La ricetta di Confindustria Lombardia e Assolombarda per uscire dalla crisi: “Puntare su Logistica 4.0 e modernizzare le infrastrutture del Paese”

Investire su una rete di infrastrutture moderna e accelerare la digitalizzazione e l’automazione dell’industria: sono queste due delle proposte elaborate da Confindustria Lombardia e Assolombarda, in collaborazione con l’Università Bocconi per rilanciare il settore manifatturiero lombardo, favorire la ripresa dell’occupazione dopo la crisi provocata dalla pandemia e per rendere le imprese lombarde più competitive nei mercati globali.

Il documento, realizzato sulla base di uno studio sullo sviluppo delle infrastrutture di trasporto curato dal Centro di Ricerca Geen dell’Università Bocconi, è stato presentato durante il convegno “Le prospettive della Lombardia nel contesto delle nuove Global Value Chains: gli sviluppi attesi nel settore delle infrastrutture di trasporto”, nell’ambito della World Manufacturing Week.

Le proposte

La linea proposta prevede interventi da realizzare in un’ottica decennale basati su elaborazioni numeriche e statistiche, a cui sono stati integrati gli spunti raccolti intervistando un panel di 19 imprese con sedi in Lombardia rappresentative della manifattura, del comparto trasporti e logistica, e della GDO (grande distribuzione organizzata).

La policy si basa su 5 linee di intervento:

  • Efficientamento della rete infrastrutturale attraverso lo sviluppo di moderne e resilienti reti infrastrutturali per i trasporti e la logistica, condizione necessaria per adattarsi in maniera tempestiva ed efficiente ai cambiamenti del contesto economico sociale e globale;
  • digitalizzazione e automazione per una Logistica 4.0 al fine di promuovere una maggiore integrazione tra i processi produttivi e distributivi, attraverso interventi a sostegno dell’automazione, della digitalizzazione e dell’ammodernamento dei magazzini, dei centri distributivi e delle aziende di trasporto;
  • valorizzazione della sostenibilità ambientale e sociale del settore del trasporto delle merci, con interventi volti a sostenere le politiche pubbliche a favore dell’intermodalità, snellire i vincoli di natura procedurale e autorizzativa, promuovere i percorsi formativi nel campo della logistica e dei trasporti, incentivare l’utilizzo di forme di trasporto più sostenibili e valorizzare i centri dedicati a Industria 4.0;
  • rafforzamento dell’internazionalizzazione per favorire le PMI del manifatturiero lombardo e il settore trasporto nazionale, attraverso interventi volti a promuovere la creazione di filiere integrate tra imprese manifatturiere e imprese di trasporto e per sostenere Competence Center in grado di ridurre le barriere tecniche e organizzative per accedere ad alcuni mercati chiave ad alto potenziale, anche attraverso la semplificazione e la digitalizzazione dei controlli;
  • semplificazione burocratica per il rilancio degli investimenti nelle infrastrutture per la logistica, con azioni mirate a superare gli ostacoli che frenano l’efficientamento dei centri intermodali, dei magazzini e delle infrastrutture e con interventi che promuovano la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure autorizzatorie richieste dalla Pubblica Amministrazione.

Bonometti: “Costi del non fare superiori a quelli degli investimenti”

Sull’importanza di investire sulle infrastrutture per il rilancio dell’occupazione e per dare spinta al manifatturerio (settore che si è dimostrato in questo periodo il vero traino dell’economia italiana), insiste Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia.

“Realizzare un sistema infrastrutturale moderno, adeguato ed efficiente incrementa la competitività del territorio al servizio delle imprese e migliora la qualità della vita delle persone: i costi del non realizzare le infrastrutture sono infinitamente superiori a quelli del farle. Si stima infatti che la mancata realizzazione delle infrastrutture strategiche in Italia, nel periodo 2015-2030 potrebbe generare 640 miliardi di euro di costi”, commenta.

Il Presidente di Confindustria Lombrdia ha ribadito, insieme ad Alessandro Spada (Presidente di Assolombarda) e al Prof. Oliviero Baccelli (dell’Università Bocconi) l’importanza di elaborare in tempi rapidi un progetto di politica industriale che punti alla modernizzazione e allo sviluppo in ottica sostenibile delle infrastrutture, sfruttando anche i fondi del Recovery Plan.

Un  piano di investimenti di cui beneficerà tutto il Paese

“La necessità di promuovere un salto di qualità dei servizi di trasporto e di logistica attraverso nuove infrastrutture e policy mirate nell’innovazione è una priorità non solo per la Lombardia ma per il Paese”, commenta Baccelli.

Il documento sottolinea, infatti, il ruolo chiave che delle imprese manifatturiere lombarde nell’economia nazionale: tra i dati citati spicca la crescita del PIL in Lombardia nel periodo 2010-2018, che è passato dal 38,8% al 44,4% (12 punti in più rispetto alla media nazionale).

Le imprese lombarde si distinguono anche per la loro capacità di coinvolgere anche le PMI regionali nelle catene globali del valore (il 71% del valore aggiunto delle esportazioni lombarde è prodotto internamente in Lombardia, contro il 66% la media italiana) e per la grande rilevanza del settore high e medium tech nel territorio (che costituisce il 44% del totale del valore aggiunto della manifattura lombarda).

Il documento

Qui di seguito potete leggere l’executive summary dello studio presentato da Confindustria Lombardia e  Assolombarda, realizzato sullo studio del Centro di Ricerca Geen dell’Università Bocconi, con i dettagli relativi alla strategia proposta e agli interventi sulle infrastrutture suggeriti (allegato 1).

Executive summary_GREEN Bocconi per Confindustria Lombardia e Assolombarda_DEF

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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