ABB lancia un nuovo robot depallettizzatore

ABB lancia una nuova soluzione per gestire attività di depallettizzazione complesse nei settori della logistica, dell’e-commerce, della sanità e del largo consumo: si tratta di ABB Robotic Depalletizer, soluzione che sfrutta un software di visione industriale per analizzare velocemente un’ampia gamma di colli, consentendo ai clienti di elaborare in maniera efficiente carichi assortiti con un impegno di progettazione minimo e tempi di configurazione brevi.

Una soluzione che cerca di rispondere alle esigenze delle aziende che si devono confrontare con settori che stanno attraversando profonde trasformazioni, con l’ampliamento dei nuovi canali di vendita, quali commercio omnicanale, vendita diretta al consumatore (D2C) ed e-commerce.

Canali che, a loro volta, alimentano la necessità di infrastrutture più flessibili ed efficienti per l’evasione degli ordini e la distribuzione. A questi bisogni risponde la nuova soluzione di ABB, come spiega Marc Segura, Presidente della Robotics Division dell’azienda.

“Grazie alla sua capacità di depallettizzare colli accatastati nei modi più svariati, su pallet singoli o misti, Robotic Depalletizer di ABB risponde a queste esigenze, consentendo una movimentazione più veloce e precisa di un’ampia gamma di merci, pronte per essere avviate alla fase successiva del processo di distribuzione”.

Non solo le operazioni di depallettizzazione stanno diventando più complesse a causa della crescente varietà di composizione e configurazione dei pallett, ma si tratta di attività finora svolte manualmente che comportano una rotazione elevata di personale e maggiori costi di selezione e assunzione.

Robotic Depalletizer di ABB risolve questi problemi utilizzando algoritmi avanzati di machine vision e machine learning per gestire in modo veloce ed efficiente pallet alti fino a 2,8 metri, unica soluzione attualmente in grado di operare a queste altezze.

Il software di Robotic Depalletizer sfrutta le informazioni raccolte dal sensore di visione per indicare al robot il punto di presa più idoneo per ogni collo. Il robot afferra quindi la scatola (che può pesare fino a 30 kg) e la posiziona su un altro pallet o su un nastro di trasporto. La velocità e la precisione del sistema consentono di operare a velocità massime di 650 cicli all’ora, 24 ore al giorno.

Il sensore di visione consente al robot di riconoscere specifiche scatole di cartone presenti sui pallet, effettuando così una depallettizzazione affidabile di diverse tipologie di carico: pallet con un unico tipo di scatole impilate a strati definiti, pallet “arlecchino” composti da diversi tipi di colli, e pallet misti, con un’ampia varietà di colli di pesi, forme e materiali diversi.

La soluzione può essere fornita utilizzando robot a quattro e sei assi che offrano la flessibilità necessaria per eseguire attività di depallettizzazione semplici o complesse. È infine disponibile anche il software RobotStudio di ABB che, grazie al gemello digitale, consente di sviluppare simulazioni avanzate dell’applicazione tenendo conto delle specifiche di dimensioni, pesi e composizioni dei pallet.

I layout collaborativi modulari possono essere ritagliati su misura per le esigenze dei clienti e per integrare scanner laser e rilevatori radar avanzati e barriere luminose per “leggere” l’ambiente circostante al robot al fine di garantire la sicurezza degli operatori.

Per aumentare ulteriormente la flessibilità, ABB Robotic Depalletizer può anche essere integrato con robot mobili autonomi per ottenere un sistema ad alta capacità e flessibilità per la movimentazione di merci in magazzini e centri di spedizione, con tempi di allestimento di sole tre settimane.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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