L’impatto dell’Additive Manufacturing sarà dirompente per il mondo industriale. La pensa così Porsche Consulting, intervenuta oggi con Camillo Mekacher Vogel alla tavola rotonda dedicata all’Additive Manufacturing come tecnologia abilitante per l’Industria 4.0 tenutasi a Milano, prima tappa di avvicinamento alla decima edizione della fiera SPS Italia che si terrà a Parma dal 26 al 28 maggio 2020.

Nell’occasione Giovanni Notarnicola, responsabile Digital Transformation Porsche Consulting Italia, ha fatto il punto sulla diffusione, le prospettive e gli impatti di questa tecnologia.

“Immaginate di poter avere a casa i vostri auricolari preferiti, che si adattano perfettamente al vostro orecchio, o di poter sedere al posto di guida di un’automobile, disegnato sulle vostre caratteristiche fisiche. Non c’è ambito che non ne sarà impattato: avremo così, ad esempio, la possibilità di risolvere presto le lunghe attese per il trapianto di organi, perché questi saranno stampati su misura”, dice Notarnicola.

Nonostante le tecnologie di additive manufacturing siano abbastanza mature e i trend di sviluppo futuri più chiari, le applicazioni sono ancora limitate a settori molto specifici e per lo più in fase prototipale o in piccola serie; inoltre gli investimenti in macchinari e i costi di produzione risultano ancora molto elevati, non permettendo quindi ai più di avvicinarsi e ad utilizzare questa applicazione.

Ogni processo di innovazione, però, per molto tempo presenta una curva di sviluppo piatta finché non raggiunge il punto di svolta e diventa esponenziale. Basti pensare al caso dell’Intelligenza Artificiale: le prime sperimentazioni risalgono agli anni 50 del secolo scorso e solo di recente se ne parla quotidianamente.

L’Additive Manufacturing forse sta già raggiungendo il momento della diffusione; infatti è necessario che le aziende inizino a rivedere le strategie aziendali considerando quella che presto sarà una rivoluzione nel campo dei business model delle aziende.

“Sarebbe sbagliato pensare all’additive manufacturing – continua Notarnicola – solo come ad una tecnologia sostitutiva del processo tradizionale: la vera rivoluzione sta nel fatto che il design degli oggetti per come lo conosciamo sarà stravolto. Sarà sufficiente definire le prestazioni attese dal componente e un software penserà a ricavarne il design più appropriato. Anche in questo ambito l’intelligenza artificiale diventerà un alleato fondamentale dei progettisti, ripensando le forme in modo rivoluzionario”.

In pratica, l’additive manufacturing potrebbe mettere in discussione molti piani di Industria 4.0 delle imprese, che spesso sono basati su investimenti in tecnologie di produzione convenzionali e ad alta intensità di capitale, arricchiti dai vantaggi della connettività e dell’IoT, relegando l’additive manufacturing solo alla fase di prototipazione.

Al contrario l’additive manufacturing potrebbe rivoluzionare radicalmente sia il modo di produrre sia l’intera catena del valore: sistemi produttivi flessibili e cross-settoriali che abbattono la tipica struttura divisionale delle grandi multinazionali, creazione del prodotto più vicina al cliente finale – addirittura nel punto vendita – vantaggio competitivo basato sull’innovazione della forma, sono solo alcune delle possibili implicazioni che vedranno presto attuazione.

Valentina Repetto

Appassionata di tecnologia ma con un amore incondizionato verso la natura, si dedica alla fotografia e al video editing. Curiosa e esploratrice verso tutto ciò che la circonda. Laureata in Scienze e Tecnologie Multimediali, indirizzo comunicazione.

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