Ecosistemi più connessi e autonomi grazie ai sensori di scansione laser

Connettere vasti ecosistemi aziendali, trasformare interi settori e permettere alle persone, indipendentemente da dove si trovino, di collaborare e prendere decisioni più rapide e informate: è questa la mission di Hexagon, azienda specializzata in soluzioni di realtà digitale che combinano sensori, software e tecnologie autonome.

Prodotti e soluzioni che puntano a plasmare la produzione e gli ecosistemi legati all’uomo, affinché diventino sempre più connessi e autonomi, garantendo un futuro scalabile e sostenibile.

E per farlo, Hexagon è impegnata da diversi anni nella progettazione e nello sviluppo di sensori di scansione laser di alta qualità, ma al tempo stesso accessibili a tutti e facili da utilizzare.

“Ed è quello che abbiamo fatto già nel 2016, quando abbiamo presentato sul mercato BLK 360, un vero e proprio game changer perché con questo prodotto abbiamo semplificato al massimo il processo di scansione attraverso sensori laser”, spiega Burkhard Boeckem, CTO di Hexagon.

“L’elemento disruptive della nostra tecnologia veniva dalle dimensioni: il sensore ha infatti le grandezze di una tazza da caffè, pesa solamente 1kg ed è quindi facile da trasportare. Anche il prezzo, che ad oggi credo essere ancora il più competitivo per un prodotto di questo tipo, ha aiutato la diffusione di BKL 360”, aggiunge.

Il BLK360 è stato progettato per aiutare i nuovi utenti del LiDAR (Light Detection And Ranging) ad acquisire nuvole di punti e a sbloccare il potenziale di utilizzo in molte applicazioni diverse.

Le principali applicazioni, spiega Boeckem, sono nelle costruzioni, nell’architettura e nell’ingegneria. Un comune utilizzo, ad esempio, è nei lavori di ristrutturazione e di adeguamento, quando non si ha a disposizione la planimetria o si necessita di controllare la corrispondenza tra la struttura attuale e la planimetria catastale.

“Usando BKL360 bastano 20 minuti per avere un digital twin di una casa, così che tutti gli interventi che si intende fare possono essere progettati e verificati in 3D”, commenta Boeckem.

Il sensore di scansione costruisce una nuvola di punti che fornisce misure e dimensioni accurate. Inoltre, crea un’immagine panoramica completa e in alta definizione dell’ambiente intorno. In questo modo, ad esempio, si potrebbe visitare virtualmente una casa che si intende comprare, avendo una percezione degli spazi (compreso l’esterno della struttura) affidabile rispetto alla realtà.

Ma la tecnologia, negli anni, si è evoluta ben oltre quelle che erano le aspettative dell’azienda ed è stata applicata anche nei settori dell’entertainment (ad esempio in alcuni film, per supportare la regia negli effetti speciali) e anche nello sport (ad esempio, nella costruzione di palestre di arrampicata).

L’evoluzione della gamma BLK: Leica BLK ARC e BLK2FLY

Nel settembre 2021, la serie BLK si è allargata con due nuovi sensori che semplificano ulteriormente il processo di reality capture, rendendolo autonomo: i sensori Leica BLK ARC e BLK2FLY.

Leica BLK ARC è un sensore di scansione laser costruito appositamente per migliorare la navigazione autonoma di robot e altre piattaforme portanti, per offrire una scansione laser mobile completamente autonoma. È stato sviluppato per essere compatibile con Spot, il cane robot di Boston Dynamics, ma può essere facilmente integrato con altri vettori robotici autonomi.

Leica BLK2FLY è il primo sensore di scansione laser volante completamente integrato e autonomo al mondo. Con pochi semplici tocchi su un tablet, gli utenti possono scansionare rapidamente e facilmente strutture e ambienti in modo accurato. La scansione aerea offre un valore aggiunto in diversi settori che necessitano di dati accurati su aree inaccessibili o difficili da raggiungere (ad esempio, sporgenze di facciate, tetti), assicurando la cattura completa delle caratteristiche e delle dimensioni esterne di una struttura.

“Si tratta di un sistema di scansione completamente integrato, dotato di 5 fotocamere e 3 sistemi di lettura. È molto semplice da utilizzare perché basta indicare, tramite tablet, cosa si vuole scannerizzare e il sistema fa tutto da solo: in poco tempo crea un gemello digitale dell’oggetto e dell’ambiente intorno, ed è in grado di evitare autonomamente gli ostacoli che trova sul suo cammino. Per questo, si presta per la scansione di quegli ambienti a cui non è facile accedere”, spiega Boeckem.

Oltre alla facilità di utilizzo, la facilità di trasporto è stato un altro dei valori che il team di Boeckem ha tenuto a mente nello sviluppo di questo prodotto: il laser pesa infatti circa 2,6 kg e può essere piegato in modo da entrare in un bagaglio a mano.

Le due tecnologie sono state adottate nel parco archeologico di Pompei per il monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori. Inoltre, l’utilizzo di Spot – equipaggiato con Leica BLK ARC – e di Leica BLK2Fly, hanno permesso di esplorare, in tutta sicurezza, i cunicoli scavati da dei scavatori clandestini intorno al parco archeologico. Cunicoli che devono essere sorvegliati –  per monitorare il fenomeno e assicurarsi che i reperti non vengano sottratti illegalmente –, ma dove spesso non è sicuro inviare gli operatori del parco.

La piattaforma HxDR per una progettazione in armonia con l’ambiente

Sia BLK ARC che BLK2FLY sono connessi alla piattaforma di visualizzazione basata su cloud di Hexagon, HxDR, dove il caricamento immediato dei dati dal campo, l’elaborazione cloud abilitata dall’intelligenza artificiale e l’archiviazione dei dati acquisiti consentono di fornire immediatamente una realtà digitale intelligente costruita ad hoc.

Attraverso la piattaforma, Hexagon ha creato un ecosistema (Hexagon Content Program) dove gli utenti possono abbonarsi a contenuti specifici, come ad esempio modelli di auto o modelli di edifici.

“Ad esempio, un architetto che sta progettando un edificio a New York, potrebbe abbonarsi al contenuto relativo a quella città e collocare virtualmente il suo progetto e farlo interagire con lo scenario, per vedere come si adatta nel paesaggio urbano”, spiega Boeckem.

La piattaforma è pensata anche per promuovere la collaborazione a distanza: una volta costruito un modello, infatti, questo può essere condiviso dall’utente con chi desidera. La piattaforma, inoltre, è sia usata internamente da Hexagon che dai partner per il backup dei dati necessari allo sviluppo delle varie applicazioni, in tutta sicurezza: sono i proprietari dei dati a decidere, attraverso la condivisione di un link, chi può visualizzare i contenuti caricati nella piattaforma.

Tecnologie che, spiega Boeckem, sono ancora in divenire: l’azienda sta infatti collaborando con i partner per migliorare ulteriormente la piattaforma e i sensori della serie Leica BLK.

“Stiamo lavorando con i nostri clienti per migliorare i prodotti, grazie ai loro feedback, ed estendere le applicazioni. Credo che abbiamo esplorato solo una piccola parte, forse il 20%, di quello che questa tecnologia può fare. Il prossimo passo, sarà la creazione di contenuti per il metaverso in 3D, fotorealistici e in alta definizione”, conclude.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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