Firpo (Mise): “Iperammortamento ricalibrato per andare incontro all’industria discreta”

“Dai dati in nostro possesso finora l’iperammortamento è stato utilizzato prevalentemente dall’industria di processo, con un investimento medio tra 2 e 3 milioni di euro. Quello che è stato fatto è stato ricalibrarlo per portarlo più vicino all’industria discreta”. Con questa frase piuttosto sibillina Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico, dà nuovo fiato alle speranze di chi si augura che nella prossima legge di bilancio non ci sia un dimezzamento della misura tout court.

Il 175% potrebbe “nascondere” più aliquote

In occasione del convegno dedicato alle novità della legge di bilancio 2019, organizzato da Warrant Group – Gruppo Tecnoinvestimenti, Firpo non ha voluto (o potuto) dire di più. Ma il senso del suo discorso lascia spazio all’ipotesi, che noi per primi avevamo avanzato, che l’ormai famoso 175% indicato nel Documento Programmatico di Bilancio sia in realtà un numero di sintesi che “nasconde” una divisione in aliquote sulla base dell’entità dell’investimento.

Quali saranno queste aliquote è tutt’ora un mistero, ma Firpo ha detto – sempre dicendo e non dicendo – che le cifre su cui hanno lavorato al ministero sono “più alte rispetto a quelle di cui si parla in questi giorni”. Non è chiaro se il riferimento sia al 175% del Documento Programmatico di Bilancio o all’ipotesi delle tre aliquote che ha avanzato questa settimana Il Sole 24 Ore (250% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 200% per investimenti tra 2,5 milioni e 10 milioni e 150% per quelli tra 10 e 20 milioni).

Numeri a parte, pare a questo punto probabile che nel testo del disegno di legge di bilancio ci sia quindi il meccanismo delle aliquote diversificate. L’incentivo sarà maggiore per gli investimenti di taglia medio-piccola, che sono tipicamente quelle macchine utilizzate nell’industria discreta (lavorazioni meccaniche, automotive ecc.). “Penalizzati” con le aliquote inferiori invece i grandi investimenti nell’impiantistica di processo.

Addio al superammortamento, arriva la mini Ires

Firpo ha anche confermato la fine del superammortamento (che era “già previsto un uscita”, ha detto), sostituito dalla mini Ires al 15% sugli utili reinvestiti in macchinari e assunzioni. Una misura “che rende strutturale l’incentivo all’acquisto dei macchinari” e va quindi incontro alle richieste dell’industria. Ha infine ricordato che “occorre mettere mano ai coefficienti di ammortamento, fermi a un decreto del 1988”.


Firpo si è poi detto dispiaciuto dell’assenza del credito d’imposta per la Formazione 4.0 dal DPB: “non so se ci sarà, me lo auguro perché è una misura che va nella direzione del rafforzamento delle competenze che servirebbe alle imprese”, ha detto.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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