Chi sarà il prossimo ministro dello sviluppo economico? Ecco alcune suggestioni

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) nasce dall’unione del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato con il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, si occupa anche dei temi relativi all’energia e, fino alla recente riorganizzazione, gestiva anche il commercio con l’estero, ora appannaggio della Farnesina.

Facile quindi capire per quale motivo quella del titolare del Mise è una delle caselle chiave di qualsiasi nuovo governo. E lo è ancor più in un periodo in cui i settori presidiati, che sono il principale motore dell’economia del Paese, stanno attraversando la sfida della trasformazione digitale e verde che è l’oggetto principale delle attenzioni del Recovery plan (più precisamente, piano nazionale di ripresa e resilienza o PNRR).

Non è un caso, infatti, che al tempo in cui si pensava a una struttura piramidale per gestire la governance del piano da 209 miliardi, il ministro Stefano Patuanelli fosse, accanto al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, uno dei vertici della triade al comando.

Il prossimo governo guidato da Mario Draghi avrà il difficile compito di migliorare e completare (per qualcuno riscrivere) il piano di ripresa e resilienza e, naturalmente, anche di gestire le crisi aziendali e le politiche per lo sviluppo industriale.

C’è molta attesa, quindi, nel mondo delle imprese sul nome del ministro che dovrà raccogliere un’eredità pesante. Ricordiamo, infatti, che sullo scranno di ministro in via Veneto si sono seduti negli ultimi cinque anni tre pesi massimi come Carlo Calenda, Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli.

I nomi in lista

E allora lasciamo proviamo a vedere i nomi di chi potrebbe essere in lista per la guida del ministero di via Veneto.

Stefano Patuanelli. Un’opzione da non scartare, nel caso in cui il M5S dovesse appoggiare il nuovo esecutivo, è la conferma dell’attuale ministro. Che, avendo raccolto la difficile eredità della gestione Di Maio, non è dispiaciuto alle imprese. Le possibilità dell’ingegnere triestino sono però basse.

Carlo Calenda. Il leader di azione sarebbe accolto a braccia aperte dal mondo delle imprese, ma l’attuale posizione al parlamento europeo e la candidatura a sindaco della Capitale rendono questa suggestiva ipotesi poco probabile.

Paolo Romani e Corrado Passera sono altri due ex ministri dello Sviluppo Economico che potrebbero tornare, ma le probabilità sono bassissime per entrambi.

Stefano Firpo. L’ex dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico dell’era del piano Industria 4.0, attualmente in forze a Mediocredito, avrebbe tutte le carte in regola per guidare il ministero di via Veneto. Non è un nome caldo, ma l’ipotesi è suggestiva.

Massimo Garavaglia. Il nome giusto, se la Lega entrasse al Governo e a lei finisse la casella del Mise, sarebbe quello di Massimo Garavaglia. Anche qui però le possibilità sono basse.

Bruno Tabacci. Anche il navigato politico ex DC sarebbe una personalità compatibile con l’incarico.

Marco Bentivogli. Il nome dell’ex leader della FIM e coordinatore di Base è stato fatto sia per il ministero dello Sviluppo Economico sia per il Ministero del Lavoro.

Vittorio Colao. Autore dell’omonimo piano Colao, il dirigente d’azienda sarebbe in lista per la guida del Mise o del Ministero dell’Innovazione.

Altri nomi in lista sarebbero quelli di Enrico Letta, Enrico Giovannini e Franco Bernabè.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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