come processo continuo”.


Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media.
Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.
E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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