Quasi la metà delle imprese ICT alle prese con cali di fatturato superiori al 10%: le proposte di Assintel

Quasi la metà delle imprese ICT sta subendo un calo di fatturato superiore al 10% nel primo trimestre del 2020. Lo comunica Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio, che ha svolto un sondaggio interno sui propri associati. A preoccupare il settore sono però le previsioni sui ricavi dell’intero anno: la percentuale di chi si aspetta una perdita superiore al 10% infatti sale al 78% degli intervistati, più di tre quarti del campione.

“Fermare il Paese senza rapidi e ingenti sostegni keynesiani all’economica significa consegnare ai guariti una realtà senza economia, con uno scenario di povertà e di perdita di dignità cui non siamo preparati”, dichiara Paola Generali, Presidente di Assintel, evidenziando come la sfida più grande sia sconfiggere il virus senza distruggere il contesto socio-economico, perché “sarebbe come tradire l’enorme sforzo che stanno compiendo medici, infermieri e sistema sanitario”.

Assintel ha stilato un decalogo politico-economico da attuare “in tempi rapidissimi” come “terapia d’urto” a sostegno delle aziende italiane: una serie di proposte che vanno dall’azzeramento delle tasse fiscali al potenziamento della disponibilità di bandi per la digitalizzazione e l’innovazione delle imprese.

Nel primo trimestre cala il fatturato del 67% delle aziende ICT

Il sondaggio di Assintel rileva che le aziende ICT associate che hanno registrato un calo di fatturato nel primo trimestre del 2020 sono il 67% del campione: il 20% ha subito una diminuzione dei ricavi fino al 10%, mentre quelle hanno subito un calo dal 10% al 50% sono il 35%. È pari al 12% la percentuale di imprese per cui il fatturato è diminuito oltre il 50%.

Ci sono invece società affiliate che non hanno registrato nessuna variazione (29%), mentre il 4% ha addirittura beneficiato di un aumento delle entrate.

Più preoccupanti i dati riguardanti le previsioni sul fatturato degli associati di Assintel in vista della chiusura del 2020: solo il 12% delle aziende non sarebbe interessato da una diminuzione dei ricavi (con un 6% di esse che li prevede in aumento).

Le imprese che stimano un calo del fatturato fino al 10% sono il 10% del campione, mentre sale al 61% la quota di chi prevede un calo tra il 10% e il 50%. Infine, è pari al 17% del campione la percentuale di aziende che si aspetta che i ricavi scendano oltre il 50%.

Tra le soluzioni (adottate o in programma) a cui guardano maggiormente le imprese ICT per fronteggiare l’emergenza economica, spicca l’utilizzo dello smartworking per mantenere la continuità lavorativa (circa il 47%), seguito dalla Ricerca & Sviluppo (27%) e dall’efficientamento dei processi interni (20%).

Solo l’1% circa del campione ha dichiarato di star pensando di chiudere la propria attività, mentre gli altri strumenti più diffusi sono l’utilizzo di politiche del lavoro (18%), la richiesta di finanziamenti (15%), il potenziamento della rete commerciale (13%) e lo sfruttamento di partnership, fusioni o reti d’impresa (12%). Meno diffusa la scelta di delocalizzare le risorse per contenere i costi (3%).

Le dieci proposte di Assintel per la ripartenza

Per non “compromettere l’ecosistema di attivazione della ricostruzione digitale di molti settori economici”, le imprese ICT associate ad Assintel hanno composto un decalogo di proposte per affrontare la crisi economica connessa all’emergenza Coronavirus:

  • Azzeramento delle tasse fiscali, previdenziali e degli anticipi fino a dicembre 2020, sostenendo in particolar modo le aziende delle regioni più colpite
  • Portare a credito d’imposta gli affitti da febbraio 2020 sino al termine del lockdown per tutte le aziende di ogni settore, comprese quelle operative in smartworking
  • Accesso al sistema sreditizio con garanzia dello Stato con estrema rapidità, eliminando tutti i passaggi burocratici che ad oggi creano un rallentamento nell’erogazione del credito
  • Creazione di un sistema di incentivi allo smartworking duraturo anche post Coronavirus
  • Potenziare la connettività infrastrutturale, anche nelle zone marginali del territorio, per abilitare la digitalizzazione
  • Sbloccare immediatamente i crediti vantati dalle Micro, Piccole e Medie imprese verso la Pubblica Amministrazione ed eliminare lo Split Payment
  • Bloccare le maxi gare Consip e riprogettare il sistema di approvvigionamento della PA, dando spazio alle MPMI e rivedendo il sistema del massimo ribasso delle tariffe
  • Totale defiscalizzazione per le MPMI che investano in innovazione per riprogettare il proprio business
  • Potenziare la disponibilità di bandi a fondo perduto per la digitalizzazione e l’innovazione delle MPMI di tutti i settori
  • Sburocratizzare tutte le procedure che stanno rallentando moltissimo la proattività delle aziende nonostante il momento di estrema criticità.

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Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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