Lean Experience Factory 4.0: dal LEF un modello di innovazione nel Nord-Est per aiutare le imprese a crescere in efficienza

Supportare le imprese nel guadagnare e aumentare efficienza. La Lean Experience Factory 4.0 (o LEF) è nata 11 anni fa a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone , con questo obiettivo primario.

Nasce innanzitutto come scuola Lean management per fornire supporto alle imprese che si trovano ad affrontare progetti di trasformazione o per affrontare nuove sfide di mercato.

E oggi che lo scenario internazionale, i mercati e le tecnologie sono cambiati parecchio da allora, la bussola per le imprese “è ancora di più l’innovazione, la transizione digitale ed ecologica”, rimarca Marco Olivotto, direttore generale LEF, “ma per realizzarle concretamente bisogna toccare con mano le opportunità tecnologiche, trasformare un’azienda poco evoluta in una smart factory, ed è ciò che in LEF abbiamo fatto in questo decennio, per poi aiutare le altre imprese a fare altrettanto”.

Perché “se quella dell’innovazione è chiaramente la strada da seguire, non sempre è semplice sapere come imboccarla e in quale direzione percorrerla”, rileva il manager, “né tantomeno comprendere come superare la difficoltà che si possono incontrare”.

L’esperienza LEF è un utile riferimento, in quanto futuristica, ma reale, azienda-modello, in cui il mondo manifatturiero può toccare con mano i benefici del Digitale, e può sperimentare e sviluppare soluzioni innovative”.

In questi anni il LEF – che nell’ambito delle esercitazioni previste nelle attività di formazione esperienziale progetta, produce e “vende” compressori per frigoriferi domestici, dando corpo a una visione di azienda modello che ricopre tutta la catena del valore –, “è passata dall’essere una fabbrica modello a essere un’azienda modello, che è un cambio di concezione molto importante”, fa notare Olivotto. Che spiega: “prima abbiamo affrontato la trasformazione organizzativa, e poi la trasformazione digitale, lungo l’intera catena del valore”.

Lean Experience Factory 4.0 è nata nel 2011 come risposta alla crisi degli anni precedenti da una joint-venture tra Confindustria Alto Adriatico e McKinsey, Unindustria Pordenone, CCIAA Pordenone, Confindustria Udine, ed è inserita nel network internazionale di fabbriche modello McKinsey.

Modelli organizzativi e produttivi ‘leggeri’

In particolare, il LEF prende vita anche come risposta strutturale a un periodo di difficoltà del territorio di Pordenone, che nel 2009 entra in una situazione di crisi che colpisce in particolare la sua tradizionale vocazione manifatturiera.

Unindustria decide di affrontare questa situazione “mettendo a disposizione delle imprese locali nuove competenze per restituire e recuperare competitività alle imprese, e punta sulla creazione di un centro dedicato alla ‘Lean’ per indirizzare l’evoluzione delle imprese verso modelli organizzativi e produttivi ‘leggeri’ ed efficienti”, sottolinea il direttore generale dell’azienda.

Da questa volontà è nata la collaborazione con la società di consulenza McKinsey & Company e nel giugno 2011 viene inaugurata la prima fabbrica modello italiana che si presenta come un “generatore di impatto per i clienti e scuola professionale per far crescere talenti”.

Spingere le imprese fuori dalla crisi pandemica

In questo decennio LEF si è consolidata, sta centrando l’obiettivo di rappresentare un modello di innovazione per le imprese del Nord-Est, e non solo, ma allo stesso tempo il clima di difficoltà per l’economia non è passato, resta attuale anche se per ragioni diverse rispetto al passato.

Per spingere le imprese fuori dalla crisi provocata dalla pandemia mondiale degli ultimi due anni, l’Unione Europea ha avviato il piano Next generation EU, che vale complessivamente 750 miliardi di euro. I fondi destinati ai singoli Stati e piani nazionali hanno il vincolo di essere dedicati per almeno il 37% del totale alla transizione verde, e per il 20% almeno alla transizione digitale.

In questo quadro, sono stati assegnati all’Italia 191,5 miliardi del Recovery Fund, a cui ne ha aggiunti 30,6 del Fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio, per un totale di circa 222 miliardi da spendere e investire in innovazione, articolati in 6 missioni e macro-aree.

La strada indicata dal LEF

Negli scenari di mercato odierni, così complessi e sfidanti, il successo di un percorso di innovazione è un gioco di squadra, nel quale conta la collaborazione tra tutti i soggetti che possono supportare la trasformazione digitale di un’impresa.  Una delle aziende presenti nell’ “ecosistema” LEF è Oracle, che tramite il partner Alfa Sistemi mette in campo le sue soluzioni cloud per creare interconnessione tra i diversi sistemi che convergono sull’ambiente di fabbrica, unendo in un flusso di informazioni disponibili per l’operatività e i processi decisionali aspetti quali la gestione aziendale, (ERP), il finance, la catena di approvvigionamento ecc.

“Quello attuale è un periodo per certi versi difficile, e per altri entusiasmante e promettente”, fa notare Simone Marchetti, manager e specialista di innovazione in Oracle, “le opportunità per crescere e fare bene non mancano, per questo sono preziosi modelli di efficienza come quello rappresentato dal LEF”.

Marchetti fa poi subito una considerazione di carattere tecnologico: “prendiamo ad esempio le soluzioni Cloud: rappresentano un’importante risorsa, ma che va prima conosciuta e maneggiata in maniera adeguata, perché consentono alle aziende di fare innovazione senza dover necessariamente dover investire capitali ingenti, e poi permettono in breve tempo di capire se quel tipo di innovazione è proficua e profittevole per l’azienda, dato che nell’Industria 4.0 non ci sono soluzioni che vanno bene per tutti”.

Fare crescere capacità di innovazione e reazione

Globalizzazione, digitalizzazione, concorrenza dei Paesi low cost, nuovi mercati e nuovi modelli di business: “per rispondere a questa nuova richiesta di competitività le imprese hanno bisogno di far crescere la propria capacità di innovazione e reazione e hanno bisogno di testare rapidamente le idee e i progetti prima di portarle in produzione”, sottolinea lo specialista di Oracle.

Lean management e Lean production consentono di agire contemporaneamente sul sistema operativo aziendale, sui processi e flussi di materiali e informazioni; sul sistema di monitoraggio dei risultati; e anche sulla cultura, sulla mentalità e sui comportamenti dei lavoratori. “Queste leve di sviluppo stanno alla base dei processi di miglioramento continuo”, sottolinea Marchetti, “sia in termini di efficienza come riduzione degli sprechi, sia come definizione e raggiungimento di nuovi obiettivi in termini di qualità, flessibilità, pianificazione, coinvolgimento di clienti e fornitori”.

Il video

Qui è possibile vedere il webinar da cui sono stati tratti questi spunti, ma soprattutto vivere l’esperienza di una immersione virtuale nello shopfloor del LEF

Guarda il webinar on demand

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Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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