L’informatica italiana cresce sull’onda della digital transformation

Le imprese delle tecnologie informatiche iniziano a beneficiare della rivoluzione 4.0 in Italia. Secondo l’ultimo studio Anitec-Assinform, il 78% delle aziende italiane del settore ritiene che il 2017 si chiuderà con dati in crescita. Il 28% prevede andamenti stabili o in lieve aumento, il 24% si aspetta crescite fra il 2,5% e il 5%, e il 26% stima incrementi superiori al 5%. L’effetto è dato dall’evoluzione dei servizi, che alla vendita del software sempre più abbinano anche la consulenza per sostenere le imprese nella trasformazione digitale.

Stefano Pileri, presidente di Anitec-Assinform, spiega che “in Italia l’information technology è un settore strategico che contribuisce in modo rilevante al Pil con il 3,7% del valore aggiunto. È caratterizzato da una elevata produttività e dal fatto di occupare in prevalenza giovani in buna parte laureati”. Inoltre, aggiunge, l’information technology “è uscito dalla crisi 2008-2014 grazie a un processo di trasformazione evolutiva che ha generato grandi potenzialità innovative ed elevate competenze, cruciali per sostenere la digitalizzazione del Paese. Soffriamo ancora dalla presenza di una miriade di piccole aziende le quali hanno avuto difficoltà ad investire durante la crisi e soffriamo ancora di una cronica sottovalutazione dei prezzi dei servizi il cui acquisto è tutt’oggi prevalentemente basato su gare al massimo ribasso”.

Il settore

Le tecnologie informatiche in Italia contano più di 87 mila aziende e 430 mila addetti (pari al 2% delle imprese e al 2,7% degli occupati in Italia). Il valore aggiunto è pari al 3,7% del Pil. Tuttavia anche in questo settore le imprese soffrono le dimensioni ridotte. In media hanno 4,9 addetti. Di contro, le grandi (oltre 250 addetti) realizzano non più del 41% del valore aggiunto. La produttività per addetto è superiore del 40% al resto dell’economia. Inoltre sei aziende ogni dieci non hanno spento più di dieci candeline e quasi il 60% di valore aggiunto viene da imprese che ha meno di 16 anni. È un settore che assume giovani, laureati (uno su quattro, contro 8 su 100 dell’economia) e 9 su 10 hanno contratti a tempo indeterminato.

Un comparto che investe in innovazione

Il 60% delle imprese del comparto sta prendendo in considerazione di fare investimenti nell’innovazione del prodotto. Il 60% delle aziende sta introducendo novità di servizio, mentre il 65% ne sta introducendo a livello organizzativo.

Dal punto di vista tecnologico si affermano Iot (39,9% delle imprese), Big Data (33,4%), Cloud (28,7%), Mobility (23,2%), Industry 4.0 (20.3%). Tra i freni, però, c’è il limitato ricorso a collaborazioni esterne per ricerca e sviluppo (il 66% delle imprese non ne fa). Tuttavia occorre puntualizzare che chi investe spesso lo fa generosamente: il 35% delle aziende alloca più del 4% del fatturato in attività di R&S.

Luca Zorloni

Cronaca ed economia mi sono sembrate per anni mondi distanti dal mio futuro. E poi mi sono ritrovato cronista economico. Prima i fatti, poi le opinioni. Collaboro con Il Giorno e Wired e, da qualche mese, con Innovation Post.

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