Le richieste di Confartigianato al Governo: riapertura il 18 maggio e indennizzi legati al calo di fatturato

Durante l’incontro in videoconferenza con il Governo, il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti ha indicato otto “punti irrinunciabili” per sostenere la ripresa che andrebbero inclusi nel Decreto maggio (ex “aprile”), in arrivo nei prossimi giorni.

“La piccola impresa diffusa di territorio, che ha consentito all’Italia di rimanere il secondo maggior Paese manifatturiero in Europa e leader globale nei settori del made in Italy (agroalimentare, moda, legno-arredo e meccanica), è il punto di forza su cui fare leva per la ripresa del Paese”, ha detto Merletti nel suo intervento. “Vanno accuratamente evitate ipotesi di intervento che vedono il nostro sistema produttivo come un elemento di debolezza”.

Le richieste di Confartigianato

L’incontro tra Governo e associazioni del mondo economico ha visto la presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e della Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Ad essi il Presidente di Confartigianato ha fatto pervenire le richieste del tessuto produttivo da lui rappresentato, a cominciare dalla riapertura completa di tutte le attività economiche (come centri di estetica, pasticcerie, gelaterie, gastronomie, ma anche gli artigiani del manifatturiero) dal 18 maggio, con il superamento della logica dei codici Ateco attraverso cui fino ad oggi sono stati elencate le attività produttive che possono aprire. Un elenco che lo scorso 6 maggio ha tra l’altro subito una integrazione per effetto del decreto dello stesso Ministro Patuanelli.

Tra le richieste di Confartigianato, poi, vi è lo spostamento delle scadenze dei versamenti tributari e contributivi almeno fino al 30 settembre (ora previsto al 30 giugno) e la relativa rateizzazione in 12 mesi (ora prevista in 5 mesi); la modifica del regime tributario delle perdite che eviti di pagare imposte su redditi che non si realizzeranno nel 2020; la previsione di un ristoro (sotto forma di indennizzo) sulle perdite di fatturato, da realizzare in misura proporzionale e non in cifra fissa (come avvenuto, ad esempio, nel caso del bonus da 600 euro per gli autonomi, che sarà rinnovato).

Per garantire gli ammortizzatori sociali, Merletti ha chiesto al Governo che, per non escludere nessuno, sia prevista una adeguata dotazione di risorse, “pari ad almeno 1 miliardo” di euro, per finanziare il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (Fsba), che ad oggi ha potuto contare su risorse pari a soli 100 milioni. Inoltre, Merletti sottolinea la necessità di un chiarimento che escluda l’applicazione del principio della presunzione semplice per il riconoscimento di malattia professionale del Covid-19, evitando future azioni di rivalsa e azioni di responsabilità civile e penale in capo al datore di lavoro (dovendosi effettivamente dimostrare che il lavoratore abbia contratto il virus nel luogo di lavoro).

Infine, Confartigianato ha chiesto maggiore flessibilità della normativa sui contratti a tempo determinato (per il cui rinnovo, per effetto del “Decreto dignità”, serve una causale) oltre alla reintroduzione dei voucher. Per ridurre fortemente la burocrazia, Merletti ha chiesto al Governo la sospensione del codice degli appalti, per lasciare in vigore la sola normativa europea, e l’adozione, come riferimento generale, del “modello Ponte Morandi”.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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