È visibility la parola chiave con la quale ServiTecno presenterà a Milano, il prossimo 6 febbraio, la propria proposta in occasione del Forum Software Industriale.

Il momento storico che stiamo vivendo, definito da molti come quarta rivoluzione industriale, vede crescere a dismisura la complessità dei sistemi industriali legata da una parte all’aumento dei dispositivi “intelligenti”, e dall’altra alla progressiva interconnessione e integrazione sia tra le diverse aree dello shopfloor sia tra i sistemi produttivi e quelli gestionali.

Il rapido aumento della complessità richiede soluzioni in grado di restituire a tutti i livelli aziendali la necessaria visibilità su asset, infrastrutture e processi manifatturieri. ServiTecno, che dal 1979 è focalizzata sull’innovazione software-driven, è in grado di offrire una risposta a questa esigenza a diversi livelli.


La visibility in produzione

Per gli aspetti più strettamente legati alla produzione, occorre mettere gli operatori in condizione di riconoscere a colpo d’occhio le informazioni importanti alle quali prestare maggiore attenzione, in modo da rilevare eventuali problemi e poterli affrontare nel modo più efficiente possibile. iFIX 6.0 di GE Digital si occupa esattamente di questo, consentendo agli operatori di lavorare in modo sempre più smart grazie a schermate ergonomiche e in grado di adattarsi al dispositivo. iFIX però si occupa anche di “far salire” i dati di produzione dal campo fino ai sistemi gestionali in tempo reale e in tutta sicurezza, secondo standard riconosciuti, consentendo così alla direzione aziendale di avere visibilità in tempo reale di quello che accade in produzione.

iFIX inoltre è integrato con DreamReport di Ocean Data Systems e con WIN911, due soluzioni di fondamentale importanza in grado di aumentare la “visibility” in produzione. DreamReport infatti consente di creare report automatici dinamici sui parametri di produzione con procedure semplici. WIN911 invece permette di portare gli allarmi agli operatori su qualsiasi tipo di dispositivo, creando delle procedure sicure per garantirne l’effettiva presa in carico.

La visibility sulla rete aziendale

Le reti industriali, un tempo considerate sicure perché fisicamente separate dal “resto del mondo” e costruite su protocolli proprietari, sono diventate uno dei punti deboli sui quali le aziende devono intervenire.

Un primo step, per esempio, dovrebbe essere il monitoraggio delle attività della rete. Un’anomalia del traffico potrebbe infatti essere indice di un malfunzionamento o anche di un sabotaggio indotto da un’intrusione non autorizzata nei sistemi aziendali. Di questo tema ServiTecno parlerà durante uno speech nel corso della sessione del Forum Software Industriale dedicata alla CyberSecurity.

I sistemi automatici di Anomaly Detection, come quello sviluppato da Nozomi Networks, possono rappresentare un primo livello di “early warning” a protezione di reti e sistemi di controllo e a tutela dell’impianto controllato. Si tratta soluzioni che analizzano le relazioni tra i vari terminali e i volumi di traffico, aiutando a definire le regole di una comunicazione “normale” e, di conseguenza, a riconoscere i comportamenti illegittimi.

La visibility sugli asset

Esiste poi un tema legato alla gestione degli asset (per esempio PLC, HMI-SCADA, robot, ICS, DCS, ma non solo) sempre più numerosi e sempre più spesso governati da firmware e software in continuo aggiornamento. Per avere un’effettiva capacità di gestione di questi asset è importante dotarsi di un tool che tenga traccia di tutte le variazioni e conservi una copia di backup di tutte le versioni degli applicativi installati. In questo modo, in caso si renda necessario un ripristino a seguito di un guasto o di un attacco informatico, sarà possibile ripristinare il sistema in pochissimo tempo, guadagnando preziose ore (se non giorni) di produzione. Un sistema del genere, come quello offerto da MDT Software, permette inoltre anche di rilevare eventuali differenze tra il runtime in esecuzione su un controllore e quello che “dovrebbe” esserci, permettendo così di prevenire eventuali alterazioni del codice macchina ad opera di sabotatori.

La visibility sul business

Nel settore manifatturiero un’ora di fermo impianto può costare diverse decine (se non centinaia) di migliaia di euro, solo calcolando la mancata produzione. È bene però ricordare che un downtime non pianificato può costare fino a 10 volte rispetto ad una fermata programmata (per manutenzione, controllo, test, etc…), considerando la somma di tutti i costi connessi.

Le soluzioni di virtualizzazione offerte da Stratus permettono di accrescere la disponibilità dei sistemi fino al raggiungimento dell’alta disponibilità (99,99% e oltre) in maniera più semplice e più economica rispetto alla moltiplicazione fisica dei server.

L’intervista

 

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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