Gli USA puntano su innovazione e tecnologie avanzate per proteggersi dalla concorrenza di Cina e Russia

Gli Stati Uniti pubblicano la strategia nazionale per le tecnologie avanzate, dove accusano la Cina di concorrenza sleale.

Promuovere lo sviluppo delle tecnologie avanzate critiche all’economia e alla sicurezza del Paese (C&ET, Critical and Emerging Technologies), salvaguardare la ricerca e le tecnologie innovative americane dalla “concorrenza sleale” di altri paesi (il riferimento è a Cina e Russia) e promuovere la posizione degli Stati Uniti come leader nella ricerca e nell’innovazione: sono questi gli obiettivi a cui punta la Strategia per la Sicurezza Nazionale (NSS), elaborata dal Consiglio Nazionale di Sicurezza (NSC) degli Stati Uniti.

La strategia si basa su due pilastri: promuovere la National Security Innovation Base (NSIB, Base per l’Innovazione della Sicurezza Nazionale) e proteggere il vantaggio tecnologico degli Stati Uniti relativo alle tecnologie C&ET: una lista di 20 tecnologie, tra cui advance manufacturing, advance computing, distributed ledger technolgies, artificial intelligence ed altre (indicate nell’allegato 1, “Annex 1” del documento, disponibile in PDF in fondo all’articolo).

Promuovere l’Innovazione della Sicurezza Nazionale

La National Security Innovation Base fa riferimento a tutta la rete di capacità, conoscenze e persone che trasforma idee in innovazioni e scoperte in prodotti commerciali di successo e in imprese.

In questo campo, la Strategia Nazionale americana ha individuato alcune azioni prioritarie:

  • sviluppare la forza lavoro più qualificata al mondo nel campo delle scienze e delle tecnologie;
  • attirare e conservare inventori e innovatori;
  • sfruttare il capitale privato e le competenze per costruire e innovare;
  • messa in campo rapida di invenzioni e innovazioni;
  • ridurre i regolamenti complessi,le politiche e i processi burocratici che inibiscono innovazione e crescita dell’industria;
  • guidare, a livello globale, lo sviluppo di norme tecnologiche, standard e modelli di governance che riflettono valori e interessi democratici;
  • Sostenere lo sviluppo di una solida NSIB, per includere istituzioni accademiche, laboratori,
    sostenere le infrastrutture, il finanziamento delle imprese e fornire sostegno alle imprese e all’industria;
  • aumentare l’importanza della ricerca e dello sviluppo (R&D) nel delineare il bilancio di governo;
  • sviluppare e adottare applicazioni tecnologia avanzata all’interno del governo e migliorare l’attrattività del governo come cliente del settore privato;
  • incoraggiare partenariati tra il settore pubblico e il privato;
  • collaborare con il settore privato per aumentare la consapevolezza del pubblico sulle tencologie emergenti considerate critiche per il Paese;
  • creare partnership durevoli e forti con paesi alleati che abbiano gli stessi valori;
  • incoraggiare i governi locali a prendere provvedimenti simili.

Proteggere il vantaggio nelle tecnologie avanzate

Il secondo pilastro della strategia americana mira a proteggere il vantaggio tecnologico del Paese, in particolar modo ad adottare misure che tutelino la proprietà intellettuale e le tecnologie americane dagli altri paesi e da tecniche di concorrenza sleale.

In questo ambito, la strategia raccomanda di intraprendere le seguenti azioni:

  • assicurare che i concorrenti non facciano uso di mezzi illeciti per acquisire le proprietà intellettuali, le ricerche o le tecnologie americane;
  • richiedere una progettazione della sicurezza nelle prime fasi dello sviluppo tecnologico e lavorare con alleati e partner per intraprendere azioni simili;
  • proteggere l’integrità dell’impresa di R&S attraverso la promozione della sicurezza della ricerca nelle istituzioni accademiche, nei laboratori e nell’ industria, bilanciando allo stesso tempo il valore del contributo estero;
  • assicurare che gli aspetti specifici delle tecnologie C&ET siano adeguatamente controllati ai sensi delle leggi e dei regolamenti sull’esportazione, così come ai sensi dei regimi sull’esportazione multilaterale;
  • Coinvolgere alleati e partner per sviluppare i loro processi propri simili a quelli eseguiti dal Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti;
  • Impegnarsi con il settore privato per beneficiare della sua conoscenza delle tecnologie C&ET e delle future vulnerabilità strategiche legate ad esse;
  • valutare le politiche, le capacità e le tendenze globali relative al settore S&T, e come queste possano influenzare o minare le strategie e i programmi americani;
  • garantire la sicurezza delle supply chain e incoraggiare alleati e partner per fare lo stesso;
  • comunicare ai principali stakeholder l’importanza di proteggere il vantaggio della tecnologia e di offrire assistenza pratica, quando possibile.

La minaccia russa e cinese

La strategia si riferisce nell’introduzione alle minacce che vengono dalla Cina, che sono di doppia natura: da un lato, infatti, la Cina vorrebbe affermarsi come leader nel settore delle scienze e delle technogie (S&T), dall’altra utilizzerebbe strategie mirate a inebolire gli Stati Uniti e i suoi alleati con tattiche di concorrenza sleale. Tattiche che includono il furto della tecnologia, non garantire la reciprocità degli accessi nei progetti di sviluppo e ricerca, costringere le compagnie a rivelare la propria proprietà intellettuale, minare il carattere libero ed equo dei mercati e promuovere pratiche autoritarie in contrasto con i principi democratici.

Accuse che vengono richiamate anche verso la Russia che, avendo a disposizione meno risorse della Cina, si starebbe concentrando sullo sviluppo di tecnologie ad utilizzo militare e con duplice uso.

Il documento

National-Strategy-for-CET

 

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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