Siemens si è presentata a SPS Italia con un’organizzazione interna completamente rinnovata per essere più vicina ai clienti nella grande sfida dei prossimi anni, quella della digitalizzazione. Da aprile è infatti stata creata una operating company specifica chiamata Digital Industries. “È un vero e proprio cambio di paradigma: al primo posto non c’è la tecnologia, ma la digitalizzazione”, ha affermato Giuliano Busetto, Head of Operating Company Digital Industries di Siemens Italia.

Una vera e propria chiamata alle armi per le aziende italiane, manifatturiere o di processo, di ogni dimensione, per passare dalle parole ai fatti: dall’esigenza astratta di migliorare la propria dotazione tecnologica alla concreta implementazione di progetti di digitalizzazione, per i quali Siemens può fornire un formidabile apporto in tutte le fasi di realizzazione, grazie alla sua visione olistica, al know-how e alla competenza nel supportare e fornire consulenza per la trasformazione digitale. “Guidare la trasformazione digitale significa non solo supportare i nostri clienti con specifiche attività di consulenza, ma anche con attività di valutazione approfondita del grado di preparazione digitale, delle skill e delle competenze dell’azienda stessa” conclude Busetto.

120 anni di innovazione

Lo stand Siemens all’SPS 2019 sembra fatto apposta per rimarcare la concretezza delle proposte dell’azienda tedesca, che festeggia quest’anno i 120 anni di attività in Italia. Nei 700 metri quadri al centro del Padiglione 5 Siemens ha offerto infatti l’occasione per toccare con mano le sue innovazioni, applicate a dimostrazioni concrete.

Per esempio erano presenti soluzioni in grado di migliorare la raccolta e l’elaborazione del dato vicino alla sorgente (edge computing), anche grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, o ancora attraverso un’unità di elaborazione basata su un chip di intelligenza artificiale, utile a rendere le macchine ancora più ‘intelligenti’ e polifunzionali grazie alle capacità di apprendere autonomamente attraverso la propria rete neurale.

Macchine 4.0 per il packaging

Il “pezzo forte” dello stand è costituito da due macchine che possiamo senz’altro definire “4.0”. La prima arriva dall’italiana IMA, ed esegue il confezionamento delle cialde di caffè. La macchina appartiene all’innovativa serie Gima 590, dotata di automazione ed elettromeccanica Siemens. Quella presente allo stand è accompagnata dal suo gemello digitale e collegata in MindSphere per l’analisi dei dati prodotti.

Al termine di SPS, questa macchina passerà al TAC (Centro Tecnologico Applicativo) Siemens di Piacenza, dove entrerà a far parte della dotazione fissa della struttura.

La seconda macchina è stata prodotta dalla norvegese Tronrud ed è un macchinario per l’inscatolamento delle buste di patatine realizzata con il digital twin e collegata a MindSphere per l’analisi dei dati prodotti. La macchina, che può imballare fino a 300 sacchetti al minuto, risulta inserita in una catena blockchain che permette di “seguire a ritroso” la vita del prodotto: dal codice riportato su ogni singolo pacchetto si può risalire fino al punto di raccolta delle patate confezionate.

Per una breve panoramica sui punti focali dello stand Siemens e sulle demo più interessanti, dall’utilizzo pratico della blockchain nel manifatturiero all’impiego dei digital twin, dell’intelligenza artificiale e di sistemi edge computing, ci siamo fatti guidare nello stand da Massimiliano Galli, Head of Sales & Support Plc e I/O di Siemens.


 

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