Da Intesa Sanpaolo 10 miliardi di euro con garanzia Sace per le imprese che vogliono investire nell’indipendenza energetica

Favorire gli investimenti in energie rinnovabili di tutte le imprese, in particolare PMI, della filiera dell’agribusiness e del terzo settore: è l’obiettivo principale del fondo di 10 miliardi di euro messo in campo da Intesa Sanpaolo insieme con Sace.

L’impegno congiunto rientra nel quadro delle iniziative a supporto del PNRR e si focalizza su uno dei pilastri del più ampio programma di interventi, Motore Italia, lanciato un anno fa da Intesa Sanpaolo per sostenere le PMI.

Le risorse serviranno a sostenere le piccole e medie imprese in un percorso di “autoproduzione energetica”, oltre a cogliere le opportunità previste dagli interventi governativi, con specifico riguardo al fotovoltaico, promuovendo la produzione di energia rinnovabile e l’incremento dell’efficientamento energetico del Paese.

La nuova iniziativa introdotta da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Sace prevede specifiche linee di intervento a favore delle imprese orientate alla produzione di energia rinnovabile, all’efficienza energetica e alla circular economy, come attività di:

  • consulenza e advisory per accesso a bandi/realizzazione di progettualità complesse, in collaborazione con Officine PNRR di Sace sui temi di sostenibilità ambientale e finanziaria per navigare il quadro degli investimenti green a valere sulle risorse del PNRR
  • promozione di investimenti volti a ridurre la dipendenza energetica, attraverso finanziamenti a medio-lungo termine, fino a 20 anni, con Garanzia Sace Green
  • supporto nella gestione e mitigazione dell’aumento dei costi delle materie prime, tramite finanziamenti con garanzia Sace per consentire alle imprese consumatrici di energia di far fronte al pagamento di bollette, senza ricorrere alla rateizzazione e strumenti finanziari per la copertura del rischio di variazione dei prezzi di energia elettrica e gas
  • consulenza per l’accesso a bandi e per la realizzazione di progettualità complesse connesse al PNRR attraverso Incent Now, la piattaforma digitale di Intesa Sanpaolo per imprese ed enti che favorisce la realizzazione del PNRR, in collaborazione con Deloitte

Attività che accelerano la transizione energetica e genera un impatto economico diretto sulle imprese, promuovendone l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia, in linea con gli obiettivi fissati dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e dal Green Deal europeo.

L’azione congiunta di Intesa Sanpaolo e Sace si colloca a pieno, dunque, anche nell’ambito del piano della Commissione Europea, REPowerEU, per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi ben prima del 2030, includendo la Solar Rooftop Initiative, che prevede l’obbligatorietà di installazioni di pannelli solari e impianti fotovoltaici sui tetti di nuovi edifici.

Le energie rinnovabili sono infatti un componente essenziale per la diversificazione delle fonti energetiche. A sottolinearlo è stato anche una recente indagine a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Prometeia, che conferma come sia necessario offrire soluzioni di accompagnamento innovative alle imprese.

Il conflitto tra Russia e Ucraina sta rendendo sempre più centrale il tema della transizione energetica, necessaria non solo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma anche per aumentare la sicurezza energetica dell’Europa e calmierare la volatilità dei prezzi, divenuta ormai un fattore di rischio per famiglie e cash flow aziendali.

Investire nelle energie rinnovabili consentirebbe un risparmio sulla bolletta energetica delle PMI stimato tra il 30% e il 50% sulla base dei costi dell’energia registrati nei primi mesi del 2022. Sulla diversificazione delle fonti energetiche l’Italia è al secondo posto tra i principali paesi europei per consumi complessivi da rinnovabili (20,4% nel 2020, superiore al target del 17%), davanti a Germania e Francia.

Tra le misure ideate da Intesa Sanpaolo in questa direzione, il sostegno finanziario in questi mesi per supportare le PMI energivore e quelle con fatturato derivante in larga parte dall’export, specie verso Russia e Ucraina, oltre a un fondo da 1,5 miliardi di euro destinato a premiare e valorizzare i modelli di business sostenibili delle aziende che investono nella riduzione del proprio impatto ambientale.

In questo contesto, S-Loan Climate Change è una iniziativa unica nel panorama bancario italiano, avviata ad agosto 2021 in sinergia con Sace, pensata per le PMI e le Mid – Cap che intendono investire per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre il proprio impatto ambientale attraverso progetti per una trasformazione sostenibile.

“La complessità dello scenario attuale ha evidenziato i rischi della dipendenza dalle fonti di energia tradizionale e la necessità di una diversificazione. Abbiamo messo a punto un’ulteriore azione concreta per accelerare la transizione del nostro tessuto produttivo e, grazie all’intervento di Sace, intendiamo fornire alle nostre imprese clienti gli strumenti più innovativi per offrire loro dei benefici economici diretti facendo leva su autoproduzione e autoconsumo di energia, contribuendo a generare una crescita sostenibile in linea con gli obiettivi del PNRR e del nostro Piano d’Impresa”, commenta Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo.

Con il nuovo piano d’Impresa 2022-2025, la Banca conferma la propria leadership per le tematiche ESG, destinando nuovo credito per 88 miliardi di euro a favore di green economy e transizione ecologica delle aziende strutturate e delle PMI.

“Siamo al fianco delle piccole e medie imprese per accompagnarle nella necessaria transizione verso un’economia a minor impatto ambientale, in piena linea con il nostro ruolo di attuatore del Green New Deal sul territorio italiano. Nell’ottica di contenimento delle conseguenze relative al cambiamento climatico lavoriamo in sinergia con Intesa Sanpaolo per sostenere i nuovi progetti per lo sviluppo sostenibile e la transizione digitale delle imprese e, contemporaneamente, migliorare il loro impatto sull’ambiente”, aggiunge Dario Liguti, Chief Underwriter Officer di Sace.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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