C’è anche un aumento consistente del credito d’imposta, previsto dal piano Transizione 4.0, per le attività di Ricerca & Sviluppo svolte dalle imprese di Lazio, Marche e Umbria tra le pieghe del lungo elenco di emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera al decreto Rilancio, che entro il 18 luglio dovrà essere convertito in legge.

Ma non solo: la particolare attenzione alla crescita dell’imprenditorialità nel Mezzogiorno si arricchisce di un sostegno più consistente tramite la misura “Resto al Sud”, volta ad incentivare la creazione di nuove aziende o attività libero professionali da parte di soggetti con meno di 46 anni di età delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o dei 116 Comuni del cratere sismico del Centro Italia (per questi ultimi non vale il limite di età).

Non ha trovato spazio per il momento, invece, la modifica che avrebbe previsto per le imprese la possibilità di cedere anche parzialmente ad altre aziende e agli istituti di credito i crediti d’imposta introdotti dal Piano Transizione 4.0 (su acquisto di beni strumentali e immateriali, attività di R&S, innovazione e design). L’emendamento presentato dai relatori del decreto Rilancio non è infatti stato votato dalla Commissione per una mancanza di tempo sancita dal Presidente della stessa, Claudio Borghi. Per sapere se questa modifica entrerà nel testo della legge di conversione del maxi provvedimento bisognerà quindi aspettare l’emendamento unico che sarà votato dall’aula della Camera prima di trasmettere la pratica al Senato.

Vediamo invece le modifiche che sono state approvate e che introducono diverse novità per il sistema delle imprese e per i lavoratori italiani, a cominciare proprio da quelle accennate in introduzione.

Credito d’imposta in R&S e “Resto al Sud”

Il Decreto Rilancio aveva già introdotto un aumento del credito d’imposta per gli investimenti in Ricerca & Sviluppo delle imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’aumento graduale è così suddiviso:

  • sale dal 12% al 25% il credito d’imposta per le grandi imprese (con almeno 250 addetti e fatturato di almeno 50 milioni; oppure con totale di bilancio pari almeno a 43 milioni di euro)
  • sale dal 12% al 35% il credito d’imposta per le medie imprese (con almeno 50 addetti e fatturato di almeno 10 milioni di euro)
  • sale dal 12% al 45% il credito d’imposta per le piccole imprese (con meno di 50 addetti e fatturato o totale di bilancio fino a 10 milioni di euro)

La modifica della Commissione estende questo adeguamento anche alle imprese delle “regioni Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017″.

Anche sugli incentivi di “Resto al Sud“, il decreto Rilancio aveva già previsto l’introduzione di un contributo a fondo perduto volto a sostenere la liquidità di imprese e autonomi finanziati da questa agevolazione. L’importo del contributo (erogabile solo dopo il completamento dei programmi di spesa già agevolati) è di:

  • 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale
  • 10.000 euro per ciascun socio dell’impresa, fino ad un importo massimo di 40.000 euro

A questo ritocco ora, con la modifica della Commissione Bilancio, se ne aggiunge uno più sostanzioso. “Resto al Sud“, come si è detto, incentiva la creazione di nuove aziende o attività libero professionali da parte di soggetti con meno di 46 anni di età delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o dei 116 Comuni del cratere sismico del Centro Italia (per questi ultimi non vale il limite di età).

L’agevolazione consisteva nella copertura del 100% delle spese (per ristrutturazioni, acquisto di macchinari e impianti, programmi informatici, spese di gestione) fino ad un massimo di 50.000 euro, erogabili per il 35% attraverso un contributo a fondo perduto e per il restante 65% attraverso un finanziamento bancario garantito. Il limite di spesa agevolabile sale ora a 60.000 euro, mentre il rapporto fondo perduto/finanziamento diventa 50%/50%: aumenta quindi la componente legata al contributo.

Le altre novità del Decreto Rilancio per le imprese

Con gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio viene ritoccata temporaneamente la procedura per attuare i trasferimenti d’azienda in cui sono occupati più di 15 lavoratori. L’operazione andava infatti comunicata “almeno 25 giorni prima” alle rappresentanze sindacali dell’unità produttiva e alle rispettive associazioni di categoria (o, in assenza di queste ultime, a quelle delle “confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale”). Nella comunicazione bisogna indicare i motivi del trasferimento, le conseguenze per i lavoratori e le eventuali misure previste per essi. Fino al 17 agosto 2020 con il decreto Rilancio, nel caso in cui non si sia raggiunto un accordo, la procedura dovrà durare almeno 45 giorni.

Un’altra modifica stabilisce che l’Inail utilizzi nel 2020 risorse per “garantire la ripresa delle attività produttive delle imprese in condizioni di sicurezza”. In quest’ottica entro il 15 settembre 2020 l’ente dovrà emettere, “con modalità rapide e semplificate”, un bando per finanziare “progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rivolti in particolare alle piccole, medie e micro imprese” e “volti a sperimentare soluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale ispirati ai principi di responsabilità sociale delle imprese”.

Nella “nuova versione” del decreto Rilancio si pongono inoltre le basi per un accordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico con il settore della raffinazione e della bioraffinazione nel Mezzogiorno. Con lo scopo di “promuovere lo sviluppo industriale attraverso il mantenimento e l’aumento dell’occupazione, il miglioramento della qualità degli investimenti e l’adeguamento delle attività ai cambiamenti economici e sociali”, entro 30 giorni dalla conversione in legge del decreto dovrà nascere questa intesa per la “promozione degli investimenti per la realizzazione di iniziative volte agli obiettivi della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile“. Le iniziative dovranno usare parte delle risorse provenienti dalle accise e dall’Iva.

