Amazon annuncia AWS IoT Analytics, già disponibile anche in Europa

La lotta fra i tre maggiori fornitori di servizi cloud (Amazon, Azure e Google) per fornire ai propri clienti la migliore e più completa piattaforma di servizi on line continua senza soste. Oggi sotto i riflettori c’è Amazon, che ha annunciato l’effettiva disponibilità del nuovo servizio IoT Analytics sulla sua piattaforma AWS (Amazon Web Services), servizio che aveva svelato in anteprima a fine 2017.

Si tratta di un servizio totalmente gestito in AWS, che consente al cliente di eseguire analisi dalle più semplici alle più sofisticate sugli enormi volumi di dati prodotti dai sensori e dispositivi IoT connessi alla rete. Grazie a IoT Analytics, l’utilizzatore è in grado di ottenere informazioni concretamente utilizzabili per prendere decisioni più accurate nella gestione dei sistemi IoT e delle applicazioni di machine learning.

È un risultato non da poco, soprattutto considerando che i dati prodotti da sensori e device IoT sono quasi sempre destrutturati, e molto spesso viziati da lacune, errori di misura, blocchi di trasmissione eccetera. Solo la riorganizzazione di questa massa di informazioni richiederebbe a un’azienda un investimento in tempo e risorse (umane e di calcolo) tale da rendere non economicamente praticabile l’analisi. Il servizio di AWS è in grado di occuparsi di tutti gli aspetti dell’analisi: raccolta dati, pre-processamento, arricchimento, memorizzazione e infine l’analisi vera e propria, che viene ulteriormente semplificata dall’adozione di un motore SQL grazie al quale l’utilizzatore potrà interagire con il sistema ponendo domande specifiche sul business o formulando query anche molto complesse.

Che cosa si può fare

È possibile per esempio stimare le performance dei dispositivi, prevedere eventuali guasti, eseguire analisi su serie temporali. Inoltre, IoT Analytics si può connettere senza problemi al motore di machine learning Amazon SageMaker, cosa che apre una lunga serie di possibilità in ambito di creazione, allenamento ed esecuzione di modelli di ogni grandezza direttamente dalla console di Analytics, senza doversi minimamente preoccupare dell’infrastruttura sottostante.


Infine, risulta molto comoda la possibilità di correlare i dati IoT con sorgenti di dati esterne che possono spesso rivelarsi fondamentali per rendere realmente utili i dati raccolti dai sensori. Un esempio interessante è quello di un sistema automatizzato di irrigazione, che decide quando fornire acqua a un vigneto analizzando, oltre ai dati provenienti dai sensori di umidità del terreno, anche quelli del meteo per determinare la giusta quantità di acqua da erogare.

Che cosa dice Amazon

“AWS IoT Analytics è il modo più semplice per eseguire analisi sui dati IoT. Ora i clienti possono agire sui grandi volumi di dati IoT generati dai dispositivi connessi con potenti funzionalità di analisi che vanno da semplici query a modelli di apprendimento automatico sofisticati specificamente progettati per l’IoT “, ha commentato Dirk Didascalou, VP, IoT, AWS. “Poiché la scala delle applicazioni IoT continua a crescere a un ritmo rapido, AWS IoT Analytics è progettata per fornire i migliori strumenti per i nostri clienti per estrarre i loro dati grezzi, ottenendo intuizioni che portano a azioni intelligenti.”

I dettagli della piattaforma sono descritti sul sito di AWS a questo link.

Quando e dove

Il servizio AWS IoT Analytics è già operativo e disponibile in quattro regioni, tanto che Amazon vanta già diversi clienti attivi. Per gli Stati Uniti, sono già abilitati i datacenter US East-1, US East-2 (rispettivamente Virginia e Ohio) e US West (Oregon); ma la cosa interessante è che anche l’Europa ha già una regione abilitata, e precisamente l’Irlanda. Il datacenter per il vecchio continente non è stato specificato da Amazon, ma è molto probabile che si tratti di uno dei due impianti di cui l’azienda dispone nella zona di Dublino (uno alla periferia sud e uno nel sobborgo di Clonshaugh, a nord-est della città).

Nessuna notizia sull’estensione del servizio anche ai datacenter dell’azienda presenti a Francoforte, anche se Amazon promette che l’abilitazione di ulteriori zone è “coming soon”, insomma attesa a breve. E sarà meglio che la promessa venga mantenuta, perché con la GDPR dietro l’angolo e il conto alla rovescia verso la Brexit già iniziato, fra pochi mesi i datacenter irlandesi (e anche quelli aperti 2 anni fa a Londra) potrebbero venire presto riclassificati come extracomunitari dai regolamenti europei, con tutte le conseguenze del caso sulla liceità di mandare dati oltreconfine per l’elaborazione e l’analisi.

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