La robotica italiana fa il pieno di “sì” a Italia’s Got Talent

Alla fine BluEgo e AlterEgo, i due robottini umanoidi dell’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, hanno fatto l’en plein e si è si è aggiudicato ben cinque “sì” della giuria di Italia’s Got Talent, il programma in onda su Sky che giudica il talento dei concorrenti.

E in effetti i due robot sviluppati dal gruppo Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation dell’IIT, coordinato da Antonio Bicchi, di talento ne hanno da vendere.

Nei 100 secondi canonici della prova, infatti, i due “avatar” teleguidati in realtà virtuale da due ricercatori dell’Istituto, Grazia Zambelli e Gianluca Lentini, si sono sfidati nell’apertura di un portellone che conteneva un mezzo di rose da donare alla conduttrice.

La vittoria, per la cronaca, è andata al robottino blu, ma questo naturalmente importa poco. L’esibizione è invece stata una buona occasione per dimostrare a un pubblico molto vasto lo stato dell’arte della robotica e le opportunità che questa tecnologia può offrire. 

Sul palco di Italia’s Got Talent, infatti, Manuel Catalano e Maria Fossati, rispettivamente ricercatore e designer dell’Istituto Italiano di Tecnologia, hanno spiegato le opportunità che i robot “AlterEgo” – questo il nome ufficiale del progetto – possono offrire per aiutare o sostituire l’uomo, operando da remoto, in operazioni pericolose come il sopralluogo di edifici fortemente danneggiati dopo un terremoto, ma anche nelle corsie di ospedale, o in ambienti domestici.

Ma l’esibizione in un contesto così popolare è stata anche un modo di rendere più popolare una tecnologia troppo spesso associata solo al duello con l’uomo per la lotta all’occupazione.

AlterEgo è stato sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dal Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. Si tratta di un robot avatar, comandato a distanza, che si comporta come un alter ego degli umani per portare assistenza in remoto, per esempio in periodi come questi in cui l’essere vicini ci espone al rischio di contagio, o per esplorare territori pericolosi, come luoghi colpiti da terremoti. 

AlterEgo è un umanoide telecomandato da un operatore che grazie a dispositivi di controllo immersivi (come un visore e un joystick) riesce a vedere attraverso gli occhi del robot e a utilizzarne le mani poli-articolate.

Il robot si muove su ruote, è alto circa 140 cm e per interfacciarsi con il mondo utilizza le mani robotiche SoftHand (che Maria Fossati contribuisce a progettare e a testare), in grado di aprire maniglie e prendere oggetti attraverso controlli molto semplici e grazie all’applicazione dei principi della Soft Robotics. Non è un caso che ai quattro membri della giuria di Italia’s Got Talent fosse affiancata, in quel momento, l’atleta paralimpica Bebe Vio.

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Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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