PNRR, giallo sulla sede del centro nazionale per l’Intelligenza Artificiale: sparisce il riferimento a Torino, l’ira degli industriali piemontesi

L’I3A, il futuro centro nazionale per l’intelligenza artificiale, potrebbe non avere più sede a Torino. Scriviamo potrebbe perché la situazione assume i contorni del giallo. Che cosa è accaduto?

Nell’ultima versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – la prima elaborata dal Governo Draghi – mentre Napoli e Milano sono esplicitamente citate come sedi rispettivamente del centro per l’AgriTech e per il FinTech, del capoluogo piemontese come sede del Centro per l’Intelligenza Artificiale semplicemente non c’è menzione. Un’assenza sospetta, che ha scatenato le ire di Giorgio Marsiaj, Presidente dell’Unione Industriali di Torino. Marsiaj ora chiede chiarezza sulla scelta della città come sede principale del prestigioso istituto.

L’antefatto: Torino scelta dal Governo Conte II

A settembre Palazzo Chigi, allora sede del Governo Conte II, aveva comunicato ufficialmente con una nota che Torino sarebbe stata sede dell’I3A. Il centro, pensato come un punto di riferimento nazionale e non solo per l’intelligenza artificiale, avrà il compito di coltivare competenze e incubare innovazione, attrarre cervelli, fare ricerca. Il comunicato motivava la scelta della città in un’ottica strategica volta a rafforzare l’asse nord-ovest del Paese, rafforzando Torino e Milano come poli trainanti per lo sviluppo economico del Paese. Nella stessa direzione andava la proposta di candidare Milano come sede del Tribunale unificato dei brevetti.

Ospitare l’I3A per una città è una ghiotta occasione: significa avere certamente il prestigio di essere sede di un centro d’eccellenza, con ricadute positive a livello reputazionale e di relazioni, ma a livello più pratico vuol dire anche portare più lavoro e opportunità sul proprio territorio. Nelle previsioni del Governo, l’I3A conterebbe su un organico di circa un migliaio di persone e con un budget annuale di 80 milioni di euro, nell’hub centrale di Torino l’organico previsto sarebbe stato di seicento persone occupate. Inoltre, l’istituto avrebbe coinvolto i settori industriali del territorio, come il manifatturiero e l’automotive, fungendo ulteriormente da leva per lo sviluppo non solo nazionale ma anche locale. Insomma, un treno da non perdere.

La scelta di Torino come sede del centro era stata poi confermata nell’ultima bozza di PNRR trasmesso dal Governo Conte II al Parlamento.

Qui, nel secondo intervento della componente Dalla ricerca all’impresa (M4C2, intervento 2) si riportavano esplicitamente Napoli e Milano come sedi del centro per l’AgriTech e per il FinTech e Torino come sede del Centro per l’Intelligenza Artificiale

Cosa dice il PNRR di Draghi

Ma con il cambio di Governo e la nuova bozza del PNRR, che dovrà diventare definitiva ed essere consegnata all’Europa entro il 30 aprile per poter ottenere i fondi stanziati nell’ambito del piano NextGeneration UE per la ripresa dopo la batosta della pandemia, l’amara sorpresa per i Torinesi. La città non è più citata come sede del centro, a differenza di Napoli e Milano che sono confermate esplicitamente come location dei centri nazionali dedicati rispettivamente all’AgriTech e al FinTech.

Marsiaj: “Se fosse vero sarebbe un fatto gravissimo”

La lettura della bozza del PNRR ha suscitato amarezza in Marsiaj, che da subito si era espresso con entusiasmo nei confronti della scelta di Torino come sede dell’istituto.

Il presidente degli industriali torinesi chiede chiarimenti: “Siamo molto preoccupati che corrispondano al vero le voci secondo cui nel PNRR in corso di elaborazione, Torino non sia più indicata come sede principale dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale. Questo ruolo le era stato assegnato il 3 settembre scorso dal Governo Conte, che ne aveva data ampia comunicazione, ed era stato confermato dal Ministero dello Sviluppo Economico a metà novembre 2020”.

Marsiaj ha sottolineato che “se le voci che circolano fossero vere, sarebbe un fatto gravissimo che toglierebbe al nostro territorio una fondamentale opportunità di crescita, oltre che costituire una promessa mancata di cui non capiamo le motivazioni. Mi auguro che siano rispettati gli impegni presi e che, nel PNRR definitivo, alla nostra città sia confermato il ruolo che le era stato attribuito di Hub centrale dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale”.

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Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

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