La carica dei robot mobili: entro il 2030 supereranno gli AGV

Lo scenario della robotica industriale è destinato a trasformarsi notevolmente nei prossimi 10 anni. Degli 8 milioni di robot che si prevede saranno venduti nel 2030 in tutto il mondo quasi 6 milioni saranno mobili. In pratica, 3 su 4 non saranno più macchinari e strumenti di automazione fissi e statici, ben piantati per terra, come si vedono oggi in molte catene di produzione. Ma saranno sistemi in grado di spostarsi autonomamente tra gli ambienti e spazi dell’azienda.

Alle loro capacità di costruire, realizzare, produrre, verranno quindi sempre più abbinate anche quelle di muoversi, riconoscere eventuali ostacoli e imprevisti, e il percorso da seguire per arrivare a destinazione.

Attualmente, l’automazione mobile è innanzitutto concentrata nella movimentazione dei materiali all’interno della catena di fornitura e montaggio, di prodotti e materiali, ma i robot mobili sono destinati a entrare e svilupparsi in ogni settore dell’economia per una vasta gamma di casi d’uso.

Gli esperti di automazione prevedono un’enorme crescita di questi sistemi in tutti i settori di attività, per arrivare a un valore di mercato totale pari a 230 miliardi di dollari entro il 2030, secondo le stime di Abi Research, società specializzata nella consulenza del mercato tecnologico.

E un potente volano di questa evoluzione nei prossimi anni sarà rappresentato dallo sviluppo delle reti 5G anche all’interno delle aziende e del mondo produttivo, con la loro possibilità di trasmettere enormi quantità e flussi di dati e segnali ad alta velocità, anche per gestire e guidare le prossime generazioni dell’automazione industriale. Al punto che, entro il 2022, il promettente scenario della robotica mobile inizierà a superare il tradizionale mercato della robotica fissa.

Come densità di robot nelle aziende, vale a dire quanti dispositivi si contano ogni 10 mila addetti, a guidare la classifica mondiale è la Corea del Sud, con una media di 710, seguita da Singapore, con 658. L’Italia è decima, con 190 robot ogni 10mila lavoratori, secondo i dati dell’Ifr, la federazione internazionale dei produttori di robotica.

“Tutti parlano dei veicoli a guida automatica, ma l’automazione mobile è molto più sviluppata nell’intralogistica per la produzione e l’industria”, rimarca Rian Whitton, senior analyst di Abi Research. Che prevede: “ad esempio, l’automazione della movimentazione dei materiali, all’interno delle aziende e della Supply chain, vedrà svilupparsi e crescere enormi segmenti del mercato globale dei carrelli elevatori, dei rimorchi e dei veicoli interni. Che porteranno sempre più automazione mobile all’interno delle imprese e delle catene di produzione, logistica, controllo qualità, smistamento, distribuzione”.

Amazon Robotics e gli altri

Amazon Robotics è uno dei colossi tecnologici che hanno guidato la crescita della robotica mobile negli ultimi 7 anni, dall’acquisizione di Kiva Systems. Con circa 256 mila veicoli a guida automatica, Amazon detiene quasi il 50% del mercato dei robot per la movimentazione dei materiali, e sta ampliando il suo portafoglio con robot mobili autonomi per il trasporto e la consegna.

Altri importanti sviluppatori di veicoli a guida automatica (Automated guided vehicle, Agv) come Quicktron, Jd.com, Geek e Grey Orange, già vendono migliaia di nuovi robot ogni anno, mentre gli sviluppatori di Automated mobile robot (Amr) stanno appena iniziando a crescere.

Vendite di robot nel mondo (2000-2016). Fonte: Ifr

Negli Stati Uniti, in particolare, Brain Corporation nell’ultimo anno ha distribuito 5 mila nuovi sistemi di questo tipo, principalmente nel commercio al dettaglio, ad esempio per la gestione e lo smistamento delle merci in magazzino, ma non mancano casi di impiego anche presso i punti vendita. Mentre BlueBotics ha venduto circa 2 mila robot per l’intralogistica all’interno e intorno alla catena di fornitura.

Sistemi mobili sempre più versatili

Nel frattempo MiR, altra società specializzata in Automated mobile robot, acquisita lo scorso anno da Teradyne, sta iniziando a raggiungere tassi di crescita superiori a quelli di Universal Robots, il principale sviluppatore di cobot, i robot collaborativi con l’uomo. Che, nella gran parte dei casi, sono in grado di compiere movimenti mirati e ben calibrati sul posto, molto vicino al tecnico o all’operatore in carne e ossa, ma attualmente non hanno ancora molte funzioni mobili nello spazio attorno. Per limiti tecnici, e per motivi di sicurezza.

