Tutele per i Rider e crisi aziendali, che cosa prevede il decreto legge 101/2019

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre, è da ieri in vigore il decreto legge n. 101/2019 recante “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”.

Due i focus: da un lato la tutela economica e normativa di alcune categorie di lavoratori, quali i disabili, i precari di Anpal Servizi, e i Rider; dall’altro il tentativo di fronteggiare alcune importanti crisi industriali in corso in determinate aree del nostro del Paese, tra cui Ilva e Whirpool.

Il provvedimento era stato approvato salvo intese lo scorso 6 agosto 2019, ma poi si era arenato a causa dell’esplosione della crisi di governo. La scorsa settimana scorsa era stato inviato dal Ministero dello Sviluppo Economico alla presidenza del Consiglio che l’ha girato agli altri ministeri per il necessario consulto. Il 3 settembre è stato firmato dal Presidente della Repubblica e finalmente il 4 settembre 2019 è approdato sulla Gazzetta Ufficiale n. 207.

Le tutele per i Rider

L’articolo 1 del l decreto legge n. 101 del 3 settembre 2019 si pone l’obiettivo di garantire adeguate tutele economiche e normative ai Rider, ovvero quella categoria di lavoratori impiegata con rapporto di lavoro non subordinato nelle attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore, attraverso piattaforme anche digitali. 

La nuova normativa prevede che vengano loro riconosciuti gli stessi diritti, retribuzioni contribuzioni dei dipendenti dell’azienda per cui lavorano. L’intento è dunque di applicare a tali lavoratori la disciplina del rapporto di lavoro subordinato. In concreto viene riconosciuto ai Rider il diritto a essere retribuiti:

– In base alle consegne effettuate, purché in misura non prevalente;

– Su base oraria, a condizione che, per ciascuna ora lavorativa, il lavoratore accetti almeno una chiamata.

Inoltre, secondo il decreto, la retribuzione non potrà essere inferiore al livello fissato dal CCNL dell’azienda per mansioni equipollenti. I contratti collettivi possono definire schemi retributivi modulari e incentivanti che tengano conto delle modalità di esecuzione della prestazione e dei diversi modelli organizzativi.

Infine ai Riders viene garantita anche la copertura assicurativa Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Adempimento che spetterà alle imprese. Il premio assicurativo sarà determinato in base al tasso di rischio corrispondente alla attività svolta.

E’ doveroso sottolineare che i punti legati alla retribuzione per questa categoria di lavoratori entreranno in vigore dopo 180 giorni dall’approvazione della legge di conversione di tale decreto, che a sua volta dovrà avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: in altre parole tra 8 mesi.

Le misure a sostegno delle crisi occupazionali

Il Decreto legge interviene inoltre sulle aree di crisi complessa in Sicilia, Sardegna e a Isernia.

In particolare il decreto, all’art.9, prende in considerazione le particolari condizioni di crisi occupazionale presenti in alcune specifiche aree del Paese e prevede che:

– La Regione Sardegna possa impiegare ulteriori risorse, fino al limite di 3,5 milioni di euro nel 2019, per un massimo di 12 mesi, per le specifiche situazioni occupazionali del territorio (per Alcoa);
– la Regione Sicilia possa impiegare ulteriori 30 milioni di euro nel 2019, per particolari situazioni occupazionali del suo territorio (per Termini Imerese).

Le agevolazioni per Whirpool

La questione Whirpool viene affrontata nell’articolo 11 del decreto che prevede, per le aziende che hanno più di 4mila dipendenti in Italia, un’importante agevolazione sui versamenti previdenziali, a condizione che abbiano stipulato nel 2019 un contratto di solidarietà per una durata di almeno 15 mesi.

Il provvedimento prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per il 2019 e di 6,9 milioni per l’anno 2020. Misura definita dalla multinazionale degli elettrodomestici, “insufficiente a salvare la sede di Napoli”.

Le disposizioni Salva-Ilva

Infine, una delle novità più importanti del decreto riguarda la reintroduzione delle “tutele a scadenza” per l’ex Ilva di Taranto. Tutele che erano state eliminate nel decreto Crescita e avrebbero lasciato ArcelorMittal scoperta a partire da venerdì, con i primi effetti.

La multinazionale dell’acciaio aveva minacciato di mollare le redini se la situazione non fosse stata risolta, così il governo era tornato indietro, legando lo “scudo penale” all’attuazione del piano ambientale.

La regola, che si trova all’art.14, applica l’articolo 51 del codice penale, secondo cui “l’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica… esclude la punibilità”.

Si chiarisce che, per tutti gli atti compiuti da ArcelorMittal in “osservanza delle disposizioni contenute nel Piano Ambientale non possono dar luogo a responsabilità penale. Resta tuttavia ferma la responsabilità penale, civile e amministrativa per la violazione di norme a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.

Beatrice Elerdini

Giornalista di professione, reporter, copywriter, Social Media Manager e autrice di testi per la tv e il web. Da dieci anni lavoro su piattaforma Wordpress e mi nutro di SEO. Ogni giorno mi occupo di cronaca, attualità, economia e nuove tecnologie. Avete storie, notizie e curiosità da raccontare? Scrivetemi a biaraven@libero.it

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