Dalla medicina ai ponti alle funivie, ecco i micro sensori di 221e

“Noi pensiamo che il cliente ha davanti a se una tavolozza di colori e dalla nostra parte trova una pagina bianca dove portare avanti i propri progetti”. Daniele Carniello, responsabile del marketing spiega così la filosofia di 221e, azienda attiva nella progettazione, sviluppo e commercializzazione di dispositivi elettronici indossabili, e più in generale di sistemi integrati per sensoristica applicata ed applicazioni IoT.

MuSe, ecco i micro sensori su misura di azienda

La 221e è una startup innovativa, sarà presente a SPS Italia con la sua nuova tecnologia, MuSe, un Sistema di movimento inerziale miniaturizzato, a basso consumo e wireless, che incorpora la tecnologia sensoriale MEMS, Micro Electro-Mechanical Systems. Un prodotto che ha al suo interno vari sensori, un accelerometro digitale a 3 assi, un giroscopio a 3 assi e un magnetometro a 3 assi, un barometro ad alta risoluzione, un termometro e un microprocessore a 32 bit.

“La nostra sfida nell’internet of thing è quella di entrare nei processi produttivi dei nostri partner e dei nostri clienti – spiega Carniello – perché, chiaramente, le things che devono dare dati devono essere implementate con queste tecnologie. Muse, che in inglese viene definito minimum viable product, ci da la possibilità di applicare la tecnologia wearable al monitoraggio ma anche alla ricerca, visto che, grazie al MuSe, ad esempio, si riescono a ottenere dati sul movimento umano molto utili per i medici”

Miniaturizzazione e intelligenza artificiale, ecco le nuove sfide

La strada portata avanti da 221e, però, prosegue nella direzione di una sempre maggiore miniaturizzazione. Le aziende, infatti, ma anche i maker, gli studenti o i professionisti, chiedono sensori molto piccoli da applicare alla ricerca. “Abbiamo sviluppato e portato avanti le tecnologie di miniaturizzazione perché ci sono aziende che richiedono lo stesso sensore che produciamo, ma molto più piccolo, perché devono inserirlo nel loro processo produttivo. La vera sfida è proprio quella, poter portare avanti una miniaturizzazione spinta che deve essere abbinata all’intelligenza artificiale, grazie alla matematica correttiva, con algoritmi e data processing”.

Intelligenza artificiale che è fondamentale nel sistemi “IoT predictive maintenance” che si basano sulla raccolta e l’analisi in tempo reale dei dati provenienti dai macchinari per individuare in anticipo anomalie e prevedere se e quando si verificherà un guasto, in modo da intervenire tempestivamente ed evitare fermi macchina. Una manutenzione predittiva che, secondo uno studio del World Economic Forum, permette di ridurre i costi di manutenzione del 30% ed i tempi di inattività dell’impianto del 70%.


Analisi predittiva nei ponti e nelle funivie

In Italia, gran parte delle PMI usa ancora sistemi di manutenzione costosi e spesso inefficienti ma: “Grazie alle soluzioni di 221e – prosegue Carniello – possono iniziare a fare un analisi predittiva. Capire che cosa potrebbe accadere durante la produzione o, magari, monitorare lo stato di una costruzione, di un ponte. Ultimamente abbiamo ottenuto dati anche dalle funivie inserendo i nostri prodotti in posti dove i sensori fanno fatica a comunicare con l’esterno come, ad esempio una maglia di acciaio”. Il tutto attraverso una strategia che prevede una grande attenzione alle esigenze dei clienti: “Anche quelli che possono essere un pochino più lenti ad abbracciare queste nuove tecnologie abilitanti”.

“La nostra forza – aggiunge Carniello – è proprio quella di essere presenti e capire il cliente nel momento in cui ha la necessità di portare avanti i propri progetti”. Ci sono competitor che possono fare analisi legate al movimento, alla motion capture, portando la tecnologia avanti in diversi campi. “Ma il comparto delle tecnologie è molto vasto, noi ci stiamo specializzando perché non vogliamo, solamente vendere un sensore. Portiamo avanti un’idea più legata alle persone e allo sviluppo di ma anche un senso sociale e culturale perché un domani ci sarà sempre più bisogno di data scientist”.

Dai medici all’industria, tutti i dati in tempo reale

“Siamo un team di 10 persone, una piccola realtà di nicchia ma ricercata – sottolinea – e abbiamo bellissimi progetti che portiamo avanti, sia nel comparto dell’healtcare, nel poter aiutare i medici a ottenere dati in tempo reale, ma anche in quello industriale, per ottenere quei dati che servono alle imprese per rendere sicuri i processi produttivi”. I mercati di riferimento sono biomedicale e healtcare, le costruzioni, anche civili come ponti.


A questi si aggiunge il comparto di protective equipment con tutta un serie di indumenti intelligenti che possono fornire dati sopratutto quando si tratta di operatori che sono in posti difficili per la comunicazione, come oceano o montagna. “Gli algoritmi che provengono dai dati indossati, attraverso indumenti, possono a volte anche salvare una vita. La matematica, che fa parte di noi – conclude Carniello – mantiene il senso dato dal nostro fondatore, Marco Signorelli, cioè di poter applicare tecnologie che siano abilitanti ma non invasive”.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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