Industria 4.0 fattore abilitante per la prosperità sociale

Si è tenuto oggi a Cernobbio, in provincia di Como, il Manufacturing Summit, evento internazionale che dal prossimo anno si “trasformerà” nel World Manufacturing Forum, che troverà proprio in Lombardia la sua casa stabile per “mettere intorno a un tavolo i leader politici insieme ai leader industriali e al mondo della ricerca e della innovazione per discutere sui temi del manifatturiero”, come ha detto il prof. Marco Taisch responsabile scientifico dell’evento. Confindustria Lombardia, Politecnico di Milano e Regione Lombardia saranno i tre organizzatori dell’iniziativa.

“Il World Manufacturing Forum – ha proseguito Taisch – è un progetto ambizioso, nato nel 2011 con il primo evento organizzato proprio a Cernobbio, con il contributo della Commissione Europea, come evento per condividere i risultati di una roadmap per la ricerca europea di questi anni. Dal 2011 l’evento è cresciuto e conta un numero sempre maggiore di speakers e partecipanti dei tre mondi (politica, industria e ricerca, ndr) che insieme collaborano per rilanciare il manifatturiero”. Questa collaborazione porterà, nel 2018, alla realizzazione del primo Global Manufacturing Report, “un documento che riporterà i risultati di questo primo anno di lavori e che sarà presentato nell’edizione di Cernobbio 2018″ ha concluso Taisch.

Marco Taisch

Industria e società

L’edizione di quest’anno ha avuto come tema la manifattura 4.0 come fattore abilitante per la competitività e la prosperità sociale. “Nell’industria 4.0 i fattori della produzione sono quattro: capitale, lavoro, conoscenza e informazione e gli ultimi tre sono quelli realmente qualificanti”, ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. “La questione industriale non è la questione degli industriali, ma un tema di interesse dell’intera società. L’opinione pubblica deve capire che se vogliamo costruire una società equa e aperta bisogna partire dallo sviluppo e dall’industria”, ha concluso Boccia.

Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria

Il valore della digitalizzazione

“La digitalizzazione non è un valore in sé e per sé, ma è fondamentale per quello che permette di ottenere”, ha detto Jan Mrosik, CEO Digital Factory Division di Siemens. “Velocità, flessibilità, qualità ed efficienza sono i benefici ai quali la digitalizzazione offre una via di accesso, consentendo, per esempio, di produrre lotti personalizzati”.

Mrosik si è poi soffermato sul ruolo fondamentale del Digital Twin per lo sviluppo di prodotti, processi innovativi e per ottenere un “boost” delle performance grazie al continuo feedback che collega mondo reale e virtuale, e sulla proposta di MindSphere come sistema operativo aperto per l’IoT.

Jan Mrosik, CEO Digital Factory Division di Siemens AG

Il ruolo della meccatronica

Nel panel intitolato “ICT, automation and mechatronics work towards Industry 4.0” si è discusso del ruolo della meccatronica, una disciplina che “non è solo tecnologia, ma anche organizzazione, maggior sicurezza, nuove opportunità e Industria 4.0”, come ha detto Diego Andreis, Presidente del Gruppo Meccatronici di Assolombarda. Andreis ha quindi presentato l’attività del Gruppo Meccatronici di Assolombarda che presiede e il progetto Italia Meccatronica, nato per valorizzare la Meccatronica.

“La digitalizzazione è una fantastica opportunità di collegare uomini e macchine. Nei nuovi ambienti collaborativi stiamo imparando a lavorare insieme, ad acquisire familiarità con le macchine”, ha spiegato Mauro Fenzi, CEO di Comau.

​Con Andreis e Fenzi sono stati sul palco Marco Bertolina, General Manager del Gruppo Ramponi, Gerhard Dambach, CEO di Robert Bosch S.p.A., Marco Gualtieri, Founder & Chairman di Seeds&Chips, Manos Raptopoulos, COO EMEA di SAP, Stefano Venturi, Corporate Vice President and Managing Director di Hewlett Packard Enterprise per l’Italia, e Max Lemke della Commissione Europea.

