Il Nobel Stiglitz: “Il progresso tecnologico sia accompagnato da politiche di redistribuzione”

“Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e delle altre tecnologie in grado di sostituire il lavoro può avere un impatto indiscutibilmente positivo nelle economie ideali in cui i lavoratori sono assicurati contro gli effetti negativi dell’innovazione o laddove siano accompagnate dai giusti interventi di redistribuzione del reddito. In assenza di queste politiche, lo sviluppo di tali tecnologie non soltanto sortirebbe l’effetto di ridurre la quota del reddito nazionale appannaggio dei lavoratori, ma ne peggiorerebbe le condizioni di vita in termini assoluti”. Sono queste le conclusioni dell’ultimo lavoro del premio Nobel per l’Economia Joseph E. Stiglitz, realizzato a quattro mani con Anton Korinek, che analizza l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e delle altre tecnologie che hanno un effetto di sostituzione sul mercato del lavoro, soffermandosi sulle loro implicazioni sullo sviluppo economico e la distribuzione del reddito.

Governare il cambiamento

I due economisti insistono su un punto: anche da un mero punto di vista economico, perché l’evoluzione tecnologica dispieghi al meglio i suoi effetti sulla società è fondamentale prestare sostegno a chi resta indietro.

“L’intelligenza artificiale e gli altri cambiamenti tecnologici richiedono significativi adeguamenti, e anche laddove gli individui o l’economia in generale siano in grado di adattarsi ai cambiamenti più lenti, ciò potrebbe non essere altrettanto vero in caso di cambiamenti veloci, ad esempio a causa di imperfezioni del mercato dei capitali. In tali situazioni, infatti, i risultati possono essere Pareto inferiori. Più la società è disposta a sostenere la necessaria transizione e a fornire sostegno a coloro che “restano indietro”, più veloce sarà il ritmo dell’innovazione che la società può sostenere garantendo comunque miglioramenti paretiani. Una società che non è disposta ad impegnarsi in tali azioni dovrà aspettarsi resistenza all’innovazione, con conseguenze politiche ed economiche incerte”.

Il ruolo della redistribuzione

In questo scenario la tassazione non avrebbe essetti distorsivi, ma al contrario gioverebbe all’economia nel suo complesso. “L’effetto della redistribuzione – spiegano gli economisti – è agevolato dal fatto che le variazioni del prezzo dei fattori che determinano il prezzo della produzione hanno effetti positivi anche su altri fattori complementari, consentendo di raggiungere dei miglioramenti paretiani”. In altre parole, generano un miglioramento complessivo del benessere collettivo.

“Se invece si pongono limiti alla redistribuzione, il calcolo peggiora e non è più possibile garantire un miglioramento paretiano. Ciò genererebbe una resistenza da parte dei losers che ne subiscono gli effetti negativi. Per questo è opportuno che si adottino il più possibile almeno delle politiche di secondo livello, ivi comprese modifiche alle normative sulla proprietà intellettuale, per massimizzare la probabilità che l’Intelligenza Artificiale (e il progresso tecnologico in generale) generi un miglioramento paretiano”.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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