Nel report dello Svimez la fotografia dello stato di salute delle Regioni italiane. Per il quarto anno di fila il Mezzogiorno cresce più del resto del Paese, sostenuto soprattutto dagli investimenti pubblici legati al PNRR. Dal 2022 la crescita cumulata del PIL del Sud è stata del 9,5%a fronte del 4,9% del Nord Est e del 6,8% del Nord Ovest. Segno, questo, che la strada per ridurre il gap è stata intrapresa. Ma, come vedremo, è ancora lunga da percorrere. Nel 2025, comunque, la crescita maggiore si registra al Centro (bene Lazio e Abruzzo), mentre quella minore al Nord Ovest, dove due regioni chiave - Piemonte e Veneto - sono in territorio negativo. Nell'articolo i dati completi e anche l'analisi dei dati su occupazione e potere d'acquisto (anche con riferimento alle altre economie europee). È stata pubblicata la relazione 2026 della Commissione Europea sullo Stato del decennio digitale: un documento molto articolato parte dalla constatazione che la sovranità tecnologica e l'intelligenza artificiale sono ormai pilastri fondamentali per la competitività economica e la sicurezza democratica europea. Purtroppo sulla via dell'autonomia strategica, nonostante alcuni progressi, persistono forti criticità riguardanti le competenze specialistiche, la produzione di semiconduttori e la "scalabilità" delle imprese. Per superare la dipendenza da fornitori esterni l'UE propone un quadro coordinato di riforme e investimenti attraverso nuovi strumenti finanziari e legislativi. L'obiettivo finale è consolidare un ecosistema digitale sicuro e inclusivo che integri sinergicamente innovazione civile e difesa. Nel rapporto è poi presente una scheda di dettaglio relativa all'Italia, che è in linea con il 92% dei target nazionali di digitalizzazione fissati per raggiungere gli obiettivi UE per il 2030. Sul fronte delle infrastrutture, per esempio, l’Italia si colloca ai vertici europei: copertura 5G quasi totale e adozione del Cloud da parte delle PMI oltre venti punti sopra la media UE. A questi primati, però, si contrappone un'arretratezza sorprendente nelle applicazioni a più alto valore aggiunto: per esempio solo il 5,9% delle imprese manifatturiere utilizza l’AI per l’automazione o la robotica industriale, segno di un potenziale ancora largamente inespresso proprio nei settori chiave dell’economia produttiva. A frenare la transizione, sostiene il report, sono soprattutto la carenza di competenze digitali e una maturità digitale aziendale ancora acerba. Buone letture! |