PNRR, a Milano nasce Musa, l’ecosistema della tecnologia e dell’innovazione sostenibile

Da sinistra a destra, Gianmario Verona (rettore Università Bocconi), Attilio Fontana (presidente di Regione Lombardia), Giuseppe Sala (sindaco del Comune di Milano), Giovanna Iannantuoni (rettrice Università di Milano-Bicocca) Elio Franzini (Rettore Università Statale di Milano), Ferruccio Resta (Rettore Politecnico di Milano), Giovanni Fosti (presidente Fondazione Cariplo).

Trasformare l’area metropolitana di Milano in un ecosistema di innovazione per la rigenerazione urbana, un modello replicabile a livello nazionale ed europeo: è questo l’obiettivo del progetto Musa (Multilayered Urban Sustainability Action), nato dalla collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi e l’Università Statale di Milano.

Grazie all’impegno dei quattro atenei alle numerose partnership con soggetti pubblici e privati, l’ecosistema (che prenderà forma nei prossimi tre anni) si occuperà di:

  • sviluppare soluzioni smart per l’energia rinnovabile e la gestione dei rifiuti
  • studiare nuovi modelli di mobilità green, creare un polo di incubazione e accelerazione per startup
  • ottimizzare l’utilizzo dei big data per la salute e il benessere dei cittadini
  • mettere a punto nuove soluzioni di finanza sostenibile e creare le condizioni per una società sempre più inclusiva, libera da disuguaglianze

Il progetto potrà contare su un investimento complessivo di 116 milioni di euro, finanziato per 110 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

“Con i fondi garantiti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il progetto inciderà sulla formazione superiore, sulla specializzazione e sulla ricerca, con un impatto significativo anche sulle filiere industriali produttive, agendo in diversi ambiti, da quello sociale a quello tecnologico e digitale, dall’ambiente all’economia”, commenta Giovanna Iannantuoni, rettrice di Milano-Bicocca, ente proponente.

L’ecosistema aiuterà a ridurre il gap tra mondo accademico e tessuto produttivo

Le risorse serviranno a finanziare la ricerca applicata, la formazione e il trasferimento tecnologico e di conoscenze, con l’obiettivo di ridurre il gap tra mondo accademico e tessuto produttivo, attraverso un approccio innovativo e inclusivo, capace di attivare processi di co-creazione anche con gli enti territoriali, la società civile e il terzo settore.

Il progetto Musa inaugura un nuovo modello di collaborazione pubblico-privato, improntato alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale degli spazi cittadini.
“Il progetto punta a creare un ecosistema scalabile a livello regionale e nazionale a partire da Milano, che favorisca l’innovazione e la competitività. Gli obiettivi riguardano la sostenibilità ambientale a 360°: dalla rigenerazione urbana alla condivisione dei dati nelle life sciences, dall’imprenditorialità alla finanza sostenibile, dalla inclusione sociale all’economia circolare”, spiega Fabrizio Sala, assessore per l’Istruzione, università, ricerca, innovazione e semplificazione di Regione Lombardia.
“Con la recente sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale, da parte di Regione Lombardia, nella società consortile Musa, abbiamo confermato la volontà di dotare di una governance solida l’ecosistema, hub e soggetto attuatore, per una rete capillare di interventi in partnership con una molteplicità di attori pubblici e privati, di enti territoriali e terzo settore”, aggiunge Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia.
Ricercatori ed imprese collaboreranno per promuovere una transizione urbana sostenibile e trasferibile anche in altri contesti.
Punto di forza sarà la collaborazione con centri di ricerca ed enti del Sud Italia con la finalità di condividere tecnologie, processi di innovazione, piani di fattibilità e azioni di trasferimento al territorio.

I sei “spoke” in cui si articolerà il progetto Musa e il ruolo di ogni ateneo all’interno del progetto

Gli ambiti di intervento del progetto (tecnicamente chiamati “spoke”, cioè i raggi che si dipanano dall’hub centrale) sono sei, ognuno coordinato da uno o più atenei e con partecipazione di soggetti pubblici e privati.