Formazione, competenze e occupazione

Nelle sessioni pomeridiane si sono affrontati i temi collegati all’evoluzione della formazione e delle competenze. Tra i relatori Antonio De Bellis, Country Business Development Manager di ABB, che ha spiegato come la multinazionale elvetica abbia messo in pratica non solo nella sua fabbrica modello di Heidelberg, ma anche in Italia, una importante revisione dei processi aziendali, un approccio “lean”, abbia investito in automazione e infine messo in campo attività orientate alla formazione (e ri-formazione) del personale. In questo modo – ha detto De Bellis – ABB è riuscita a diventare più reattiva sul mercato e anche ad aumentare l’occupazione nei suoi stabilimenti, alcuni dei quali – è il caso dello Smart Lab di Dalmine o dello stabilimento di Frosinone – sono oggi dei punti di riferimento del gruppo.

“La tecnologia non è il vero fattore abilitante, l’innovazione la fanno le persone”, ha detto Andrea Pontremoli, ex IBM e attuale CEO di Dallara. “La velocità in sé non è un valore, conta correre nella direzione giusta”. Se si vuole innovare “bisogna saper sbagliare. Il simulatore che utilizziamo per sviluppare le nostre soluzioni è uno strumento per sbagliare a basso costo”. Le aziende non possono accusare le istituzioni e viceversa: per questo Dallara ha iniziato un percorso di collaborazione con le scuole. “Dobbiamo spiegare anche alle famiglie quello che stiamo facendo, perché l’innovazione possa essere compresa dalla società”.

Secondo Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia, “Con la digitalizzazione nel settore manifatturiero abbiamo una opportunità straordinaria: dare finalmente impulso a un produttività che finora non è cresciuta, come invece è avvenuto nei paesi con cui competiamo a livello europeo e mondiale. E’ possibile perché la tecnologia porta benefici operativi e consente di sfruttare al meglio gli asset strategici di ogni impresa, ma soprattutto perché mette in condizione le persone di esprimere al meglio le proprie potenzialità”.

La politica industriale

Ultimo panel del Manufacturing Summit è stato dedicato all’Agenda di politica industriale. Vi ha preso parte tra gli altri Mauro Parolini, Assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia, che ha detto che bisogna “fare della Lombardia un ecosistema favorevole all’impresa attraverso un rapporto nuovo tra impresa e PA che riconosca il valore sociale dell’impresa”. “Nonostante e grazie alla nostra struttura imprenditoriale ed economica siamo diventati quello che siamo. È da qui quindi che occorre partire nella messa a punto delle misure necessarie”.

Su Industria 4.0, per la quale la Regione ha messo a punto diverse iniziative, tra cui un sostegno per l’acquisto di macchinari innovativi Parolini ha detto:  “Io la chiamo Economia 4.0 perché riguarda tutti i settori e non solo l’industria”. L’assessore ha poi concluso dicendo: “Non c’è possibilità di ripresa, crescita e sviluppo se oltre alla sostenibilità ambientale non si punta anche sulla sostenibilità sociale, con uno sviluppo inclusivo che crea ricchezza anche in chi lavora nelle imprese. Sarà questo l’elemento fondante di quella che ho – un po’ scherzosamente ma non troppo – chiamato Industria 5.0”.

Nel suo intervento Stefano Firpo del Ministero dello Sviluppo Economico ha sottolineato lo sforzo del governo nell’incentivare investimenti innovativi, senza forzare gli imprenditori a scegliere una determinata tecnologia o acquistare necessariamente macchinari nuovi (il riferimento è all’opportunità di sfruttare l’iperammortamento anche per il revamping, ndr). “L’ecosistema per il digital manufacturing deve essere rinforzato a partire dalla ricerca e sviluppo e dalla tutela della proprietà intellettuale, ed è quello che abbiamo fatto con gli incentivi per gli asset intangibili come il Patent Box”. C’è poi la sfida delle competenze e delle infrastrutture. Sui risultati raggiunti Firpo ha detto: “Siamo impegnati nell’attuazione del piano. I primi dati sono positivi, come dimostrano le crescite a doppia cifra negli ordinativi registrate in diversi ambiti – dai costruttori di macchine all’ICT”. Infine, a una domanda specifica sulla possibilità di estendere gli incentivi, Firpo ha risposto: “Vedremo i risultati, se gli incentivi funzionano certamente sì”.


Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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