Competence Center, l’affondo di Adapt “Soluzione che non convince”

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Con il decreto firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministro dell’Economia e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è arrivato il via libera alla fase attuativa dei Competence Center, i «centri di competenza ad alta specializzazione» che saranno poli di innovazione costituiti tra organi di ricerca e imprese.

Un tassello fondamentale di quella che molti definiscono la IV rivoluzione industriale ma che non convince a pieno i giuslavoristi di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi che si occupa di relazioni industriali e di lavoro.

I dubbi: “manca il tema del lavoro”

In un intervento dal titolo “Competence center: una soluzione che non convince, una visione che (ancora) manca” Elena Prodi, Francesco Seghezzi e Michele Tiraboschi aprono il dibattito su un tema, quello dei cambiamenti legati all’organizzazione del lavoro, che non viene affrontato nel regolamento.

“Non mancano criticità – spiegano – che dovrebbero essere messe al centro del dibattito politico per apportare in tempi brevi i necessari correttivi prima che sia troppo tardi. Parliamo infatti di una impostazione strettamente tecnologista e di concezione del paradigma Industria 4.0 quasi esclusivamente associata alla digitalizzazione delle filiere industriali”.

I centri di competenza, quindi, offriranno alle imprese servizi nei principali ambiti di operatività di Industria 4.0 ma, a differenza del modello tedesco: “Non viene fatta menzione delle attività rientranti nell’ambito della gestione dei cambiamenti legati alla organizzazione del lavoro – prosegue il documento – in virtù dell’ingresso delle nuove tecnologie nei processi produttivi, del cambiamento dei tradizionali rapporti uomo-macchina, della gestione delle risorse umane e di altri profondi cambiamenti di natura non solo tecnologica ma che della tecnologia sono presupposto e conseguenza”.

C’è ancora tempo per rimediare, pronto un progetto

E se il regolamento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non affronta le tematiche del lavoro, Adapt si dice pronta a collaborare concretamente. “In questi mesi abbiamo elaborato un progetto per definire compiti e funzioni dei centri di competenza – spiegano – contenente alcune proposte per la loro costituzione nei termini di veri fattori abilitanti dei processi produttivi nuovi, «imperniati sul raccordo circolare e aperto di sistemi intelligenti», secondo quello che è stato definito come il tratto caratterizzante della IV Rivoluzione industriale”

“Di queste proposte e della visione di relazioni industriali che dovrebbe accompagnare una rivoluzione tecnologica, che non è un destino ma un percorso, abbiamo estremamente bisogno, e occorre che si apra al più presto una fase nuova della strategia italiana che metta al centro questi aspetti. Per il nostro Paese si tratta di non perdere un appuntamento cruciale col futuro- concludono – il futuro del lavoro che vorremo e sapremo costruire”.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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