Viene eliminata la prima rata Imu del 2020 anche per gli immobili di categoria catastale D (cioè a destinazione produttiva o terziaria, come ad esempio le fabbriche) utilizzati dalle imprese che allestiscono strutture espositive “nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni“.

Rimanendo sempre in tema di tasse, viene disposto il rimborso da parte dei Comuni della tassa e del canone per l’occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche ai “titolari di concessioni o di autorizzazioni per l’esercizio del commercio su aree pubbliche”, che non sono più dovuti per il periodo che va dall’1 marzo 2020 al 30 aprile 2020. Inoltre, chi ha in concessione un posteggio per l’esercizio del commercio su aree pubbliche in scadenza entro il 31 dicembre prossimo (se esso non è già stato riassegnato) se lo vedrà rinnovare per 12 anni secondo principi che il Ministero dello Sviluppo Economico adotterà entro il 30 settembre 2020. Le Regioni possono inoltre dare ai Comuni la facoltà di assegnare su richiesta concessioni di posteggi liberi a chi è rimasto escluso dalla selezione.

Si interviene poi per agevolare la futura introduzione di misure di sostegno per le imprese del turismo. L’Istat dovrà infatti, entro 60 giorni dalla conversione in legge del decreto Rilancio, introdurre nel codice Ateco di ciascuna delle attività un ulteriore elemento che le riconduca alle “aree ad alta densità turistica”.

Arriva poi tutto un nuovo capitolo per il “rilancio produttivo e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura“. I datori di lavoro delle imprese di queste filiere (agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura) non dovranno versare i contributi previdenziali e assistenziali dovuti  tra l’1 gennaio 2020 e il 30 giugno 2020 (escluso il computo delle prestazioni pensionistiche): le modalità attuative arriveranno con decreto ministeriale entro 20 giorni dalla conversione in legge. Le filiere del settore zootecnico beneficeranno di aiuti diretti e misure di sostegno grazie a un “Fondo emergenziale per le filiere in crisi” da 90 milioni.

Cambia infine una misura introdotta con l’ultima legge di bilancio per l’avvio di iniziative da parte delle filiere agroalimentari dedicate al “finanziamento di iniziative finalizzate allo sviluppo di processi produttivi innovativi e dell’agricoltura di precisione o alla tracciabilità dei prodotti con tecnologie blockchain“. Il contributo a fondo perduto diventa di massimo 100.000 euro per l’80% delle spese ammissibili (prima si divideva tra 35% di fondo perduto e massimo 60% per mutui agevolati).

Per chi importa o commercia mascherine e dispositivi di protezione individuale arrivano “criteri semplificati di validazione”. Questi ultimi si potranno conoscere entro 10 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione e saranno fissati da appositi Comitati Tecnici, che ne monitoreranno anche il rispetto. Le Regioni conseguentemente stabiliranno come e a chi presentare la domanda di validazione di mascherine e dispositivi.

Si fissano infine dei paletti temporali per la costituzione della nuova Alitalia. Si fissa in 30 giorni dopo la costituzione della società il termine per presentare il “piano industriale di sviluppo e ampliamento dell’offerta, che include strategie strutturali di prodotto”. Il Piano sarà poi soggetto al parere motivato delle Commissioni competenti, da esprimere entro 30 giorni dalla data di assegnazione.

Le novità per i lavoratori

La principale novità per i lavoratori riguarda i congedi parentali con retribuzione al 50% per i dipendenti privati con figli fino a 12 anni. Il congedo può durare al massimo 30 giorni e vale dal 5 marzo al 31 agosto 2020. I periodi di congedo vanno utilizzati “in maniera alternata da entrambi i genitori lavoratori conviventi” e possono essere spesi “in forma giornaliera od oraria”.

Durante lo stato d’emergenza il diritto allo svolgimento del lavoro in modalità agile (o smart working) viene esteso “ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio” per motivi di età o per la condizione di rischio dovuta a immunodepressione, esiti di patologie oncologiche, svolgimento di terapie salvavita e “comorbalità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente”. La condizione è che lo smart working sia compatibile con le caratteristiche del lavoro svolto.

La scadenza dei contratti a tempo determinato (anche in somministrazione) e di apprendistato viene prolungata di un periodo pari alla sospensione dell’attività lavorativa avvenuta a causa dell’emergenza da Covid-19.

Per i lavoratori frontalieri residenti in Italia arrivano 6 milioni di euro che saranno erogati sotto forma di contributi, dedicati a Co.co.co., subordinati o Partite Iva “che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro frontaliero a decorrere dal 23 febbraio 2020” e che non possono beneficiare di Naspi, Dis-Coll e dei sostegni fissati dal Cura Italia (come il bonus 600 euro).

Per le “persone fisicamente impedite o comunque a mobilità ridotta” o quelle con patologie accertate (anche con un accompagnatore) che hanno la residenza nei capoluoghi di città metropolitane o province si stabilisce un “Buono Viaggio” da spendere per taxi e NCC. Il buono sarà valido dal 15 luglio al 31 dicembre 2020 e coprirà il 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 20 euro per ciascun viaggio.

Di seguito è possibile consultare e scaricare in PDF tutti gli emendamenti oggetto dell’articolo e i restanti (approvati dalla Commissione Bilancio venerdì 3 luglio, prima di trasmettere il testo del decreto Rilancio alla Camera).

Per conoscere gli altri emendamenti al decreto Rilancio dedicati a imprese e lavoratori, approvati nelle sedute precedenti della Commissione Bilancio, consulta l’articolo dedicato.

Ultimi Emendamenti approvati DL Rilancio

 

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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