Fine della telenovela: il Decreto semplificazioni è legge, ecco che cosa prevede per le imprese

Ci perdonerete, lettori, un pizzico di ironia nella foto che abbiamo scelto per questo articolo. Giunge però al termine (e quasi ci dispiace) una delle telenovele legislative più disarmanti degli ultimi anni – legge di bilancio 2019 a parte -, quella del Decreto Semplificazioni. Una trama la cui tessitura è iniziata addirittura a ottobre, quando il Governo annunciò in pompa magna il varo di un provvedimento che prometteva di dare respiro alle imprese soffocate dalla burocrazia.

La trama di un vero e proprio “culebrón”

Decreto legge che, però, è sparito dalle scene per ben due mesi, per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo due mesi dopo, il 14 dicembre, con un volto significativamente diverso da quello che aveva inizialmente: oltre alla cosiddetta norma Bramini, un’iniziativa di sostegno alle piccole e medie imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni che sono in difficoltà (anche) per i tardivi pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, e all’abolizione del Sistri, restava poco altro. Soprattutto mancava tutta la parte sull’innovazione che invece era presente nell’annuncio del Governo di ottobre e nelle prime bozze del decreto.

Dopo la pubblicazione del Decreto Legge 135/2018 inizia l’iter della sua conversione in legge ordinaria dello Stato. Il provvedimento a inizio 2019 approda in Parlamento, nelle commissioni del Senato, dove viene “inondato” di emendamenti sugli argomenti più disparati, al punto da suscitare le perplessità dei massimi vertici repubblicani. Finché, una volta arrivato in aula, la presedente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati dichiara inammissibili 62 emendamenti su 85.


Dopo questa “svolta”, il provvedimento viene finalmente approvato dal Senato e poi anche dalla Camera. Questa settimana la parola fine, con la pubblicazione della legge n. 12 dell’11 febbraio 2019 in Gazzetta Ufficiale.

Le novità

A questo indirizzo potete scaricare il PDF del testo approvato dal Parlamento. Da pagina 38 trovate il testo a fronte che presenta la versione iniziale del decreto (a sinistra) e quella modificata (a destra).

Vi segnaliamo le principali novità per le imprese:

  • Art. 3 – Semplificazioni per le start-up innovative
  • Art. 3-bis – Disposizioni in materia di etichettatura (sull’obbligo di dichiarare, in determinati casi, l’origine degli alimenti)
  • Art. 3-ter – Semplificazioni per le zone economiche speciali e per le zone logistiche semplificate
  • Art. 3-quater – Altre misure di deburocratizzazione per le imprese. Il comma 4 di questo articolo fornisce importanti notizie per l’iperammortamento dei magazzini automatizzati
  • Art. 8 – Piattaforme digitali. Il nuovo comma 1-bis prevede che dal 2020 le funzioni del Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale siano attribuite al Presidente del Consiglio
    dei ministri o al Ministro delegato
  • Art. 8-bis – Misure di semplificazione per l’innovazione si occupa in particolare degli interventi per l’installazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga
  • Art. 8-ter – Questo nuovo articolo prevede una definizione di DLT (le tecnologie basate su registri distribuiti come la blockchain) e degli Smart Contract, stabilendo che “la memorizzazione di un documento informatico attraverso l’uso di tecnologie basate su registri distribuiti produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica”, dando cioè valore legale all’utilizzo di questi registri

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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