Si costituirà ufficialmente come consorzio il 19 marzo MediTech, il Competence Center del Sud Italia, che opererà sui temi dell’integrazione 4.0, e che avrà la sua sede negli spazi della “città della scienza” di Bagnoli. A spiegarlo Leopoldo Angrisani, docente del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II, che è capofila, assieme al Politecnico di Bari, di uno degli 8 centri nazionali, che aiuterà le imprese, principalmente del Sud Italia, nel a loro trasformazione digitale.

“Il nostro Competence Center si chiamerà MediTech – spiega Angrisani – un nome che racchiude la vocazione mediterranea del nostro centro. Il nostro progetto, infatti,  parte chiaramente da un iniziativa forte delle due regioni, Campania e Puglia, ma punta a diventare un riferimento per il Sud Italia ma spingendosi anche oltre e arrivando a tutto il bacino del mediterraneo”. 

Otto università, due regioni e quasi 150 imprese coinvolte

Ad aderire al Competence Center del Sud Italia sono, oltre alle due capofila, altre 4 università campane, Università di Salerno, Università della Campania Luigi Vanvitelli, Università del Sannio, Università di Napoli Parthenope, e due Atenei pugliesi, Università di Bari Aldo Moro e Università del Salento. A questo si aggiungono, a completare la compagine pubblica del centro, le due Regioni, Campania e Puglia. 

Sul fronte delle aziende, invece, la scelta è stata quella di differenziarle in due compagini che vedono una divisione tra soci fondatori e aderenti. “Sono oltre 100 le aziende coinvolte – spiega Angrisani – che sono state divise in due tronconi. Una prima parte raccoglie i 41 soci ordinari, che sono i soci fondatori del consorzio. Un centinaio di imprese, invece, saranno i soci aderenti, che aderiranno in una seconda fase al consorzio e non saranno tra i fondatori”.

Il 19 marzo la costituzione del Consorzio MediTech

I tempi, per arrivare al fase operativa di MediTech, sono abbastanza rapidi e prevedono, a breve, la firma dei soci per la nascita del Consorzio. “La fase negoziale con il Ministero si è conclusa agli inizi di dicembre – spiega Angrisani – dopodiché è cominciata una fase interlocutoria per raccogliere la documentazione e gli approfondimenti da parte dei soci ordinari e ora siamo al traguardo. Nel prossimo mese di marzo, il 19, ci costituiremo come persona giuridica di consorzio”.


“Una volta costituti dovremo partire subito con la definizione del bando per la figura del direttore generale, che diventerà il responsabile dell’attuazione del programma. Poi partiranno le attività per gli allestimenti del laboratorio e delle linee dimostrative.  Penso che se riuscissimo a terminare le procedure di reclutamento entro l’estate potremo cominciare a essere operativi nel vero senso della parola entro il prossimo autunno.

Integrazione 4.0 per digitalizzare il Sud Italia

L’attività del Competence Center punterà l’attenzione su alcuni comparti ben definiti, che sono caratteristici del territorio. Realtà industriali che vanno dall’aerospazio all’automotive, dal ferroviario alla cantieristica navale, senza dimenticare agroalimentare, farmaceutico, energia, servizi ICT e costruzioni edili e civili.

“Il tema distintivo è l’integrazione, che noi definiamo integrazione 4.0, nei due aspetti sia verticale che orizzontale. Vogliamo dare spazio, in maniera verticale, all’irrobustimento delle filiere, e alla maggiore produttività attraverso le tecnologie abilitanti industria 4.0. Orizzontalmente, invece, faremo in modo che alcune esperienze di best practice, che sono state introdotte in alcune filiere, possono essere mutuate anche in altre per dare nuovi benefici”. 


Un progetto da 24 milioni di euro

Dal punto di vista delle cifre in campo, per il Competence Center MediTech, i numeri sono particolarmente interessanti. Il ministero, infatti, destinerà a questo progetto la cifra più consistente. “Abbiamo negoziato che per l’avvio e la costituzione, nel primo triennio, come totale di costi saremo poco sopra i 14 milioni di euro”, spiega Angrisani. Una cifra di cui il 50% sarà a carico del Ministero dello Sviluppo Economico.

E poi c’è la parte relativa ai progetti. “Già in fase di manifestazione di interesse, all’avviamento del progetto, abbiamo individuato oltre 50 direttrici di innovazione, per un costo di circa 10 milioni di euro di costo complessivo. Apriremo quindi bandi pubblici con i quali attirare la domanda di innovazione”.

“Sulla base di queste linee progettuali, il ministero ci ha concesso un finanziamento addizionale. Questo ci fa particolarmente piacere visto che avevamo tantissime proposte da parte delle imprese che avevano manifestato il loro interesse. Siamo particolarmente soddisfatti perché il ministero ha voluto premiare questa copiosità di iniziative, almeno potenziali, che sono state espresse nella domanda”.

 

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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