Gli Automated mobile robot, invece, non richiedono infrastrutture esterne specifiche, come percorsi già tracciati a terra, per localizzarsi e orientarsi negli ambienti in cui si muovono, sono costruiti con sensori e telecamere per auto-navigare in giro e in ogni situazione, per cui risultano molto versatili e flessibili in ogni contesto ed esigenza d’uso.

In futuro meno costi e più flessibilità

“Attualmente, gli Automated guided vehicle rappresentano la maggior parte delle vendite di robot mobili, ma entro il 2030 la situazione cambierà in modo netto”, fanno notare gli analisti di Abi Research: “mentre ci saranno 2,5 milioni di Automated guided vehicle venduti nel 2030, nello stesso anno le vendite totali di Automated mobile robot raggiungeranno i 2,9 milioni di unità. Quindi entro il prossimo decennio si realizzerà il sorpasso che ci attendiamo. Ciò sarà dovuto innanzitutto al calo dei costi per una navigazione di alta qualità delle macchine, e al desiderio di introdurre più flessibilità nelle flotte robotizzate. Molti settori di attività, come le consegne, le infrastrutture logistiche e di trasporto, ma anche i servizi per l’ospitalità, saranno dotati di sistemi automatizzati che non richiederanno infrastrutture fisiche esterne per potersi muovere”.

L’opinione dei lavoratori su AI e robot. Fonte: Doxa

E così, secondo le previsioni degli addetti ai lavori, mentre gli Agv prospereranno nell’intralogistica per le operazioni più ripetitive e all’interno di spazi e processi sempre uguali, specialmente nei magazzini in serie, gli Amr saranno la soluzione più adatta alle diverse esigenze di molti utenti finali, offrendo un’automazione più adattabile e meno ‘ingessata’, che non richiede un cambiamento completo dell’infrastruttura attorno e dell’ambiente di applicazione.

La carica degli Automated mobile robot

Per esempio, in questo mondo di nuovi veicoli Hi-tech si stima che le vendite di carrelli elevatori automatici sono destinate a crescere da 4 mila nel 2020 a 455 mila nel 2030. Nel frattempo, il fatturato per tutta la robotica mobile dovrebbe raggiungere i 230 miliardi di dollari entro il 2030, rispetto ai 40 miliardi di dollari per i sistemi industriali e collaborativi più tradizionali.

A guidare lo sviluppo della robotica mobile a livello internazionale sono ad esempio il produttore francese Balyo (che ha collaborato con Amazon), Seegrid (che nell’utimo anno ha venduto oltre 800 unità di Amr), e un certo numero di attori più piccoli, che stanno appena iniziando a scalare il mercato. Un’opportunità è offerta anche dai principali produttori di veicoli industriali come Toyota, Yale & Hyster e Raymond, interessati a collaborare con le aziende di robotica per offrire nuove forme di automazione. Ad esempio, dato che le vendite annue globali di carrelli elevatori si avvicinano a quota un milione di pezzi, la metà di tutte queste vendite potrebbe essere costituita da robot mobili entro il 2030.

L’invasione degli automi quadrupedi

Un altro settore di sviluppo rilevante per l’automazione mobile sarà la manutenzione e la pulizia degli spazi aziendali. “Ci sono già all’opera oltre 5 mila robot lavasciuga pavimenti nei negozi al dettaglio e negli edifici commerciali degli Stati Uniti”, fanno notare gli analisti del mercato: “come sta già avvenendo, ad esempio con l’introduzione da parte di Softbank di pulitori mobili per gli uffici in Asia e in America, i robot di pulizia diventeranno sempre più diffusi nell’economia dei servizi aziendali”.

Ma le trasformazioni non finiscono qui: “si prevede che robot e automi di forma ancora più particolare, come i quadrupedi, aumenteranno in modo significativo per la raccolta dati, in particolare per l’ispezione immobiliare, edilizia e industriale”. Abi Research prevede che i robot quadrupedi, per esempio quelli di fornitori come Boston Dynamics, Zoa Robotics, ANYbotics e Ghost Robotics, saliranno a quota 29 mila vendite annuali nel mondo entro il 2030.

“Mentre i settori maturi dell’industria della robotica raggiungono una crescita più in linea con i mercati tecnologici consolidati, la robotica mobile è destinata a creare effetti trasformativi duraturi lungo tutta la catena di fornitura”, sottolinea Whitton, “e diventerà sempre più onnipresente in tutta l’economia globale”.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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