Decreto Sostegni bis, anche le grandi aziende potranno sfruttare in un solo anno il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali

Cade il limite dei 5 milioni di fatturato previsto dalla legge di bilancio per poter fruire in un’unica quota, anziché tre,  il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali non 4.0.

Lo prevede un articolo presente nel testo del Decreto legge recante “misure urgenti per il sostegno alle imprese, al lavoro e alle professioni, per la liquidità, la salute e i servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”, il cosiddetto Decreto Sostegni bis, che sarà approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

Nessuna novità, invece, sulla questione della possibilità di cessione del credito d’imposta, sulla quale sono ancora in corso interlocuzioni tra la politica, la Ragioneria dello Stato e l’Eurostat.

Il credito d’imposta previsto dalla legge di bilancio

L’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 prevede un credito d’imposta per le aziende che acquistano beni strumentali.

Per i beni strumentali 4.0 il credito d’imposta è riservato alle sole imprese e offre un incentivo gli acquisti effettuati entro il 31/12/2021 o il 30/06/2022 in caso di acconto del 20% versato entro il 2021 nelle seguenti misure

  • 50% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 30% da 2,5 a 10 milioni
  • 10% da 10 a 20 milioni

L’anno successivo le aliquote si riducono così

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 20% da 2,5 a 10 milioni
  • 10% da 10 a 20 milioni

Questo credito d’imposta va fruito in 3 anni, indipendentemente dalle dimensioni aziendali. Su questo non ci sono novità.

Per i beni strumentali semplici (cioè non 4.0), il credito d’imposta è riconosciuto ad aziende, ma anche a professionisti e titolari di partita IVA che acquistano beni strumentali.

L’incentivo per gli acquisti effettuati entro il 31/12/2021, o entro il 30/06/2022 in caso di acconto del 20% versato entro il 2021, è pari al 10%. Per l’anno seguente l’aliquota scende al 6%.

Questo credito d’imposta va fruito in 3 anni, ma già la legge di bilancio prevedeva che le aziende con fatturato inferiore a 5 milioni possono fruirlo in un’unica quota già nel 2021.

La novità introdotta con il decreto Sostegni bis consente invece anche alle aziende con un volume di ricavi o compensi pari o superiore a 5 milioni di euro di fruire del credito d’imposta in un’unica soluzione.

Il testo dell’articolo 20

(Modifiche alla disciplina del credito d’imposta per beni strumentali nuovi)

All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, dopo il comma 1059, è aggiunto il seguente:

“1059-bis. Per gli investimenti in beni strumentali materiali diversi da quelli indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spettante ai sensi del comma 1054 ai soggetti con un volume di ricavi o compensi non inferiori a 5 milioni di euro è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale.”.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

7 thoughts on “Decreto Sostegni bis, anche le grandi aziende potranno sfruttare in un solo anno il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali

  • Ciao Franco. Mi è venuto adesso un dubbio . Se una grande impresa esaurisce il plafond di 20 milioni di euro per investimenti 4.0, potrebbe, per altri 2 milioni, nel 2021 usufruire di un 10% (prima mi sembra fosse il 6%) per altre attrezzature che ad es. non sono 4.0 perchè non rispettano qualcuna delle caratteristiche obbligatorie? Tra le altre cose non vi è perizia da allegare e quindi alcun esame da fare. Basta che siano strumentali

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  • un bene per rientrare nell’all. A , oltre ad appartenere ad una delle categorie riportate (produzione, qualità, impianti), deve avere anche delle caratteristiche (le famose 5+2) tra cui l’interconnessione. Se ne manca una o ad es. non è interconnessa (ad es. è solo collegata ad un PC e non al sistema gestionale della fabbrica) , automaticamente non fa parte dell’allegato A e quindi non agevolabile con il credito a scaglione sino ai 20 milioni ma si potrebbe portare a credito d’imposta con la modifica dell’art. 20 del DL 73 (unica soluzione e fatturato superiore anche a 5 milioni) senza alcuna perizia sino ad un totale annuale di 2 milioni. Corretto o sto semplificando un pò troppo?

    Risposta
    • Non stai semplificando, è così: tutti i beni strumentali, dalla scrivania al tornio, rientrano nel credito d’imposta al 10% con massimale 2 milioni. Se invece il bene strumentale rispecchia condizioni e requisiti, allora rientra nell’altro, più conveniente incentivo, che ha le sue regole, le sue aliquote e i suoi massimali. Un’unica nota, perché immagino dove vuoi andare a parare 🙂 Mentre per il vecchio sistema degli ammortamenti era possibile iniziare col super e passare all’iper dopo l’interconnessione, lo stesso procedimento non è affatto detto che si possa fare con il sistema dei crediti d’imposta. Quindi se pensi che il tuo bene possa essere 4.0, aspetterei prima di iniziare a prendere i primi 200 mila euro.

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  • In realtà non ho questo problema perchè come 4.0 arrivo senza stress ai i 20 milioni limite. Mi rimanevano diverse attrezzature che ho escluso perchè poco convinto sui loro requisiti 4.0. oltre al fatto già di raggiungere il budget disponibile. A questo punto, ci lavoro al contrario: dimostro che non sono 4.0 ed uso l’agevolazione adesso possibile raschiando il barile visto che chissà quando si chiarirà operativamente il PNRR, forse a fine anno

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