Un libro per scoprire le tecnologie chiave di Industria 4.0

Si fa presto a dire Industria 4.0 ma, incentivi a parte, di cosa stiamo parlando? In linea generale di digitalizzazione e innovazione applicate al processo produttivo. Queste espressioni però sono ormai talmente abusate da suonare in molti casi ambigue o poco significative, per lo meno dal punto di vista scientifico. Ecco l’idea allora. Classificare e descrivere in forma divulgativa le aree tecnologiche abilitanti di Industria 4.0. Nel volumetto “Industria 4.0: le tecnologie chiave”, curato da Armando Martin, giornalista e co-fondatore di Innovation Post, e pubblicato da Editoriale Delfino, ne sono state identificate 18. Ciascuna di queste tecnologie rientra in uno degli 8 capitoli che racchiudono l’intera filiera di gestione del prodotto: Infrastrutture IT, Connessioni Remote, Progettazione, Smart Manufacturing, Logistica e Supply Chain, Wearable & Advanced HMI, RFID, Cybersecurity.

Si parte con le “regine” dell’internet industriale e dell’analytics: IoT, Cloud Big Data, Machine Learning. Nel capitolo dedicato alla connettività i fari sono puntati su teleassistenza, telecontrollo, M2M, reti 5G e LPWAN e Web App.

Si entra poi nel cuore della fabbrica con i nuovi strumenti sviluppati per progettare (simulazione, prototipazione, realtà virtuale e aumentata) e produrre (robotica collaborativa, additive manufacturing, nanotecnologie, materiali intelligenti, sistemi cyberfisici) in modalità 4.0.

Si chiude con le funzioni di supporto pre e post produzione: logistica (smart sensor, RFID, AGV, droni), manutenzione (wearable, app), supply chain, sicurezza.

Il volume è disponibile al momento solo in versione elettronica sfogliabile accessibile da questo link (prezzo: 6,10 euro)

Per gentile concessione di autore ed editore vi anticipiamo qui di seguito in esclusiva l’introduzione.


Il settore manifatturiero italiano, con un fatturato superiore ai 900 miliardi di euro, oltre 425 mila imprese e 4 milioni di addetti, in Europa è secondo solo a quello tedesco.

L’Italia è l’ottavo stato esportatore al mondo, con una quota di mercato intorno al 2,5%. L’Italia detiene anche il secondo avanzo commerciale manifatturiero in ambito Ue ed è uno dei cinque Stati al mondo che vanta un surplus manifatturiero superiore a 100 miliardi di dollari.

È noto che il nostro Paese vanta delle eccellenze industriali a livello di centri di ricerca, società di ingegneria, costruttori di macchine automatiche, integratori di sistema, solution provider ed erogatori di servizi. L’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e componenti di automazione oscilla tra il terzo e quarto posto al mondo sia tra i produttori che tra gli esportatori.

Secondo stime PwC la maggior parte delle imprese italiane prevede di aumentare la quota del fatturato destinata agli investimenti necessari per aderire al modello Industria 4.0 in percentuali che vanno dal 3% a oltre il 10% dei propri ricavi. Secondo le stime di Confindustria, Industria 4.0 può valere il 4% del Prodotto interno lordo nell’arco di un triennio, pari a 110 miliardi di euro. La riduzione di costi aziendali e un conseguente aumento dell’efficienza sono gli obiettivi principali per il 45% delle imprese.

Grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie le imprese italiane potrebbero ottenere un aumento di produttività compreso tra il 30% e il 50% (dati commissione Europea).

Industria 4.0 apre la strada a una produzione più precisa, flessibile, efficiente. Industria 4.0 significa anche mass customization, ovvero una produzione che permette che di rispondere alle richieste del mercato in modo personalizzato e veloce generando più valore.

La sfida che le imprese hanno davanti è quella di sviluppare impianti produttivi che siano punto di riferimento per l’innovazione e la competitività sui mercati internazionali.

Essere un’azienda 4.0 significa riuscire a integrare le attività che hanno un’influenza reciproca tra loro e con i soggetti che fanno parte della catena del valore.

Formalizzata nel 2011 in Germania, e contestualmente declinata con nomi e formule variegate nella maggior parte dei Paesi industrializzati, Industria 4.0 ha per obiettivo quello di mettere insieme le performance di impresa, l’attenzione verso i consumatori e la sostenibilità generale.

In sintesi, Industria 4.0 non è cambiamento fine a sé stesso ma un nuovo paradigma di fabbrica e di produzione basato sulla digitalizzazione, l’integrazione e la connettività estesa dei processi produttivi.

Le principali tecnologie chiave intorno a cui si sta sviluppando Industria 4.0 interessano l’intero ciclo aziendale e di prodotto: progettazione (realtà aumentata, meccatronica), produzione (robotica adattativa, autonoma e  collaborativa, stampa 3D, sistemi cyberfisici, materiali intelligenti), infrastrutture ICT e analitiche (IoT, Big Data, Cloud, Machine Learning), connettività (IoT M2M, teleassistenza, LPWAN, 5G), logistica (smart sensor, RFID, AGV, droni), manutenzione (wearable, app) e supply chain.

I capisaldi tecnologici di Industria 4.0 prevedono inoltre l’interoperabilità con macchine, dispositivi, sensori e persone in connessione tra loro; la trasparenza delle informazioni con sistemi in grado di ricreare una copia virtuale del mondo fisico attraverso i dati raccolti dai sensori; la capacità dei sistemi informatici di supportare gli utenti nel prendere decisioni e risolvere problemi; il decentramento del processo decisionale tra “oggetti” e utenti.


Innovation Post

Innovation Post è un portale di informazione e approfondimento dedicato all’innovazione e, in particolare, alle tecnologie per il Manufacturing. Il portale è nato alla fine di settembre 2016 e in poche settimane si è già affermato come riferimento d’elezione per chi vuole informarsi su industria 4.0, automazione, meccatronica, Industrial IT, Cyber security industriale, ricerca e formazione, domotica e building automation. Innovation Post è un’idea di Franco Canna, che ne è direttore, e Armando Martin, entrambi giornalisti di lungo corso nel settore delle tecnologie per l’industria.

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