Alla recente fiera SPS IPC Drives di Parma è stato possibile vedere e toccare con mano, in anteprima nazionale, l’ultima creatura di Stratus: lo ztC, le cui consegne nel mondo sono iniziate pochi giorni dopo, alla fine di maggio. Ne avevamo dato l’annuncio al momento della presentazione ufficiale, in questo articolo. Si tratta di una macchina pensata espressamente all’utilizzo come “edge computer”, particolarmente nell’accezione più moderna del termine, quella in cui l’edge non è più solo il confine dove i dati provenienti dall’OT vengono raccolti per essere mandati all’IT, ma piuttosto quell’infrastruttura dove si inizia ad analizzare e selezionare le informazioni provenienti dai sensori, prendendo già decisioni in tempo reale per il funzionamento dell’azienda e trasmettendo all’IT i dati già in qualche modo filtrati e classificati.

Zero Touch

Il nome ztC sta per “zero touch computer” – a ribadire che su questa macchina non avrete mai bisogno di metterci le mani. E questo sia perché è stato pensato, fin dall’inizio, per essere installato in una mezz’ora anche da personale non specializzato e per lavorare in modalità virtualizzata e con monitoraggio remoto 24×7 direttamente dalla casa madre. Ma soprattutto perché è costruito per una affidabilità assoluta, in quanto incorpora nativamente la tecnologia proprietaria Stratus per la continuità operativa. Questa è, da sempre, il core business di Stratus, che è uno specialista nei sistemi ad Alta Disponibilità e nei sistemi Fault Tolerant: non per nulla i suoi clienti storici sono le organizzazioni finanziarie (banche, borse eccetera) che hanno bisogno di server capaci di raggiungere continuità operative dell’ordine del 99,9999%. Anche se oggi, come ci ha raccontato Jason Andersen, VP Business Line Management, una parte consistente del fatturato Stratus arriva proprio dal settore dell’automazione industriale.

L’esperienza Stratus

Nella sua storia ultraventennale, Stratus ha costruito un know-how difficilmente eguagliabile in questo settore, con tecnologie che consentono di creare una rete di macchine che si automonitorano e che, in caso di guasti, sono in grado di riconfigurarsi, ridistribuendo il carico di lavoro per mantenere in funzione il sistema senza interruzioni del servizio. Quella installata sullo ztC è l’ultima versione di questa tecnologia, ed è basata su cloud. In pratica, una rete di ztC si riconfigura automaticamente in caso di guasto a un nodo nel giro di pochi minuti; inoltre, il nodo che riporta problemi è hot-swappable anche da personale senza esperienza specifica in IT, e questo lo rende una soluzione ideale anche per impianti remoti e sprovvisti di personale informatico. In ogni caso, la macchina è progettata e costruita per funzionare in ambienti ostili, e resistere ad alte temperature, umidità e vibrazioni, quindi le probabilità di guasto fisico sono già ridotte in partenza.


L’evoluzione

L’attuale versione dello ztC, basata su processore quad core Intel i7, è in grado di far girare fino a tre macchine virtuali grazie al sistema operativo Stratus Redundant Linux, e la potenza di elaborazione è facilmente scalabile aggiungendo nodi di elaborazione all’infrastruttura. Stratus ha però già annunciato che la serie verrà estesa in futuro, e verranno inclusi altri servizi, per esempio per la security e per il monitoraggio e protezione “full stack”. Questo permetterà di assecondare meglio la tendenza alla crescita dell’elaborazione dei dati sull’edge, che secondo Gartner dovrebbe passare dall’attuale 10% fino a raggiungere il 50% nel 2022. Lo ztC verrà distribuito nel nostro paese da ServiTecno, storico distributore di Stratus in Italia.

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