Huawei si è presentata alla Fiera di Hannover con parecchie novità. Oltre alle apparecchiature 5G, al centro dell’attenzione è stata posta la nuova piattaforma Atlas, mattone fondamentale per le soluzioni Huawei di intelligenza artificiale.

Atlas, nome completo Atlas Intelligent Computing Platform, è nata per consentire di utilizzare tecnologie di IA con la sicurezza di disporre di potenza di calcolo in abbondanza. L’idea, secondo Kunbin Hong, Solution & Marketing Director presso il dipartimento di sviluppo di Huawei Intelligent Computing Europe, è di sostenere il Pervasive Intelligent Computing con l’innovazione sui chip.

Ma la piattaforma Atlas in realtà non è fatta solo di chip, tanto è vero che si compone di vari prodotti, moduli, schede, edge station e appliance, che rendono possibile costruire soluzioni di infrastruttura IA in ogni tipo di scenario, in grado di connettere i dispositivi, i sistemi edge e il cloud.

Usando come mattoni fondanti il chip Ascend 310 e componenti mainstream, la Atlas Intelligent Computing Platform consente di sviluppare e implementare rapidamente servizi IA per le imprese, riducendo i requisiti tecnici di ingresso.


I moduli disponibili

Con Atlas Intelligent Computing Platform, Huawei offre una varietà di opzioni per i suoi clienti. Si spazia dal modulo acceleratore Atlas 200, implementato per terminali e dispositivi come telecamere e droni, alla scheda plug-in Atlas 300, adatta per data center e scenari edge server.

C’è poi il modulo Atlas 500, adatto per una vasta gamma di applicazioni, come trasporto, assistenza infermieristica, vendita al dettaglio non presidiata e produzione intelligente e per finire Atlas 800, la piattaforma AI tuttofare, che integra il software per la gestione dei cluster e il job scheduling, oltre a capacità di monitoraggio delle prestazioni a livello di sistema.

Di fatto, il range di applicazioni che Atlas è in grado di indirizzare è davvero ampio, andando dalla city safety al trasporto intelligente, dall’assistenza sanitaria intelligente ai sistemi inferenziali basati su intelligenza artificiale, apportando un contributo sostanziale al futuro dell’IA.

Caratteristiche e scenari

La potenza di calcolo è la prima caratteristica che si nota nel sistema Atlas: un singolo chip, alimentato dai processori AI della serie Ascend, è in grado di sviluppare 16 Teraops INTS. Per capire a quanta potenza di calcolo corrisponda, basti pensare che quel chip supporta l’analisi in tempo reale di 16 canali video HD con un consumo inferiore a 8 W.

“La quarta rivoluzione industriale è in corso, e comprende tecnologie di intelligenza artificiale” ha commentato Hong “Con la nostra piattaforma Atlas Intelligent Computing, siamo in grado di fornire un’infrastruttura di AI a tutto tondo, che collega l’intelligenza artificiale con la produzione, facendo un passo avanti nel futuro dell’IA”.

Puntare a fare dell’AI la nuova tecnologia general-purpose, è l’obiettivo strategico di Huawei da diversi anni. L’azienda cinese si concentra su cinque sfide principali: investire nella ricerca di intelligenza artificiale, costruire un portafoglio completo di intelligenza artificiale, sviluppare un ecosistema aperto che includa la formazione, rafforzare il proprio portafoglio e migliorare l’efficienza operativa. “Mentre la maggior parte delle persone nel nostro settore parla del futuro del cloud, continuiamo a pensare che l’obiettivo sia l’intelligenza artificiale”, afferma Kunbin Hong.

C’è anche il 5G

Nella vision di Huawei, le tecnologie fondanti della prossima rivoluzione industriale sono Intelligenza Artificiale e 5G, con le quali realizzare le Smart Wireless Factory.

La tecnologia 5G è vista, ovviamente, come una soluzione ideale per la connessione wireless di un enorme numero di dispositivi e sensori, soprattutto quando gli organismi di standardizzazione (il 3GPP) avranno dato il via libera alle parti della tecnologia (la release 16) che consentono di realizzare connessioni altamente affidabili e in real time – via libera previsto per marzo 2020.

Il 5G consentirà di realizzare in modo wireless funzionalità come controllo remoto, manutenzione predittiva e altre soluzioni innovative basate sui big data, che miglioreranno l’efficienza degli stabilimenti.

In attesa dello standard ufficiale, Huawei ha già fatto vedere parecchi dispositivi già pronti a fornire connettività 5G nei più diversi ambienti.

Ad Hannover fra l’altro è esposta una nuova versione del Lamp Site, una minicella 5G multibanda pensata per uso in interni, anche di tipo industriale. Capace di supportare comunicazioni 3G, 4G e 5G, il nuovo LampSite si connette al resto della rete tramite Ethernet CAT6A o fibra ottica.

Grazie ad altri modelli della linea, chi ha già installato un sistema basato sull’architettura Huawei DIS (Digitalisation Indoor System) potrà espandere la sua copertura indoor al 5G semplicemente aggiungendo un nuovo modulo, senza dover buttare la rete già installata (e i relativi investimenti).

Soluzioni complete

C’è da dire che, se i due temi più in luce sono quelli citati più sopra, Huawei si sta spendendo anche in altri ambiti, con l’obiettivo di diventare un player in grado di fornire soluzioni tecnologiche complete.

In quest’ottica vanno viste le alleanze con Fraunhofer FOKUS e altri 30 e più partner nell’iniziativa “Edge Computing OPC UA over TSN Testbed for Smart Factory”, che punta a migliorare l’efficienza degli impianti di produzione e a ridurre il TCO facendo correre i dati OPC UA su reti TSN, facendo convergere due stack critici per il successo della convergenza fra OT e IT.

E sempre nella stessa ottica possiamo inquadrare la partecipazione all’iniziativa SmartFactory KL, insieme a oltre 50 nomi di primo piano coinvolti nella definizione della fabbrica del futuro; l’offerta di una Big Data Solution, un complesso di tecnologie di classe enterprise che incorpora storage, big data utility e software di analisi; la dimostrazione di tecnologie di tipo edge computing – IoT per il processamento intelligente dei dati; e infine la partnership con Roambee, Gefasoft e ABAT+ per la realizzazione di soluzioni su misura di smart manufacturing.

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