Competence Center, Torino sarà il riferimento per automotive e tecnologie additive

Calenda a Torino. Foto: Serena Bascone

In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino, che ha registrato la presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, si è parlato del ruolo che le Università – e il Politecnico in particolar modo – dovranno avere nell’attuazione del Piano Industria 4.0; l’Ateneo torinese, infatti, sarà chiamato direttamente a dare corpo e sostanza al Piano, essendo stato individuato dal Ministero come una delle sedi dei Competence Center che saranno distribuiti sul territorio nazionale.

Come ha sottolineato nella sua prolusione il Vicerettore al Trasferimento Tecnologico Emilio Paolucci, il Competence Center del Politecnico di Torino sarà un luogo, anche fisico, nel quale si svilupperanno e si metteranno a disposizione le conoscenze generate dalle attività di ricerca dell’ateneo per elaborarne di nuove, adattandole a diversi settori e processi produttivi; l’ambito industriale di riferimento sarà l’automotive e via via le tematiche saranno ampliate a tutti i settori ad esso correlati; le tecnologie oggetto del lavoro del centro saranno tutte quelle più innovative (materiali, macchine, metodi di progettazione, laser, software, ecc.), ma l’Additive Manufacturing sarà la tecnologia abilitante centrale in questo processo, con l’obbiettivo di svilupparne le complementarietà con altri ambiti innovativi quali Big Data, High Performance Computing, Internet delle cose, realtà aumentata e advanced manufacturing, in un sistema complessivo che si svilupperà in stretta relazione con i diversi attori del territorio, dal Digital Innovation Hub promosso da Confindustria Piemonte, fino alle grandi imprese.

Calenda ha dichierato: “L’Italia è fragile, bisogna dirlo con realismo, perché per troppo tempo non ha investito sugli asset indispensabili per il futuro; in questo senso, la politica industriale è praticamente sparita per vent’anni dall’agenda dei Governi nazionali e dell’Unione europea, nella convinzione che il manifatturiero avrebbe assunto sempre minore centralità nelle economie sviluppate. Così non è stato e il disinteresse sui fattori di competitività ha frenato la crescita economica del Paese. Credo che oggi si sia riportata l’industria al centro delle priorità, con il contributo di università e imprese, che sono direttamente coinvolte nel Piano Industria 4.0. Il risultato finale non è prevedibile, ma sicuramente non sarà un ritorno al passato: bisogna investire sui nostri talenti, sulle cose che funzionano”.

Il Ministro ha poi aggiunto: “Serve grande competenza tecnica ma anche spirito umanistico per non perdere la sfida dell’innovazione. La competenza tecnica è molto importante e sicuramente in Italia ne abbiamo bisogno, ma oggi a un ingegnere è richiesta anche la capacità di spiegare l’innovazione che può fare paura e generare incertezza. Auguro quindi al Politecnico che questo non sia solo un centro di eccellenza per lo sviluppo di competenze tecniche, ma anche per la diffusione di una nuova cultura centrata sull’innovazione”.

Il Rettore dell’Ateneo Marco Gilli ha detto che: il Politecnico “è onorato di essere stato chiamato a far parte della Cabina di Regia del Piano Industria 4.0 ed è pronto a dare il suo pieno contributo. Le policy che abbiamo attuato in questi anni, la nostra crescente capacità di attrarre studenti di talento da tutto il mondo, gli investimenti in risorse umane, l’avvio dei Centri interdipartimentali per favorire e promuovere la ricerca interdisciplinare e la costituzione di un Laboratorio per il Trasferimento pongono il nostro Ateneo nelle condizioni di affrontare le sfide e la rivoluzione tecnologica che ci attendono. In accordo con gli indirizzi strategici del piano nazionale, consapevoli della reputazione che abbiamo acquisito e avvalendoci dell’esperienza maturata con i nostri partner industriali e accademici, stiamo progettando il Competence Center di questo Territorio. Un centro di competenze, che immaginiamo al servizio del Paese, con visibilità e reputazione internazionale, infrastrutture e risorse umane condivise con il sistema delle imprese, capace di cogliere in anticipo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, di promuoverne lo sviluppo a la diffusione e di comprenderne l’impatto economico, sociale e culturale”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.