Dal Venture Capital a Industria 4.0, ecco la rivoluzione digitale secondo Di Maio

“Mai si erano messe in campo in una manovra di bilancio tante misure per l’innovazione e per favorire l’adozione delle tecnologie digitali, misure che pongono il nostro Paese all’avanguardia a livello europeo”. A parlare è il vice premier e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio, che ha spiegato, in un post sul blog delle stelle, il magazine on line legato al movimento, le misure per sviluppare l’innovazione tecnologica e il digitale presenti nella legge di bilancio.

Di Maio elenca tutte le disposizioni della manovra dedicate a promuovere l’innovazione, dal fondo da 45 milioni in tre anni per Blockchain, Intelligenza Artificiale e IoT, agli strumenti per permettere anche allo Stato di investire, sia direttamente che indirettamente in Venture Capital; ma ci sono anche un intervento sulle detrazioni fiscali per chi investe, per permettere alle startup italiane di essere più competitive nei mercati globali; un investimento sulle tecnologie emergenti che prevede, tra l’altro, l’adesione un progetto europeo di microelettronica, e poi la rimodulazione degli interventi legati a Industria 4.0 che sarà più vicina alle PMI. Infine una serie di misure tra le quali la creazione di un “tecnopolo” sulle tecnologie pulite che avrà sede a Taranto e la riforma del settore radiotelevisivo.

Rafforzare il Venture Capital per dare impulso alle startup

Le misure messe in campo dal governo nella manovra di bilancio partono dal rafforzamento del Venture Capital, sia attraverso incentivi per chi investe che con la creazione di un fondo di sostegno, per permettere alle aziende italiane, alle startup e scaleup, di competere sul mercato globale. Di Maio le elenca così:


  • Fondo Nazionale Innovazione – con l’intento di rafforzare e rendere organico l’intervento pubblico di sostegno del settore del Venture Capital il Ministro dello Sviluppo Economico può autorizzare la cessione di Invitalia Ventures a Cassa Depositi e Prestiti che può esercitare la relativa opzione.  Questa misura, sinergica rispetto al nuovo piano industriale di CDP, condurrà – secondo le intenzioni del governo – alla creazione del più grande fondo di Venture Capital pubblico mai creato in Italia per il sostegno e lo sviluppo delle startup e scale-up italiane.
  • Fondo di sostegno per il Venture Capital – Creato in seno al Ministero dello Sviluppo Economico un fondo per il sostegno del Venture Capital con dotazione di 90 milioni di euro nei primi 3 anni e previsto espressamente che anche soggetti pubblici possano investire in fondi di Venture Capital direttamente o indirettamente attraverso fondi di fondi.
  • Piani Individuali di risparmio e Venture Capital – Prevista la possibilità che nell’ambito dei Piani individuali di risparmio si possa investire in fondi di Venture Capital prevedendo una soglia minima del 5% degli investimenti qualificati.
  • Investimenti delle società partecipate dallo Stato in fondi di Venture Capital – Non meno del 15% delle entrate dello Stato derivanti dagli utili o dividendi delle società partecipate dovranno essere destinati ad investimenti in fondi di Venture Capital.
  • Qualificazione normativa della figura delBusiness Angel”  – Viene introdotta la figura del Business Angel qualificato come soggetto che in maniera diretta o indiretta abbia investito almeno 40 mila euro nell’ultimo triennio.  Un riconoscimento che da anni si attendeva.
  • Incentivi agli investimenti in startup innovative  – Vengono resi più attrattivi gli investimenti di capitale in startup innovative innalzando le soglie delle detrazioni fiscali previste dal decreto 179/2012 dal 30% al 40% per gli investimenti semplici e dal 30% al 50% nel caso di acquisizione dell’intero capitale sociale di una startup innovativa. Vengono inoltre allargate le agevolazioni previste dal DL 98/2011 rendendo più conveniente l’investimento di Fondi di Venture Capital in startup innovative.

I fondi per le tecnologie emergenti

Il vice premier, poi, ricorda le misure della finanziaria dedicate alle tecnologie emergenti, dai fondi dedicati alla sperimentazione delle nuove tecnologie fino alla possibilità di detrarre anche le spese per il cloud computing. “In linea con le politiche messe in campo nei primi mesi di governo – sottolinea Di Maio – abbiamo dedicato misure ad hoc per lo sviluppo e sperimentazione in materia di tecnologie emergenti per rendere il nostro Paese leader nel settore”.

Si tratta, dicevamo, del Fondo Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things che disporrà di 45 milioni in tre anni per la sperimentazione delle tecnologie emergenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Di Maio poi rivendica l’istituzione del voucher da 40 mila euro (25 mila per le medie imprese) per il Manager dell’Innovazione, lo stanziamento di oltre 200 milioni di euro per garantire l’adesione dell’Italia ad un progetto europeo per lo sviluppo della microelettronica che vedrà coinvolte importanti realtà industriali operanti in Italia.

Infine l’inclusione dei software per Industria 4.0 fruiti in Cloud computing.

Industria 4.0 più vicina alle PMI

Tra i temi trattati da Di Maio nel suo lungo post anche quello di Industria 4.0 che adesso, secondo il vicepremier, è più fruibile anche dalle piccole e medie imprese. “La nostra azione è stata rivolta a rimodulare gli interventi del piano industria 4.0 verso le PMI – spiega Di Maio – che rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto produttivo e che fino ad oggi hanno goduto solo in minima parte dei vantaggi derivanti dalla rivoluzione digitale.

Anche sulla Formazione 4.0, dice, “abbiamo prorogato il credito di imposta modulando la misura sulle piccole e medie imprese che fino ad ora avevano solo in minima parte avuto accesso a questi fondi”.

Tv 4.0, al via la riforma del settore radiotelevisivo

Infine il vice premier ha sottolineato anche alcuni interventi che hanno riguardato settori specifici, dalla ricerca sull’energia pulita, con lo stanziamento di 9 milioni per la creazione del Tecnopolo del Mediterraneo che sarà un centro di eccellenza nella ricerca e sperimentazione sulle tecnologie pulite con sede a Taranto, fino alla trasformazione digitale della Rai e a una riforma del settore radiotelevisivo.

Per la Rai digitale “abbiamo stanziato 80 milioni in due anni in favore della RAI per attuare i programmi di innovazione tecnologica e digitale previsti nel nuovo contratto di servizio”.

Sule TV 4.0 è prevista la “liberazione banda 700, 5G, radio digitale, più incentivi per decoder e smart TV – mettendo a frutto la discussione avviata con tutti gli stakeholder nell’ambito del tavolo TV 4.0 istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico abbiamo rivisto il piano di refarming della banda 700, fondamentale per lo sviluppo del 5G”.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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