La lettura da non perdere questa settimana è quella sul nuovo paper intitolato “Building Pro-Worker Artificial Intelligence” scritto da tre tra i più titolati economisti esperti di tecnologia e occupazione: Daron Acemoglu e Simon Johnson (Premi Nobel 2024) e un altro economista di grandissimo rilevo, David Autor. L'AI - dicono gli economisti - è uno strumento che ha le possibilità per agire come "moltiplicatore" delle competenze umane, ma il mercato attuale tende a privilegiare un’automazione che deprezza il lavoro e lo rende merce facilmente sostituibile. L'AI "pro-worker" è invece quella tecnologia capace di espandere le capacità dei lavoratori e generare nuovi compiti ad alto valore aggiunto. Gli autori identificano i fallimenti strutturali che ostacolano questa direzione: incentivi mal concepiti, la dipendenza dai grandi Tech Player e un'ossessione ideologica per l'IA Generale (AGI) volta a sostituire l'uomo. Per invertire la rotta il documento propone nove interventi di policy illustrandone l'efficacia attraverso 5 casi d'uso reali che spaziano dalla manutenzione aeronautica e servizi elettrici fino al supporto per i lavoratori della gig economy. Vi proponiamo poi l'analisi macroeconomica del Centro Studi di Confindustria su questo inizio 2026. Lo studio fotografa una ripresa frenata dal calo dell’export, dagli elevati costi energetici e dalla risalita del costo del credito. Deboli anche i consumi interni: il miglioramento della fiducia dei consumatori registrato a gennaio che non si è ancora tradotto in una ripresa della spesa reale. Spazio ai dati degli osservatori su Agricoltura 4.0 e Droni. Innovazione al servizio della Sanità. Il dispositivo indossabile sviluppato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell'Università di Pisa genera stimoli vibrotattili per la manipolazione di frammenti ossei virtuali in ambienti immersivi. Attraverso l'uso di due anelli i chirurghi possono simulare gesti naturali nella riduzione delle fratture del ginocchio, superando i limiti della sola visione digitale grazie alla sinergia tra ricerca bio-ingegneristica e realtà estesa. Buona lettura!