Lo zen e l’arte della manutenzione… dei motori elettrici

Perché una corretta manutenzione del motore è oggi assolutamente fondamentale per le aziende? Colpa dell’ottimizzazione. Colpa? Sì, colpa.

Ottimizzare è stata una delle parole d’ordine che più sono circolate negli ultimi anni, specie nelle aziende manifatturiere. Ottimizzare i processi, ottimizzare le linee di produzione, ottimizzare i consumi energetici, e via discorrendo. In moltissimi casi, “ottimizzare” richiamava altre parole d’ordine come “downsizing” e “lean manufacturing”, parole che affascinano i Chief Financial Officer perché accompagnate dalla prospettiva di robusti risparmi.

E così, dopo anni di riduzione degli sprechi, ci ritroviamo con impianti di produzione che hanno sì costi di esercizio ridotti al minimo, ma hanno anche perso la capacità di assorbire un imprevisto. Un fornitore è in ritardo di un paio di giorni nella consegna di una materia prima? La fabbrica si ferma: con il Just in time il magazzino in ingresso è praticamente azzerato e va rifornito a intervalli brevissimi e con precisione cronometrica. Si blocca un macchinario in un punto chiave? La produzione si ferma: non possiamo dirottarla sull’altra linea da mettere in doppio turno… perché l’abbiamo dismessa per ottimizzare i costi, e ora abbiamo una sola linea.

Per questo motivo, la manutenzione è diventata un aspetto cruciale della gestione dei macchinari. Se vent’anni fa si poteva tollerare un fermo macchina imprevisto, oggi non è più così. E così sono cresciute le responsabilità degli specialisti della manutenzione.

Non succede, ma se succede…

Anche in una linea che ha sempre funzionato regolarmente può accadere un imprevisto. Pensiamo agli onnipresenti motori elettrici, componenti fondamentali di tanti macchinari, dispositivi molto affidabili ma… con qualche punto debole, vedi cuscinetti e avvolgimento, per esempio.

Un nemico giurato del motore elettrico sono le vibrazioni, che sono la principale causa di rottura dei cuscinetti. Esse possono essere causate da disallineamenti delle macchine, da risonanze meccaniche create dalle variazioni dinamiche dei carichi accoppiati, da errori nella lubrificazione. Spesso le vibrazioni sono a loro volta il sintomo di qualcosa che non va.

Pensate a un motore che opera in un ambiente ostile: polveroso, salino o in presenza di agenti chimici. Queste condizioni d’uso estreme possono abbassare la resistenza di isolamento degli avvolgimenti, portando il motore a surriscaldarsi, e dal surriscaldamento al guasto è tutta discesa. In pratica, se le parti che possono rompersi in un motore sono poche, i motivi per cui esse possono guastarsi sono molti.

E se pensiamo a quanti motori abbiamo in ogni macchinario, in ogni linea, in ogni stabilimento, si fa presto a capire che le probabilità che si verifichi un downtime imprevisto non sono così remote.

La manutenzione 4.0

Un modo per minimizzare le probabilità avverse c’è, e si chiama manutenzione preventiva. Bisogna rispettare rigorosamente gli intervalli di manutenzione programmata indicati dal produttore, impiegare i ricambi e i consumabili previsti nelle specifiche, e soprattutto verificare regolarmente il funzionamento di ogni singolo motore ed ispezionarne lo stato per sperare di accorgersi di eventuali alterazioni che potrebbero essere la spia di possibili guasti imminenti. Ovviamente, un sistema di manutenzione preventiva di questo tipo potrebbe essere valutato come sproporzionato, e magari potrebbe assorbire un budget piuttosto alto. Tanto da attirare l’attenzione del CFO, che magari potrebbe pensare di “ottimizzarlo”…

Tuttavia, c’è una soluzione per fare prevenzione senza dilapidare il budget aziendale. Si tratta di implementare tecnologie legate all’Industry 4.0 e all’Industrial IoT. Monitorare i motori con sensori in grado di rilevare i loro parametri di funzionamento permetterebbe di intervenire sul dispositivo a ragion veduta, quando i parametri comunicati indicano un rischio concreto. È la soluzione che propone ABB, che ha messo a punto un dispositivo fatto su misura per questi utilizzi. Se volete conoscere i dettagli, li trovate in questo video.

 

Innovation Post

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