Contratti di sviluppo, dal 20 settembre le nuove domande per le agevolazioni

A partire da lunedì 20 settembre le imprese potranno presentare nuovamente le domande per richiedere gli incentivi previsti dai nuovi Contratti di sviluppo: è quanto stabilisce il decreto direttoriale emanato dal Ministero dello Sviluppo economico.

Tra le novità introdotte vi è la clausola per quelle imprese che si impegneranno, nel caso di un incremento occupazionale delle loro attività, ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Ministero.

Il Contratto di sviluppo, introdotto nell’ordinamento dall’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, ed operativo dal 2011, rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni.


La normativa che regola lo strumento ha subito, nel corso degli anni, sostanziali modifiche. Il nuovo decreto direttoriale del Ministero dello Sviluppo economico stabilisce la riapertura dei termini di presentazione delle domande da parte delle imprese a partire dalle ore 12 del 20 settembre 2021, dopo la chiusura predisposta da un altro decreto direttoriale approvato lo scorso 4 agosto.

Contratti di sviluppo, come accedere alle agevolazioni

I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili).

Il programma di sviluppo può, altresì, essere realizzato in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete, come stabilito all’art. 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5.

Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

  • soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del programma medesimo
  • imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa.

Le domande possono essere presentate esclusivamente online, sulla piattaforma dedicata. Una volta effettuata la registrazione alla piattaforma, l’impresa (o la rete di imprese) proponente potrà presentare domanda online attraverso il suo rappresentante legale o un procuratore speciale.

Le domande devono essere inviate tramite apposito modulo (disponibile presso la sezione riservata della piattaforma) compilato digitalmente e inviato all‘indirizzo PEC cds2015@pec.invitalia.it, indicando nell’oggetto della mail il numero di protocollo generato dalla piattaforma al momento della presentazione della domanda.

I programmi agevolabili

I contratti di sviluppo hanno ad oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese, di uno dei piani di sviluppo stabiliti dall’art. 4 del decreto del 9 dicembre 2014, vale a dire:

  • programma di sviluppo industriale, che e deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento ed, eventualmente, progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali
  • un programma di sviluppo per la tutela dell’ambiente, che deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti per la tutela ambientale ed, eventualmente, progetti di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione all’obiettivo di salvaguardia ambientale del programma
  • programma di sviluppo di attività turistiche, che deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva ed, eventualmente, delle attività integrative, dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico e, per un importo non superiore al 20% del totale degli investimenti da realizzare, delle attività commerciali, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento ed, eventualmente, progetti di innovazione dell’organizzazione o innovazione di processo, strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento.

Le spese agevolabili

Le spese agevolabili sono indicate nel Titoli II, III e IV del decreto del 9 dicembre 2014 e riguardano:

  •  spese relative all’acquisto del suolo aziendale, nella misura massima del 10% dell’investimento complessivo ammissibile del progetto
  • opere murarie e assimilate (massimo 40% dell’investimento complessivo)
  • infrastrutture specifiche aziendali
  • macchinari, impianti e attrezzature, o anche i beni necessari all’attività amministrativa dell’impresa nonché i
    mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni
  • Programmi informatici brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate. I programmi informatici devono essere commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa. I brevetti, le licenze, il know-how e le conoscenze tecniche non brevettate devono riguardare nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, e sono ammissibili solo per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva interessata dal progetto. Per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili fino al 50% dell’investimento complessivo ammissibile
  • Spese per consulenze, per le sole PMI e nella misura di misura massima del 4% delle spese per l’investimento complessivo

Per quanto riguarda le spese per i progetti di ricerca (Titolo III del decreto del 2014), sono agevolabili le spese relative al personale, strumenti e attrezzature. Sono inoltre agevolabili  le spese relative all’acquisizione o all’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, nonché i costi per i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati esclusivamente per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo.

Infine, rientrano nelle spese agevolabili per i progetti di ricerca le spese relative ai materiali e le spese generali derivanti direttamente dal progetto di ricerca e sviluppo, imputate con calcolo pro rata sulla base del rapporto tra il valore complessivo delle spese generali e il valore complessivo delle spese del personale dell’impresa.

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, ma qualora il programma riguardi esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli l’importo non deve essere inferiore a 7,5 milioni di euro.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse (anche in combinazione tra loro) sotto forma di finanziamento agevolato –  nei limiti del 75% delle spese ammissibili – con contributo in conto interessi, contributo in conto impianti 0 contributo diretto alla spesa.

L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, è determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa, fermo restando che l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nell’ambito della fase di negoziazione.

Le domande verranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione e l’Agenzia entro 120 giorni dalla presentazione della domanda procederà alla fase istruttoria, anche mediante una fase di negoziazione con il soggetto proponente, secondo i criteri citati all’art.9, comma 4 del decreto del 9 dicembre 2014.

In caso di esito positivo, con il decreto firmato dal Ministro Giorgetti i soggetti beneficiari si impegnano, nel caso di incremento occupazionale, a privilegiare l’assunzione di lavoratori che ricevono sostegno del reddito o che risultino disoccupati in seguito a procedure di licenziamento collettivo o dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico.

Invitalia, ente gestore,  valuta anche la possibile capacità del programma di sviluppo proposto di consentire la salvaguardia dei lavoratori di aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il
Ministero dello sviluppo economico.

Questa valutazione può essere effettuata per le nuove istanze di Accordo di sviluppo e per le istanze per le quali non sono già state trasmesse le valutazioni istruttorie di competenza.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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