Lombardia, Bankitalia vede una crisi degli investimenti delle imprese

Più che nubi scure all’orizzonte, si tratta di una nebbia nella quale siamo già entrati. Se il 2018 si conferma un anno di crescita per l’economia lombarda, il rallentamento di quasi tutte le variabili economiche è avviato e, nel corso del 2019, farà sentire le sue conseguenze. A inizio anno, infatti, l’attività economica “si è ulteriormente indebolita, sia nell’industria sia nei servizi. La domanda rivolta al settore manifatturiero si è ridotta e, nei programmi delle imprese per l’anno in corso, l’accumulazione di capitale si arresterebbe“. A dirlo è la Banca d’Italia nel suo rapporto annuale “L’economia della Lombardia”.

Ma che cosa significa esattamente che “nei programmi delle imprese per l’anno in corso, l’accumulazione di capitale si arresterebbe”? Che a fronte di un calo della domanda, le imprese stanno smettendo di fare investimenti in capitale e attrezzature. Anche perché gli investimenti sarebbero stati particolarmente spinti nel 2018 per timore di una riduzione degli incentivi dal 2019 (si veda l’ultimo paragrafo).

I dati

Partiamo con i numeri del 2018. Secondo le stime di Prometeia il PIL della Lombardia è aumentato dell’1,4%, un dato positivo e nettamente superiore alla media nazionale, che però è quasi la metà rispetto al 2017 (2,7% secondo l’Istat). Anche l’indicatore coincidente Regiocoin-Lombardia elaborato dalla Banca d’Italia, che coglie l’andamento delle componenti di fondo del prodotto, conferma un indebolimento del ciclo.

“L’attività – si legge nel rapporto – è comunque ancora aumentata in tutti i settori; vi hanno contribuito il proseguimento dell’espansione degli investimenti delle imprese, delle esportazioni e dei consumi delle famiglie in un quadro di condizioni di finanziamento nel complesso distese. Con la fase di ripresa avviata nel 2014, la regione ha recuperato i livelli di attività pre-crisi già dal 2017, mostrando una performance sistematicamente migliore della media italiana, ma non ha ancora colmato il divario di crescita con le altre regioni europee accumulato durante il periodo di crisi”.

L’industria e i servizi

Nel 2018 la produzione industriale è cresciuta, ma – anche qui – a un ritmo minore rispetto all’anno precedente. L’incremento della produzione ha riguardato in misura simile tutte le categorie dimensionali d’azienda.


Tra i settori, quelli della meccanica e dei minerali non metalliferi hanno registrato incrementi superiori alla media, mentre nei comparti delle calzature e dell’abbigliamento la produzione è diminuita.

La domanda rivolta alle imprese lombarde, pur continuando a crescere, ha rallentato rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre del 2019 si è registrata una battuta d’arresto e gli ordinativi, sia nazionali sia provenienti dall’estero, sono diminuiti. Le scorte sono rimaste al di sotto del livello giudicato normale dagli imprenditori, su valori analoghi a quelli dell’anno precedente. La capacità produttiva utilizzata (76,2 per cento nel 2018) è leggermente diminuita, segnando per la prima volta una riduzione in termini annui dal 2013.

Nel 2018 è proseguita l’espansione delle esportazioni di beni, anche se in misura inferiore al 2017 e, di poco, alla domanda potenziale proveniente dai mercati di sbocco.


Nel 2018 è cresciuta anche l’occupazione e le imprese della regione hanno segnalato difficoltà a reperire particolari figure professionali, soprattutto nel campo dell’ingegneria, della tecnologia e delle materie scientifiche.

Gli investimenti e il ruolo degli incentivi

Secondo un’indagine svolta su un campione di imprese dell’industria nel 2018 la crescita del fatturato si è più che dimezzata rispetto all’anno precedente. La stessa indagine segnala che nel 2018 si è registrata “una crescita degli investimenti sostenuta, superiore a quella del 2017″.

Che cosa è successo? Bankitalia lo spiega così: “Le imprese potrebbero aver anticipato in parte i programmi d’investimento anche per usufruire delle agevolazioni fiscali, ridimensionate nel 2019: oltre il 55 per cento delle aziende ha fatto ricorso al super ammortamento e circa il 33 per cento all’iper ammortamento”.

Ora però “secondo i programmi degli operatori, la ripresa dell’accumulazione si arresterebbe nel 2019″.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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