Il 25 marzo 2017 cadrà il sessantesimo anniversario del trattato internazionale siglato a Roma da Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio e Lussemburgo che portò alla nascita della Comunità Economica Europea. Oggi l’Unione conta 28 membri e – da storica promotrice di politiche di libera circolazione di merci, persone e servizi – si trova ad affrontare la sfida di un mondo che, invece, sembra voler fare un passo indietro. Basti pensare che Theresa May, la premier britannica, ha dichiarato che probabilmente già quest’anno potrebbe essere necessario un visto per i cittadini europei che intendano soggiornare nel Regno Unito e che saranno riviste le norme sulla tutela sanitaria, con la salvaguardia dei soli cittadini europei che già si sono stabiliti nei territori di Sua Maestà. Dall’altro lato dell’Oceano, non passa giorno che Donald Trump non reciti il mantra del “buy american”, come elemento chiave di una strategia neo-protezionista che spazia dalle persone alle merci.

Oggi, sul Sole24Ore, i ministri dell’Industria e dello Sviluppo Economico di cinque Paesi UE a forte vocazione manifatturiera – Cristophe Sirugue (Francia), Matthias Machnig (Germania), Carlo Calenda (Italia), Jerzy Kwiecinski (Polonia) e Begoña Cristeto-Blanchanno (Spagna) – hanno firmato un editoriale nel quale affrontano alcuni di questi temi, su tutti quello del futuro di un settore manifatturiero che, se vuole almeno mantenere il ruolo fondamentale che ha nell’economia e nell’export del Vecchio Continente,  non può più fare a meno di un forte coordinamento da parte proprio dell’Unione Europea.

I cinque ministri si sono soffermati anche sul ruolo del Digitale. Questo il messaggio lanciato alla vigilia

La rivoluzione digitale sta scuotendo in maniera incontestabile il settore industriale a livello mondiale. Gli operatori che riusciranno a trarre un vantaggio dalle opportunità offerte saranno i leader di domani, siano essi imprese o enti pubblici. L’Unione europea deve lavorare a fianco di tutte le imprese europee, in particolare le Pmi, per sostenerle nella trasformazione digitale e per costituire il corretto quadro di riferimento, nonché le condizioni per promuovere l’innovazione, gli investimenti e gli strumenti finanziari che consentano loro di crescere e di espandersi sul mercato internazionale, garantendo al contempo una formazione adeguata per fornire ai lavoratori le competenze necessarie. L’Europa deve anche difendere la propria sovranità digitale assicurandosi di disporre delle risorse necessarie per gestire le tecnologie chiave del futuro.

I cinque hanno poi lanciato un appello alla Commissione “perché definisca una nuova strategia industriale europea, elaborando una roadmap ambiziosa, coerente e pragmatica che includa delle misure concrete”.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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