Federmeccanica vede grigio: il settore rallenta

Il cielo si fa grigio per il comparto rappresentato da Federmeccanica. E le nubi, più che all’orizzonte, sono già sopra le aziende. Anche se, come spiega il direttore del centro studi Angelo Megaro, “non si può parlare di recessione”, la stagnazione c’è tutta.

I dati dicono che nel terzo trimestre la crescita è stata quasi nulla, +0,1%, dopo il -0,6% del primo trimestre e il +0,8% del secondo. Questo significa che, in termini tendenziali, il tasso di crescita è sceso all’1% nel trimestre estivo rispetto al 4,5%  della prima metà dell’anno.

Il rallentamento coinvolge gli altri paesi dell’Unione Europea e in particolare spaventa lo 0,2% in meno del Pil tedesco. “Le aziende – ha aggiunto Megaro – hanno aumentato le scorte di materie prime e prodotti finiti rispetto alle esigenze produttive, diminuisce il periodo di produzione assicurata e c’è un peggioramento dei giudizi sulla situazione degli ordini in portafoglio”.


L’export è passato dal +6,5% dell’ultimo quarter del 2017 al +2,9% attuale e, nei primi nove mesi, le esportazioni sono aumentate del 3,2% rispetto al +3,8% delle importazioni, mentre il saldo dell’interscambio ha evidenziato un attivo pari a circa 39 miliardi di euro più o meno come lo scorso anno.

Macchine e apparecchi meccanici in calo

Il direttore del centro studi Angelo Megaro e Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica

A livello di singoli comparti Metallurgia e prodotti in metallo sono negativi, macchine e apparecchi meccanici positivi per un effetto di trascinamento, ma in calo deciso nel terzo trimestre, mentre salgono del 12,5% gli Altri mezzi di trasporto trainati dalla crescita del materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali e navalmeccanico. Anche in questo caso la situazione non è solo italiana, visto che i volumi produttivi scendono in media nei 28 paesi Ue dello 0,5% con la Germania che diminuisce dello 0,2% e la Francia con -0,6%.

Sul fronte dell’occupazione c’è ancora un segno positivo seppur moderato con la Cassa Integrazione che segna un -47, 9%, una “tendenza però difficile da confermare”, sottolinea il responsabile del centro studi. Ci sono poi gli effetti del decreto dignità che vede il 30% delle aziende non rinnovare i contratti a tempo determinato, il 33% che aspetta di vedere se ci saranno esigenze produttive e il 37% che invece ha trasformato i contratti da tempo determinato a indeterminato.

“Da molti anni però circa il 40% delle assunzioni a tempo indeterminato arrivano da chi aveva già altre forme contrattuali in essere con l’azienda”.

Istruzione e formazione strategiche: la petizione su change.org

Ma oltre ai numeri c’è qualcos’altro che angustia Federmeccanica che, per la prima volta per un’associazione di Confindustria, ha lanciato su change.org una petizione per protestare contro la decisione del governo di dare un sostanziale stop all’alternanza scuola-lavoro e toccare anche la formazione 4.0.

Ma se per la seconda ci sono degli spiragli (è passato ieri un emendamento che la conferma per il 2019, ndr), per la prima non se ne parla e allora l’associazione ha lanciato una raccolta firme che ha già raggiunto le ventimila adesioni proprio per chiedere il mantenimento, in particolare negli istituti tecnici e professionali, delle 400 ore di alternanza scuola-lavoro nel triennio per tutti gli studenti e per continuare a garantire alle scuole strumenti e dotazioni finanziarie superiori, e non inferiori, a quelle attualmente previste.

In aggiunta si chiede di riconoscere il credito di imposta per le spese fatte dalle aziende per l’alternanza e la formazione del personale funzionale a Industry 4.0.

Nel corso della presentazione della 148° indagine congiunturale il vertice dell’associazione ha battuto più volte sul tasto della formazione anche perché le aziende del settore, oltre a fare molta fatica a trovare le competenze adeguate “in due casi su cinque dicono che il profilo che sembrava avesse le caratteristiche richieste ha poi dimostrato di non averle”, come ha spiegato Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica.

Nel 48% dei casi si parla di mancanza di competenze tecniche e per il resto di competenze trasversali. “Costruire una squadra coesa – ha affermato il vice presidente dell’associazione Fabio Astori – è un lavoro complicato per questo chiediamo che l’alternanza scuola lavoro sia nel programma di qualsiasi governo”.

Luigi Ferro

Giornalista, 54 anni. Da tempo segue le vicende dell’Ict e dell’innovazione nel mondo delle imprese. Ha collaborato con le principali riviste del settore tecnologico con quotidiani e periodici

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