Confartigianato: grazie a Industria 4.0 tra luglio e settembre oltre 100 mila posti di lavoro

Se il prossimo step del piano Industria 4.0 sarà focalizzato su formazione e competenze una ragione c’è: tra luglio e settembre di quest’anno Confartigianato rileva che ci sarà un vero e proprio “boom” di richieste di lavoratori high-tech, le cui competenze sono richieste per gestire i processi di un’industria sempre più digitalizzata, ma anche un’enorme difficoltà delle aziende nel reperire le figure necessarie sul mercato del lavoro.

La carica dei 117.560…

Secondo l’indagine di Confartigianato tra luglio e settembre di quest’anno le imprese prevedono complessivamente di assumere 117.560 lavoratori con titoli di studio legati all’innovazione tecnologica per far fronte alle esigenze connesse alla trasformazione digitale. 

In particolare, gli imprenditori sono a caccia di 32.570 diplomati in meccanica, meccatronica ed energia e di 13.350 diplomati in elettronica ed elettrotecnica. Alta anche la domanda, pari a 34.940 assunzioni previste, per la qualifica o il diploma professionale a 4 anni in meccanica, cui si somma la richiesta di 9.840 ingegneri elettronici e 8.550 ingegneri industriali.

… ma le risorse non si trovano

Le imprese devono però fare i conti anche con la difficoltà a trovare la manodopera necessaria. Confartigianato fa rilevare che tra le professioni più richieste e con maggiore difficoltà di reperimento vi sono gli addetti all’installazione di macchine utensili (introvabili per il 64% delle assunzioni previste) e gli addetti alla gestione di macchinari a controllo numerico (manca all’appello il 58% del personale necessario alle imprese). Problemi anche a reperire 14.990 operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (pari al 43% del totale di questa qualifica richiesta dalle imprese) e 14.430 tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (39%).

Il ruolo dell’apprendistato

Una strada per colmare il gap tra le imprese che non trovano manodopera e i giovani in cerca di lavoro arriva dal contratto di apprendistato che – sottolinea Confartigianato – tra maggio 2016 e maggio 2017 ha visto una crescita del 27,2%, pari a 258.631 apprendisti assunti. In pratica, grazie all’apprendistato, in un anno sono entrati nel mondo del lavoro 1.026 giovani al giorno.

Un record che si deve soprattutto alle micro e piccole imprese dove le assunzioni con questo contratto arrivano all’11,5%, una quota doppia rispetto al 5,5% delle medie-grandi imprese.

E sono sempre le piccole imprese ad aver fatto registrare al I trimestre 2017 un incremento di 157.160 posti di lavoro, pari al 77,3% dei nuovi occupati nel totale delle imprese.

“La realtà  – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – ci dice che bisogna ripartire dall’apprendistato per offrire risposte efficaci alle imprese e per preparare i giovani ad entrare in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche evolute imposte dalla rivoluzione digitale. Gli interventi del Governo per l’occupazione giovanile devono quindi rilanciare questa ‘palestra’ in cui i giovani studiano e lavorano. A cominciare dal rifinanziamento dello sgravio contributivo totale nei primi tre anni di contratto per le assunzioni di apprendisti in aziende fino a 9 dipendenti”.


Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media.
Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.
E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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