Il 5G permetterà di rendere la manifattura più smart di quanto non sia oggi. Ne sono certi i manager e gli specialisti che in questi giorni, dal 23 al 26 settembre, si sono ritrovati a Shanghai per parlare di tecnologie e innovazione in occasione del Huawei Connect 2020, l’evento annuale nel quale il colosso tecnologico cinese presenta strategie e soluzioni dedicate all’intero settore ICT.

Quattro giornate dense di appuntamenti e speech dedicati anche al mondo delle imprese, della manifattura, e delle nuove e prossime reti 5G.

“Nella Trasformazione digitale la comunicazione è tutto”, taglia corto Jiang Wangcheng, presidente di Huawei ICT Solutions. “Per questo connessioni sempre più potenti ed efficienti sono alla base di ogni attività, possibilità e prospettiva”. Il manager di Huawei fa notare che “il 5G è la tecnologia di telecomunicazioni con cui si costruiscono le smart city, si connette l’Internet of Things, l’intelligenza artificiale muove le fabbriche del futuro, crescono le interfacce tra uomo e macchine. È la tecnologia che cambierà lo scenario industriale. Porterà una nuova Manifattura. In tutto il mondo”.

Sì, in tutto il mondo, ma oggi il ‘cuore’ dello sviluppo del 5G è proprio in Cina ed è proprio all’interno del colosso Huawei, che già da qualche anno ha preso la leadership nella corsa al 5G e ne detiene il primato del mercato. Non a caso, il presidente americano Donald Trump, paladino dello scontro tecnologico in atto tra Washington e Pechino, nel maggio 2019 ha emesso l’Executive order che ha chiuso a Huawei l’acquisto di tecnologia americana. In nome della sicurezza nazionale, sia sotto il profilo della cybersecurity sia sotto quello, più ampio, della tutela della competitività industriale.

Ma i cinesi non si fanno certo abbattere dal Tycoon statunitense, e lo hanno fatto ben capire anche dall’evento di Shanghai. Il presidente di Huawei ICT solutions ha rimarcato che “Industria, Sanità, istruzione, amministrazione pubblica funzionano e lavorano sempre più attraverso le risorse digitali, e in molti casi la connettività non è abbastanza. È solo il 5G ciò che renderà possibile far crescere e sviluppare ulteriormente l’evoluzione tecnologica”. Non cita il mondo della Difesa, ma il 5G avrà fondamentali sviluppi anche in ambito militare.

E guardando alle prospettive industriali, Wangcheng rimarca: “queste nuove e potenti connessioni saranno la base del lavoro e della fabbrica del futuro. Aziende e industrie devono rivedere i loro business, e i loro modelli di business. Devono riconsiderare e rinnovare i loro processi e protocolli operativi, perché le nuove opportunità aprono nuovi scenari. Vanno riviste e adeguate le basi produttive, e di funzionamento della Manifattura, in base ai nuovi paradigmi del 5G”. La macchine devono ‘parlare’ tra loro, i lavoratori devono imparare a lavorare in modo diverso, le nuove connessioni super veloci “possono migliorare le modalità di produzione, e l’efficienza dell’azienda”. E qui i manager di Huawei, e gli altri ospiti che si alternano sul palco dell’evento in diretta streaming, fanno riferimento a diversi casi concreti e case-history aziendali già avviate.

5G, intelligenza artificiale e cloud computing

Per esempio, nelle aziende manifatturiere operative anche 24 ore al giorno, 5G, intelligenza artificiale e cloud computing riducono le inefficienze, riducono i rischi di malfunzionamenti, errori, imprevisti, migliorano l’aggiornamento continuo della situazione, e l’approvvigionamento attraverso la supply chain. Che ‘ovviamente’ deve, o dovrebbe, stare al passo dell’evoluzione tecnologica, altrimenti un fornitore anziché un anello della catena di approvvigionamento diventa un collo di bottiglia, un freno alla velocità del business e della produzione.

Per fare un altro esempio pratico, un dirigente di un’azienda cliente di Huawei fa notare che “per svolgere le necessarie ispezioni in fabbrica, per controllare che tutto funzioni correttamente, oggi queste devono essere fatte due volte al giorno da un tecnico presente sul posto fisicamente. Mentre con il 5G basteranno pochi secondi“. O anche, in un altro caso, “la nostra azienda si occupa di scavi minerari, e nelle cave la sicurezza è fondamentale, tutti devono essere aggiornati in tempo reale su ogni attività e operazione. Con il 5G gli operatori sul campo saranno tutti interconnessi attraverso realtà virtuale e aumentata, collegati anche con chi sta da tutt’altra parte ma può lo stesso seguire i lavori a distanza”.

Il futuro della manifattura è flessibilità ed efficienza

È poi la volta dell’intervento di Yang Chaobin, presidente di Huawei Wireless Network Solutions, che ribadisce: “il futuro della Manifattura è la flessibilità e l’efficienza, che potranno aumentare in modo esponenziale con quelle che saranno le nuove applicazioni 5G e i nuovi strumenti abilitati dall’iper-connettività. Saranno i modelli di competenza distribuita, attraverso partnership commerciali e industriali, l’open innovation e la co-innovation gli strumenti che permetteranno di sfruttare al meglio le potenzialità di questa tecnologia”.

In Cina guardano al domani, “la conversione dalle connessioni online fisse al wireless sarà uno dei principali Trend dei prossimi anni”, e anche già a dopodomani, “nei prossimi 10 anni si passerà dallo standard 5G al 5.5G“, e le tecnologie continueranno a correre ad alta, altissima velocità.

I 5 settori che guideranno lo sviluppo tecnologico

Il tema principale del Huawei Connect 2020 è ‘Creare nuovo valore attraverso la sinergia tra cinque settori tecnologici’ perché sono cinque i settori in cui il colosso cinese concentrerà i propri progetti: reti, computing, Cloud, intelligenza artificiale, applicazioni industriali. Per quanto riguarda nuove reti, Huawei propone il concetto di connettività intelligente, con l’obiettivo di fornire una rete iper-automatizzata, che possa offrire un accesso gigabit onnipresente, nonché consentire aggiornamenti intelligenti dei principali sistemi aziendali di governi e aziende. Computing: Huawei si impegna a fornire ai propri clienti una potenza di elaborazione diversificata, separando il software dall’hardware per adattare il calcolo a seconda delle diverse esigenze di elaborazione. Servizi cloud: il gigante cinese ha implementato 23 aree cloud in tutto il mondo. Intelligenza artificiale: Huawei punta a integrarla all’interno dei principali sistemi di governi e aziende, utilizzando know-how e dati per stabilire le competenze di base dei sistemi basati sull’AI. E tutto ciò poi converge e si sviluppa all’interno di nuove applicazioni industriali.

Il fatto è che il 5G cinese ha ancora bisogno di componenti americane, in primo luogo nel segmento critico dei semiconduttori; ma, in generale, la dipendenza è reciproca, con componenti cinesi negli apparati statunitensi. La gara per tutte queste infrastrutture è una sfida a livello mondiale. Anche l’intelligenza artificiale, come il 5G, ha bisogno di un ecosistema nel quale espandersi grazie a standard che uniformino prodotti e mercati. E chi riuscirà a dettare gli standard internazionali per l’intelligenza artificiale e per il 5G sarà in vantaggio per la leadership globale.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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