Sick festeggia 25 anni di innovazione in Italia (e 75 nel mondo) e supera i 100 milioni di fatturato

Festeggiare i 25 anni di storia è un traguardo sempre meno scontato per un’azienda oggi. Farlo sotto l’ala protettrice di una casa madre che ne ha da poco celebrati 75 lo è ancor meno.

Vantare, in tutto questo, performance di crescita e ambiziosi obiettivi di fatturato raggiunti sono la ciliegina sulla torta. La filiale italiana del gruppo tedesco Sick AG, realtà globale da 10mila dipendenti, oltre 50 filiali, 1,7 miliardi di euro di fatturato (dato 2020) e 3.500 brevetti, specializzata nella produzione e fornitura di tecnologie e applicazioni all’avanguardia per una gestione efficiente dei processi, in particolare nel campo dei sensori industriali, realizza in pieno tutte queste condizioni.

Un percorso di rinnovamento per la sede italiana

Sick si trova letteralmente all’apice di un percorso rinnovato solo tre anni fa con il riassetto di gruppo. Nel mese di maggio del 2018, Sick AG annunciava infatti la riorganizzazione della sua struttura territoriale italiana, affidandone la guida, a partire dal 1° luglio 2018, all’allora Marketing Director Massimo Azzerri e al Sales Manager Factory Automation Costantino Ghigliotti, chiamati a raccogliere l’eredità di Giovanni Gatto (in foto i tre alla fiera SPS Italia 2018).

Da sinistra a destra: Massimo Azzerri, Giovanni Gatto, Costantino Ghigliotti

L’identità aziendale è stata profondamente ridefinita e i risultati non hanno tardato ad arrivare: “Abbiamo raggiunto i 100 milioni di euro di fatturato che ci eravamo prefissati e continueremo a guardare alle sfide del futuro. Sempre con la massima attenzione alla sensibilità ambientale e alla sostenibilità”, hanno detto Azzerri e Ghigliotti.

“Per arrivare a questo risultato, che per noi rappresentava una soglia psicologica, avevamo definito una serie di cambiamenti, con nuovi dipartimenti aziendali e una struttura solida ma flessibile, idonea a cogliere diverse opportunità e pronta alla crescita”, aggiunge Ghigliotti. “Abbiamo fatto le scelte giuste? Di certo la pandemia ha rivoluzionato tutto il contesto, ma noi non saremmo arrivati dove siamo, se non avessimo potuto far tesoro delle azioni messe in atto a livello formativo, organizzativo e di mindset aziendale. Se oggi guardiamo alla nuova normalità con uno sguardo di sfida, è perché abbiamo lavorato anche su noi stessi, non ultimo con la certificazione ISO 9001, e rinnovandoci dal profondo”.

Azzerri ripercorre questo ultimo periodo con la stessa convinzione: “L’azienda è cresciuta ed oggi conta oltre 130 dipendenti; il merito della nostra efficienza operativa sta nella riorganizzazione per processi, anche a livello di competenze. Abbiamo traghettato Sick verso nuovi business, dalla semplice vendita di componenti alla proposta di soluzioni e al project management. In altre parole, ci siamo dati un volto nuovo agli occhi dei nostri clienti. E questa sarà la base di partenza per le sfide del futuro”.

“Il mondo dell’automazione di processo è in continuo divenire – fa notare Azzerri -. Oggi il comparto vede cambiare molte normative, destinate ad obbligare i player a rispettare standard sempre più stringenti in termini di emissioni. Che cosa attendersi? Per noi è una grande opportunità. Sick non è solo costruttore di sensori fotoelettrici, ma anche inventore di sensori per il controllo delle emissioni: ecco perché ci vediamo in prima fila in questo mondo sempre più attento al tema della sostenibilità ambientale”.

Un’attenzione particolare alle politiche ESG

“In realtà – puntualizza Ghigliotti – quella di Sick per l’ambiente è una sensibilità innata. L’azienda ha sempre avuto un occhio di riguardo a questo tema. Sviluppando 50 anni fa tecnologie che oggi sono di grande attualità, il nostro fondatore non solo si è dimostrato molto lungimirante, ma ha anche posto le basi di una cultura aziendale che si è rafforzata nel tempo e che ora si rivela sempre più preziosa”.

Un tale patrimonio è certamente una carta vincente. “La pandemia ha avuto un forte impatto sul nostro modo di lavorare – afferma Azzerri -. Ci ha costretti a vivere situazioni cui non avevamo pensato, ma ci ha anche posti di fronte a contesti di business nuovi, che avevamo avuto appena il tempo di percepire. Il risultato per noi è stato estremamente motivante: il bisogno crescente di maggior efficienza nella gestione degli impianti, la necessità di simulazioni virtuali, l’esigenza di interventi veloci ed efficaci da remoto, tutto per noi ha rappresentato una sfida da vincere. Insomma, oggi l’utente finale sta diventando sempre più sofisticato e noi dobbiamo essere sempre più in grado di anticipare questi bisogni”.

“La pandemia ha rappresentato anche un’importante occasione di business – aggiunge Ghigliotti -. L’emergenza ci ha per esempio consentito di triplicare il numero di clienti che acquistavano Sick attraverso e-commerce. E in un certo modo, ci ha costretti a rivedere storiche convinzioni sul modo di interfacciarci al cliente B2B, che, per la prima volta, abbiamo capito non necessita obbligatoriamente di un contatto de visu”.

Un domani “che non ci spaventa”

Quel che emerge da 25 anni di storia, un riassetto generale e una pandemia globale è che la sede italiana di Sick è una macchina proiettata costantemente al futuro. Il domani? Costantino Ghigliotti ne è certo: “La flessibilità che già ci contraddistingue aumenterà su una solida base fatta di competenze, organizzazione e stabilità finanziaria – chiarisce -. Vogliamo crescere e affrontare nuove sfide, e non ne siamo per nulla spaventati. Ma il requisito è uno solo: dovremo avere la capacità di metterci costantemente in discussione”.

“Dovremo essere sempre più dei “sensori” sul mercato, per intercettare le vere esigenze dei clienti – conclude Azzerri -. Lavoreremo sulla nostra capacità di individuare i bisogni che cambieranno, di adattarci ai nuovi contesti e di fornire soluzioni basate sulle tecnologie che abbiamo a disposizione. Con tutti questi ingredienti, vinceremo la sfida di questo mondo in costante cambiamento”.

 

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Innovation Post

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