L’economia italiana tornerà sopra il livelli pre-crisi nella prima metà del 2022: le previsioni di Confindustria

Secondo il rapporto del Centro Studi Confindustria sugli scenari futuri dell’economia italiana, il Pil dovrebbe crescere del 6,1% nel 2021, 2 punti in più rispetto alle stime di aprile, seguito da un ulteriore +4,1% nel 2022. Oltre alle dinamiche positive di investimenti e industria, che hanno trainato finora la ripresa, si registrano segnali positivi anche per il consumo, per i servizi, per l’export e l’occupazione. Secondo le previsioni, la robusta ripartenza del Pil riporterebbe la nostra economia sopra i livelli pre-crisi nella prima metà del 2022, in anticipo rispetto alle attese iniziali.

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Ricerca in filiera, ecco come il Governo intende investire i 6 miliardi previsti dal PNRR

Il PNRR prevede investimenti per 6 miliardi dedicati a strutture che rafforzino la ricerca in filiera: partenariati estesi, centri nazionali, ecosistemi dell’innovazione e infrastrutture per ricerca e innovazione. Nella prima cabina di regia del Governo sul PNRR sono stati messi a punto il numero di queste strutture e le 20 tematiche su cui si focalizzeranno le loro attività: dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze, dall’energia all’agritech, dalle telecomunicazioni alla mobilità sostenibile.

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Nel PNRR 350 milioni per Competence Center e Digital Innovation Hub: ecco a che cosa serviranno

Il tema del trasferimento tecnologico è fondamentale perché arrivino a compimento e abbiano successo quei percorsi di crescita e trasformazione abilitati dalle tecnologie digitali. A occuparsi della questione è la M4C2 del PNRR intitolata “Dalla Ricerca all’impresa”. In particolare l’investimento 2.3 stanzia 350 milioni per il “Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria”. Ecco che cosa prevede.

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Il professor Bruno Siciliano

Una robotica sempre più ‘morbida’, ispirata alla natura e con intelligenza fisica a supporto della manifattura flessibile

In un’intervista esclusiva il professor Bruno Siciliano parla del futuro della robotica, che vedrà sfrutterà materiali innovativi e tecnologie mutuate da altre discipline per contribuire a una manifattura sempre più flessibile

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PNRR, giallo risolto: il piano Transizione 4.0 non è stato depotenziato, ecco numeri e tabelle

Se il finanziamento del piano transizione 4.0 nel PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza, fosse un giallo, potremmo dire di essere arrivati al momento in cui si scopre chi è l’assassino. Nella documentazione completa sul piano da quasi 2.500 pagine inviata da Draghi al presidente della Camera Fico, compaiono gli allegati tecnici e le schede di progetto da cui emerge che al piano Transizione 4.0 vanno 18,46 miliardi di euro. Dietro la scelta di suddividere la cifra tra risorse europee (13,38) e italiane (5,08) motivazioni legate all’impatto ambientale. Nell’articolo tutti i dettagli.

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Presentato il Piano strategico nazionale sulla proprietà industriale per promuovere la cultura dell’innovazione

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha presentato il Piano strategico nazionale sulla proprietà industriale, la strategia triennale con cui il Governo intende promuovere la cultura dell’innovazione e degli strumenti di tutela e valorizzazione della proprietà industriale. Il Piano, inserito all’interno del PNRR, punta anche a rafforzare il ruolo innovativo dell’Italia in Europa.

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Recovery Plan, la prima bozza del Governo Draghi: ecco che cosa cambia (e che cosa non) nella Missione dedicata al Digitale

Il nuovo Governo lavora a tappe forzate sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che deve essere presentato alla Commissione europea entro il 30 aprile. La nuova bozza presenta qualche segnale di discontinuità, con la stesura del documento direttamente in lingua inglese e un riferimento esplicito a target e milestone, ma anche tanti elementi di continuità. Abbiamo analizzato la prima missione, “digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, con particolare attenzione alle misure per le imprese e al piano Transizione 4.0. Ecco cosa cambia e cosa è rimasto invariato dalla versione precedente.

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Recovery Plan, il ministro Franco: “Priorità assoluta per il Governo, tempi stretti e non possiamo sbagliare”

Davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato il nuovo ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco fa il punto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il precedente Governo ha già fatto “un enorme lavoro”, ma altrettanto resta da fare e i tempi sono strettissimi. In gioco ci sono 191,5 miliardi: ecco come il Governo ha intenzione di gestirli, tra missioni confermate e il nodo della governance

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La ricetta di Cottarelli per migliorare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Più attenzione al capitale umano, meno burocrazia, meno parole e maggior specificità nella descrizione degli interventi: sono questi i principali punti su cui la bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) andrebbe migliorata secondo Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.

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Tanta confusione ed errori di visione: che cosa c’è che non va nel Recovery Plan italiano

Oltre ad aver diviso le forze di maggioranza, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato dal Governo non convince imprese ed economisti: tra le critiche più comuni ci sono quelle di non essere conforme alle linee guida date dall’UE, di non fornire i dati giusti per valutare a priori l’impatto delle misure che si vogliono adottare, di aver scelto interventi e riforme non adeguati per modernizzare il Paese, valorizzare il capitale umano e realizzare la trasformazione digitale e green chiesta dall’Europa.

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