Le sfide dei test per adattarsi alla tecnologia che cambia: l’analisi del NI Trend Watch 2019

Il futuro dei test, i cambiamenti apportati dal 5G, la guida automatica. Sono alcuni tra i temi toccati dal NI Trend Watch 2019, report che fotografa la situazione del panorama tecnologico proponendo anche le previsioni per il futuro. L’analisi, disponibile online, è prodotta da National Instruments, NI, fornitore di piattaforme software defined per accelerare la produttività e ottimizzare le prestazioni dei sistemi di test e misura automatizzati.

Secondo Shelley Gretlein, vice president of global marketing, “questi trend stanno rivoluzionando tutti i settori industriali e i test. Oltre a creare sfide nuove e sempre più complesse, costituiscono una straordinaria spinta all’innovazione, che richiede un profondo cambiamento nell’approccio al test e alla misurazione automatizzati. E tale cambiamento si fonda su sistemi definiti dal software”.

La tecnologia 5G e i crucci per i test engineer

La tecnologia 5G inaugura una nuova era del test wireless. I dispositivi 5G sono destinati a diventare sempre più complessi. Le tecniche di test ottimizzate per le precedenti generazioni di dispositivi devono essere riviste se si vuole garantire la commercializzazione dei prodotti e delle soluzioni 5G.


Per i test engineer, l’aumento delle frequenze, le nuove tecnologie di packaging e un numero maggiore di antenne renderanno difficile mantenere alta la qualità limitando l’aumento sia dei costi di capitale (costo delle apparecchiature di prova) che dei costi operativi (tempo impiegato per testare ciascun dispositivo). Le nuove tecniche OTA possono aiutare, ma presentano anche delle sfide. Una di esse è rappresentata dall’accuratezza della misurazione.

A differenza dei test via cavo, per effettuare misurazioni OTA i test engineer dovranno gestire una maggiore incertezza delle misurazioni legata alla calibrazione e all’accuratezza dell’antenna, alla tolleranza di fissaggio e ai riflessi del segnale. In secondo luogo, le nuove misurazioni dovranno essere integrate nei piani di collaudo per l’uso della camera semianecoica, la caratterizzazione del fascio, il calcolo ottimale del codice e la caratterizzazione dei parametri dell’antenna. In terzo luogo, poiché le larghezze di banda RF continuano ad aumentare, aumentano anche le esigenze di elaborazione per la calibrazione e la misura, aumentando così la durata del test. Infine, i test manager dovranno fare ulteriori considerazioni commerciali per garantire la qualità del prodotto riducendo al minimo l’impatto sul time-to-market, sul costo del capitale, sui costi operativi e sullo spazio fisico necessario per ospitare le camere OTA.

Nei prossimi anni, secondo l’analisi di NI l’industria dei test e delle misurazioni risponderà rapidamente a queste sfide con numerose innovazioni. I gruppi di collaudo dovranno prendere in considerazione strategie e piattaforme di test altamente flessibili e basate su software per garantire che le spese di capitale di oggi possano tenere il passo con il rapido evolversi delle innovazioni.

Assistenza avanzata alla guida: l’esempio di Audi A8

La guida autonoma potrebbe avere un impatto enorme sulla società, dato che si prevede possa ridurre il numero di incidenti e di vittime della strada. Ma sono necessari compromessi in termini di costi, tecnologia e strategia durante il passaggio dei sistemi di assistenza avanzata alla guida (ADAS) da sensore singolo a multisensore.

Lo standard per l’autonomia di Livello 3 stabilisce che il guidatore non ha bisogno di prestare attenzione se l’auto permane in circostanze predefinite. L’Audi A8 del 2019 sarà la prima vettura di serie al mondo a offrire l’autonomia di Livello 3. È dotata di sei telecamere, cinque dispositivi radar, un dispositivo lidar e 12 sensori ultrasonici.

Audi ha combinato sensori, funzioni, hardware elettronico e architettura software in un unico sistema centralizzato. Tale sistema centralizzato elabora un modello completo dello spazio attorno al veicolo e attiva tutti i sistemi di guida assistita, con una grande potenza di calcolo. La preoccupazione principale di un’architettura centralizzata è il costo dell’elaborazione ad alta potenza, oltre al bisogno di avere un secondo controller per il sensor fusion come backup di sicurezza.

Procedure di sviluppo standardizzate

I test engineer sfruttano le soluzioni del passato per rimanere al passo con ambienti di test che si modernizzano rapidamente. In questo senso, mirano a standardizzare i processi utilizzati per progettare e mantenere le architetture di test.

I nuovi requisiti di sicurezza e le sempre più rapide modifiche stanno costringendo ad andare ben oltre la semplice standardizzazione dell’hardware, per concentrarsi sui livelli software e sulle pratiche utilizzate per svilupparli. I team di test engineering devono adottare modelli standard di sviluppo di software iterativi per mantenere il passo con lo sviluppo del prodotto e rispettare i tempi di consegna in un settore in rapida modernizzazione: per questo i moderni team di software engineering si stanno muovendo verso pratiche di sviluppo di software iterativi continui, come Agile.

Applicare l’IoT alle fasi di test

Benché stia aumentando la complessità dei dispositivi e, di conseguenza, la complessità dei collaudi, l’IoT è anche in grado di migliorare notevolmente le procedure automatizzate di test.

L’IoT risulta utile sia per acquisire i dati che per gestirli e analizzarli. La possibilità di utilizzare l’IoT per i test, dipende dall’infrastruttura di test automatizzato in uso e dalle esigenze aziendali più pressanti. Gli aspetti più comuni da considerare sono il miglioramento della gestione del sistema di collaudo, l’aumento dell’utilizzo delle apparecchiature di test, l’acquisizione di informazioni più dettagliate e l’accesso remoto ai sistemi di collaudo condivisi.

Convergenza multisettore e strategie dei test

La convergenza ha, secondo il report di NI, il potenziale per accelerare l’innovazione e fornire prodotti mai immaginati prima, ma anche quello di complicare i test in maniera significativa. La collaborazione e l’apprendimento in tutti i settori offrono prospettive vantaggiose su sfide di test complesse.

Lo studio condotto nel 2016 da IBM, Redefining Boundaries, sui professionisti di C-suite, ha rivelato che “la convergenza di settori è in assoluto la tendenza più significativa prevista per i prossimi tre-cinque anni”. Tuttavia, nonostante il potenziale offerto, la convergenza tende a destare preoccupazione. Per i test manager, essa aggiunge complessità e richiede piattaforme di test più adattabili e organizzazioni ancora più flessibili.

Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

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