Confartigianato lancia “Ripartire dal Nuovo”: servizi gratuiti per accompagnare le piccole imprese nella transizione digitale

Si chiama “Ripartire dal nuovo: imprese dopo il virus” la campagna lanciata da Confartigianato per mettere a disposizione delle micro e piccole imprese italiane colpite dalla crisi connessa all’emergenza Covid-19 le competenze necessarie per affrontare al meglio la ripartenza, sfruttando a pieno le opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

Confartigianato si pone infatti come interprete delle esigenze delle imprese più piccole, spesso non troppo inclini a innovare, per selezionare le opzioni sul mercato e immaginare percorsi di sviluppo a medio termine.

Il servizio Ripartire dal Nuovo, disponibile gratuitamente sulla piattaforma quattropuntozero di Confartigianato, si avvale del contributo di istituzioni pubbliche e private, imprese e professionisti che offrono contenuti e servizi finalizzati a sostenere la rapida ripresa del sistema produttivo italiano, anche con una spinta alla trasformazione digitale. “Riteniamo che in questa fase immettere nuove competenze nelle imprese in modalità sostenibile rappresenti un elemento imprescindibile per assicurarne un rapido e fruttuoso recupero”, recita il comunicato dell’associazione.

I contenuti

La piattaforma “quattropuntozero”, su cui è disponibile “Ripartire dal Nuovo” raccoglie le risorse a favore delle imprese artigiane per sostenere la transizione verso Impresa 4.0. Qui si trovano link, organizzati in schede ordinate e corredate di spiegazione, a risorse formative e informative (sotto forma di video, webinar, documenti) e servizi su tutti i principali campi di interesse per le micro e piccole imprese e gli artigiani: orientamento al mercato (marketing, e-commerce, logistica, comunicazione); organizzazione della produzione (reingegnerizzazione dei processi, impresa 4.0, tecnologie digitali); finanza e gestione d’impresa; organizzazione e gestione delle imprese; gestione delle risorse umane; tematiche tecniche e regolamentari di interesse specifico per settori produttivi della micro e piccola impresa manifatturiera e dei servizi, che coprono le mille famiglie di impresa che compongono il mondo artigiano italiano.

Per compiere le scelte giuste nell’ambito dell’innovazione, abbassare i costi e dotarsi di nuove competenze in campi spesso totalmente nuovi, l’imprenditore deve infatti saper decidere “presto e bene”: è per sostenerlo in questa decisione che si muove Confartigianato.

Nonostante in questo periodo la principale preoccupazione del tessuto produttivo italiano sia la tenuta economica della propria attività e la disponibilità di risorse, sarà necessario programmare il futuro con un altrettanto fondamentale apporto di risorse: quelle innovative e digitali, che il programma “Ripartire dal Nuovo” vuole rendere accessibili a tutti.

Gli effetti dell’emergenza sulla digitalizzazione

L’elaborazione flash “Intensificazione del canale digitale nella crisi Covid-19: analisi di alcune evidenze sulle MPI italiane” condotta dall’Ufficio Studi di Confartigianato tra il 7 e il 15 aprile su oltre 4.100 imprese fino a 50 addetti, evidenzia i limiti ancora presenti nel tessuto delle micro e piccole imprese italiane in quanto a Digital Divide. La quota di imprese italiane che utilizzano banda ultralarga è del 37,4%, al di sotto della media dell’Unione Europea (49,9%).

Sono 945.000 le micro e piccole imprese in Italia che si servono di almeno un canale alternativo di vendita rispetto a quella “in presenza” (il 29,7% del totale), come le vendite a domicilio e l’e-commerce, oltre a vendite televisive, utilizzo di intermediari ecc. Con la crisi da Covid-19 sono aumentate del 19,8% le imprese che fanno e-commerce, raddoppiando il tasso di crescita di trend (+10,9% tra 2015 e 2019) e di ben il 38,6% le imprese che fanno consegne a domicilio (che includono le imprese che utilizzano piattaforme di delivery online based, dunque riconducibili ancora una volta all’e-commerce, nonché la vendita attraverso i sistemi di messaggistica e i social).

L’Ufficio Studi di Confartigianato stima che, con la riapertura di molte attività, il trend di crescita delle soluzioni e-commerce sia rapidamente destinato a crescere. In particolare, la reattività alla situazione di emergenza porterà alla fine del prossimo anno 122.000 MPI in più ad utilizzare il commercio elettronico.

Un ulteriore effetto dell’emergenza è lo sviluppo di soluzioni per la gestione digitale dei servizi, resosi necessari per effetto delle restrizioni del distanziamento sociale. Soluzioni come la gestione digitale dell’agenda delle prenotazioni per ristoranti, parrucchieri e centri estetici obbligati, con l’avvio della Fase 2, a contingentare al massimo le presenze di clienti.

Anche lo smart working, infine, è entrato prepotentemente nell’organizzazione delle imprese. Si è rilevato infatti che il 26% delle micro e piccole imprese abbia utilizzi oggi il lavoro a distanza, con un’incidenza di utilizzo che varia sensibilmente in relazione al settore di attività, con una crescita nei servizi e nelle funzioni amministrative ed evidenti limiti di diffusione nei comparti manifatturieri.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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