Il primo spoke, “Urban regeneration – City of tomorrow”, affronterà in modo diretto il tema della transizione ecologica e digitale a livello urbano, attraverso la definizione di modelli e strategie di rigenerazione della città e l’innovazione di processi e prodotti provenienti da joint e living lab in cui imprese e ricercatori, delle diverse università milanesi, affrontano temi chiave dello sviluppo urbano sostenibile. Il coordinamento è affidato all’Università Milano – Bicocca.

Il secondo spoke, “Big Data-Open Data in Life Sciences”, coordinato dall’Università Statale di Milano, si occuperà di sviluppare una piattaforma digitale innovativa per la trasmissione e lo storage sicuro di Big Data relativi alle life sciences, per la traslazione di ricerca di base in applicazioni che puntano a migliorare lo stato nutrizionale, le cure e l’ambiente in cui vivono i cittadini, organizzando ed elaborando i dati in modo che siano fruibili a sistemi d’Intelligenza Artificiale

Lo spoke “Deep Tech: Entrepreneurship & Technology Transfer” si occuperà di sviluppare le soluzioni che consentono di rafforzare il processo di crescita
dell’innovazione, facilitando l’imprenditorialità e il trasferimento tecnologico.

Il focus è, in particolare, su come le tecnologie possono contribuire ad uno sviluppo sostenibile di tutti i settori industriali (dall’industria della salute all’eco-industria, manifatturiero, lusso, moda, design), come possono sostenere i processi di inclusione e partecipare a progetti di rigenerazione urbana e di finanza sostenibile. Il coordinamento è affidato al Politecnico di Milano.

Il quarto spoke, “Economic Impact and Sustainable Finance” (coordinato dalla Bocconi), combina le migliori competenze delle Università partner di Musa e dei partner aziendali al fine di avere un impatto in particolare nell’area milanese e lombarda. Lo spoke non ha l’obiettivo di svolgere ricerca di base, ma di trovare modi innovativi di utilizzare i modelli e le idee di frontiera.

Lo spoke “Fashion, Luxury and Design” opera nell’ambito di un settore che ha un particolare legame con il territorio milanese e ha come obiettivo quello di facilitare la transizione verso nuovi modelli di business, basati su filiere guidate da principi di
sostenibilità e circolarità, in termini di adozione di materie prime più sostenibili, impiego di processi produttivi più puliti e ridefinizione delle strategie e la valorizzazione di prodotti e marchi. Il coordinamento è affidato al Politecnico di Milano.

Il sesto spoke, “Innovation for Sustainable and Inclusive Societies” pone l’innovazione al servizio della formazione e della promozione di una società sostenibile ed inclusiva.

Le azioni sviluppate dallo spoke mirano al contrasto delle disuguaglianze e alla promozione dell’impegno sociale, rafforzando gli strumenti tecnologici e le strategie innovative d’intervento per contribuire al benessere individuale, delle organizzazioni e delle comunità.

Lo spoke 6 vuole così plasmare una società, che accompagni la trasformazione della città di Milano e della realtà territoriale circostante. Il coordinamento sarà a cura dell’Università Milano – Bicocca e della Statale di Milano.

“Sono i progetti come Musa a fare la differenza nella crescita del Paese e delle nostre città sotto il profilo dell’innovazione, della ricerca e della rigenerazione urbana e sostenibile”, commenta  Giuseppe Sala, sindaco di Milano.

“I fondi del PNRR vanno usati proprio per questo, per dare avvio ad azioni ampie di rinnovamento, in grado di mettere a fattor comune competenze di alto livello – vista la collaborazione di ben quattro università milanesi – e di aprirsi a tutto il Paese, coinvolgendo anche centri di ricerca di altre zone d’Italia, come farà Musa”, conclude.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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