L’intelligenza artificiale? Sta già creando lavoro e crescita

L’Intelligenza Artificiale non solo non sta causando ingenti perdite di posti di lavoro, ma al contrario sta già consentendo la creazione di nuove posizioni e sta dimostrando di essere un importante fattore abilitante per la crescita delle imprese. Sono i risultati che emergono dallo studio “Turning AI into concrete value: the successful implementers’ toolkit” realizzato dal Digital Transformation Institute di Capgemini, società che opera nel settore della consulenza, della tecnologia e dei servizi di outsourcing.

Secondo la ricerca, condotta su interviste condotte tra marzo e giugno 2017 ai manager di 993 aziende con ricavi superiori ai 500 mila dollari che stanno già implementando applicazioni di Intelligenza Artificiale sia in via sperimentale che su larga scala, i tre quarti delle società intervistate hanno registrato un aumento delle vendite del 10% come diretta conseguenza dell’implementazione dell’Intelligenza Artificiale.

Gli effetti sull’occupazione

Lo studio, condotto su manager provenienti da nove paesi e attivi in sette diversi settori, ha evidenziato che grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, l’83% delle imprese ha già creato nuovi posti di lavoro. Nello specifico, si tratta di posti di lavoro a livello senior: due assunzioni su tre sono di manager, direttori e responsabili. Il 63% delle imprese che hanno implementato l’IA su larga scala afferma inoltre che non vi è stata alcuna perdita di posti di lavoro.

… e quelli sul lavoro

Oltre a creare di nuovi posti di lavoro a livello manageriale, il report rivela che per molte imprese l’IA rappresenta un mezzo per diminuire lo svolgimento di attività ripetitive e di mansioni amministrative, in modo da poter generare più valore. La maggior parte degli intervistati (71%) ha avviato in maniera proattiva un processo di efficientamento delle competenze e riqualificazione dei dipendenti così da poter trarre vantaggio dagli investimenti fatti in termini di IA. La stragrande maggioranza delle aziende che hanno implementato l’Intelligenza Artificiale su larga scala, invece, ritiene che l’IA semplificherà i lavori più complessi (89%) e che le macchine intelligenti coesisteranno con la forza lavoro all’interno dell’azienda (88%).

Le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale

Dallo studio è inoltre emerso che le società con particolare esperienza in ambito tecnologico stanno utilizzando l’IA per incrementare le vendite, potenziare l’operatività, facilitare l’engagement dei clienti e generare idee di business. Sembra che questa strategia stia già funzionando, dato che tre quarti delle imprese hanno già registrato un incremento delle vendite del 10%. Il focus delle imprese che utilizzano l’IA si conferma la customer experience e la fidelizzazione della clientela: il 73% ritiene che l’Intelligenza Artificiale possa incrementare il grado di soddisfazione del cliente, mentre il 65% afferma che queste tecnologie possano ridurre il tasso futuro di abbandono da parte della clientela.

Si punta al boccone grosso

“L’IA ha la capacità di rivoluzionare le aziende di qualsiasi settore di mercato; il suo potenziale è ampio e illimitato”, ha affermato Andrea Falleni, Amministratore Delegato di Capgemini Italia e Eastern Europe, che però osserva come, curiosamente, “le imprese stiano concentrando i loro sforzi sui progetti di IA più complessi, perdendo di vista quelli più semplici, che potrebbero portare a benefici più rapidi. Le società, specialmente quelle che non hanno ancora implementato l’IA su scala, dovrebbero concentrarsi su quei progetti meno complessi e ad alto beneficio per sfruttare abilmente e più velocemente il potere dell’IA”.

In quali settori sta funzionando

I settori tradizionali e quelli altamente regolamentati sono i più attivi in ambito IA: il 49% delle societä che operano nel settore telecom, il 41% dei rivenditori al dettaglio e il 36% degli istituti bancari registrano il maggior grado di implementazione in termini di Intelligenza Artificiale su larga scala, mentre – sorprendentemente – il settore automotive (26%) e quello manifatturiero registrano attualmente il livello più basso di implementazione.

L’Italia sul podio

Oltre ai settori, c’è un evidente contrasto anche tra i paesi, che dipende anche dal differente grado di incentivazione all’adozione di queste tecnologie. Tra i nove Paese coinvolti nell’indagine (Australia, Francia, Germania, India, Italia, Olanda, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti) a guidare la classifica è l’India, dove oltre la metà delle società (58%) sta già utilizzano l’Intelligenza Artificiale su larga scala; segue l’Australia (49%). Terza piazza a sorpresa per l’Italia (44%), primo tra i Paesi europei, davanti anche alla Germania (42%).

Il report è disponibile gratuitamente qui


Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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